La disputa da 45 milioni di dollari tra Justin Sun e WLFI resta in tribunale federale dopo il rifiuto dell'arbitrato
Punti chiave
- •Un giudice federale ha respinto il tentativo di World Liberty Financial di forzare le richieste di Justin Sun in un arbitrato riservato e di mantenere sigillate le procedure, quindi le sue richieste individuali proseguiranno in tribunale pubblico.
- •Sun sostiene che WLFI abbia conservato poteri contrattuali non divulgati per congelare, trasferire o bruciare i suoi 4 miliardi di token e che abbia utilizzato tali poteri entro pochi giorni dallo sblocco dei token.
- •La disputa nasce dall'investimento riportato di 45 milioni di dollari di Sun in WLFI, una società crypto legata alla famiglia Trump lanciata nel 2024 che ha raccolto centinaia di milioni di dollari attraverso la vendita di token.
- •Sun chiede centinaia di milioni di dollari di danni e sostiene che il caso potrebbe stabilire un precedente legale sulla proprietà dei token e sui controlli degli emittenti, secondo il principio per cui gli utenti controllano i propri asset.
- •A differenza dei principali emittenti di stablecoin come Tether e Circle, che documentano pubblicamente il loro potere di congelare o inserire nella blacklist gli indirizzi, si ritiene che WLFI non abbia mai divulgato tali controlli.

La disputa da 45 milioni di dollari tra Justin Sun e World Liberty Financial (WLFI) proseguirà in tribunale aperto al pubblico dopo che un giudice federale ha respinto la richiesta dell'azienda di trasferire il caso in un arbitrato privato.
La decisione mantiene le richieste individuali di Sun nel processo pubblico dinanzi al tribunale. Al centro del caso c'è l'accusa di Sun secondo cui WLFI — la società crypto legata alla famiglia Trump lanciata nel 2024, che ha raccolto centinaia di milioni di dollari attraverso la vendita di token — avrebbe conservato poteri contrattuali non divulgati per congelare, trasferire o bruciare i suoi 4 miliardi di token dopo il loro sblocco. Sun afferma che la disputa ora si concentra su una domanda più ampia: chi controlla effettivamente gli asset digitali.
Il tentativo di arbitrato fallisce in tribunale federale
La disputa risale a un investimento riportato di 45 milioni di dollari in WLFI da parte di Sun, fondatore della blockchain Tron, per il quale ha ricevuto 4 miliardi di token. World Liberty Financial aveva chiesto di trasferire le richieste di Sun in un arbitrato privato e di sigillare le procedure. L'arbitrato è ampiamente utilizzato nei contratti finanziari e crypto perché mantiene le controversie riservate e le risolve attraverso arbitri privati anziché tramite registri pubblici e giurie.
Il giudice federale ha respinto quella richiesta, consentendo alle richieste individuali di Sun di proseguire pubblicamente. Di conseguenza, i termini contrattuali alla base della disputa possono ora essere esaminati in procedure pubbliche.
Sun sostiene che WLFI abbia segretamente conservato poteri per congelare, trasferire e bruciare i token detenuti dagli utenti. Afferma inoltre che tali poteri erano privi di divulgazione, governance e di un processo formale.
Sun contesta WLFI sui controlli dei token
Secondo Sun, che ha scritto su X, i controlli sono diventati rilevanti entro pochi giorni dallo sblocco dei suoi token. Afferma che WLFI ha utilizzato quei poteri contrattuali contro i suoi token una volta che sono diventati disponibili.
Sun ha inquadrato la causa attorno alla proprietà sulla blockchain anziché solo al denaro coinvolto. Sostiene che gli utenti dovrebbero controllare gli asset che detengono senza bisogno dell'autorizzazione di un emittente. Secondo Sun, tale argomento si basa sul principio “your keys, your coins” (“le tue chiavi, le tue monete”), e afferma che la capacità di un emittente di confiscare o congelare gli asset cambia il significato di proprietà digitale.
I controlli a livello contrattuale di questo tipo non sono senza precedenti nel settore crypto. I principali emittenti di stablecoin, tra cui Tether e Circle, possono congelare o inserire nella blacklist indirizzi che detengono USDT e USDC, e entrambe le aziende documentano pubblicamente tali poteri, affermando che vengono utilizzati per motivi di conformità e di applicazione della legge. L'accusa nel caso di Sun è che i poteri di WLFI non siano mai stati divulgati.
Il tribunale federale mantiene le richieste pubbliche
Sun chiede centinaia di milioni di dollari di danni derivanti dalla disputa. Tuttavia, l'ultima decisione non stabilisce se le sue accuse siano fondate. La decisione riguarda invece il tentativo di World Liberty Financial di forzare le richieste in arbitrato e di mantenere sigillate le procedure. Le richieste individuali di Sun rimarranno nel processo pubblico dinanzi al tribunale.
Sun afferma inoltre che il caso potrebbe stabilire un precedente legale per quanto riguarda la proprietà dei token e i controlli degli emittenti. Vuole che il tribunale affronti la questione se “your assets” (“i tuoi asset”) significhi proprietà effettiva quando i contratti concedono agli emittenti un ampio controllo su tali asset. Con la questione della sede decisa per ora, i prossimi passi del caso — come la risposta formale di WLFI alla denuncia — si svolgeranno sul registro pubblico anziché in un arbitrato riservato.
Fonte: Crypto Front News