JPMorgan segnala posizioni short sullo yen per 103 miliardi di dollari, un unwind sotto 155 potrebbe spingere USD/JPY verso 142-146
Punti chiave
- •JPMorgan stima che rimangano outstanding posizioni short sullo yen per 16.000-17.000 miliardi di yen, con un unwind completo che potrebbe spingere il dollaro-yen verso 142-146.
- •Il dollaro-yen è sceso a 155,30 questa settimana dopo aver toccato 160,39, avvicinandosi al proprio minimo post-intervento di 155,23 successivo all'intervento congiunto USA-Giappone di fine luglio.
- •Il rally dello yen è stato alimentato da speculazioni su un cambiamento di allocazione del GPIF e dalle attese che la Banca del Giappone acceleri i rialzi dei tassi.
- •JPMorgan ritiene le aspettative di mercato su riallocamento del GPIF e stretta della BOJ un po' eccessive e non vede un'alta probabilità che il dollaro-yen scenda sensibilmente sotto 155-165.
- •Le autorità giapponesi hanno dichiarato di essere pronte ad agire contro movimenti valutari eccessivi man mano che la coppia si avvicina a livelli che in passato hanno suscitato interventi.

Gli strateghi di JPMorgan Chase avvertono che un ulteriore unwind delle posizioni short sullo yen potrebbe accelerare i recenti guadagni della valuta se il dollaro-yen dovesse scendere sotto 155, secondo un report di Bloomberg (a pagamento).
La banca stima che sul mercato rimangano outstanding posizioni ribassiste sullo yen per un valore compreso tra 16.000 e 17.000 miliardi di yen — la cifra inferiore equivale a circa 103 miliardi di dollari — e afferma che un unwind completo di questa scala potrebbe teoricamente spingere il dollaro-yen in un intervallo di 142-146, uno yen sensibilmente più forte di quanto implicano i livelli attuali. Posizioni short di questo tipo riflettono trader che prendono in prestito yen per finanziare scommesse su valute a rendimento più elevato, un carry trade che diventa costoso da mantenere quando lo yen si rafforza, obbligando a riacquisti che possono amplificare il movimento.
L'avvertimento segue uno dei rialzi più netti dello yen da quando Giappone e Stati Uniti sono intervenuti congiuntamente a sostenere la valuta a fine luglio. Il dollaro-yen è salito fino a 160,39 all'inizio di questa settimana, il livello più alto da quell'intervento, prima di invertire bruscamente la rotta fino a scambiare a un minimo di 155,30, portando la coppia a un passo dal proprio minimo post-intervento di 155,23. Le autorità giapponesi hanno ripetutamente dichiarato di essere pronte ad agire contro movimenti valutari eccessivi, rendendo l'intervento ufficiale un ulteriore fattore monitorato dai trader man mano che la coppia si avvicina a livelli che in passato hanno suscitato l'azione delle autorità.
Gli strateghi guidati da Junya Tanase hanno affermato che l'andamento recente dei prezzi conferma la loro view secondo cui una posizione short sullo yen relativamente ampia potrebbe essere ancora presente sul mercato, avvertendo che una rottura sotto 155 aumenta il rischio che "le vendite possano generare ulteriori vendite" e determinino un apprezzamento dello yen superiore alle attese.
Il rally è stato alimentato da speculazioni su un possibile cambiamento nella strategia di allocazione degli attivi del Government Pension Investment Fund, insieme a crescenti attese che la Banca del Giappone acceleri il ritmo dei propri rialzi dei tassi. Il GPIF, il più grande fondo pensione al mondo con attivi di circa 250.000 miliardi di yen, detiene una quota sostanziale del proprio portafoglio in attivi denominati in valuta estera, quindi anche cambiamenti incrementali nella sua politica di copertura o di allocazione sono osservati da vicino dai mercati valutari. Gli osservatori di mercato affermano che questi due catalizzatori sono stati amplificati ulteriormente da un unwind delle posizioni speculative short sullo yen e dalla domanda di copertura degli investitori giapponesi domestici — una dinamica che aumenta il rischio che ulteriori guadagni costringano alla chiusura di altre posizioni ribassiste.
Nonostante abbia segnalato questo rischio, JPMorgan non condivide l'estremo più aggressivo delle aspettative di mercato. La banca afferma che le aspettative attuali riguardo sia al riallocamento del GPIF sia al ritmo della stretta della BOJ appaiono "un po' eccessive" e non ritiene attualmente elevata la probabilità che il dollaro-yen scenda sensibilmente sotto il proprio intervallo assunto di 155-165.
Ciò lascia la prospettiva di breve periodo di JPMorgan autenticamente a due facce: il rischio di posizionamento suggerisce cautela su scommesse short aggressiva sullo yen vicino a 155, mentre il base case della stessa banca sconsiglia di inseguire da qui un rally dello yen molto più profondo. La banca riconosce un reale rischio al ribasso per il dollaro-yen derivante da un unwind delle posizioni, fermandosi però prima di prevedere la forza dello yen più profonda e sostenuta che un unwind completo della base short stimata implicherebbe. Per i mercati, i punti di controllo chiave in avanti sono se il dollaro-yen resterà sopra il livello di 155, eventuali dichiarazioni o azioni ufficiali del Ministero delle Finanze giapponese, i tempi della prossima decisione di politica monetaria della BOJ e se il GPIF confermerà o smentirà il segnalato cambiamento di allocazione.