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JPMorgan valuta il lancio di una stablecoin mentre le banche si orientano verso gli asset digitali

Autore: CoinTrust·

Punti chiave

  • JPMorgan Chase sta valutando un possibile lancio di una stablecoin mentre continua a operare il sistema JPM Coin di depositi tokenizzati.
  • Visa, BlackRock, Google e DoorDash sono tra le grandi aziende che stanno esplorando le valute digitali, intensificando la concorrenza nel mercato.
  • Oltre una dozzina di istituzioni finanziarie, tra cui Bank of America, Wells Fargo e Santander, starebbe avanzando un progetto comune di stablecoin.
  • Un consorzio bancario che rappresenta circa 3.000 banche prevede di lanciare nella prima metà del 2027 la piattaforma blockchain BankChain Alliance.
  • Le autorità di vigilanza stanno vedendo più banche includere le stablecoin nei propri business plan, segnalando un crescente interesse istituzionale per questa classe di attivi.
JPMorgan valuta il lancio di una stablecoin mentre le banche si orientano verso gli asset digitali

JPMorgan Chase sta valutando se emettere una propria stablecoin, secondo un rapporto, mentre i principali istituti finanziari si allontanano dalla resistenza alle valute digitali emesse privatamente e si orientano verso lo sviluppo di prodotti di pagamento basati su blockchain.

Un simile passo segnerebbe un cambiamento significativo nel settore bancario, dove gli istituti hanno generalmente favorito i depositi tokenizzati come alternativa più controllata. Per gran parte dell’ultimo anno, le banche hanno fatto lobbying sulla normativa sulle stablecoin, promuovendo nel contempo versioni basate su blockchain dei depositi tradizionali come modello preferenziale per le transazioni digitali.

Questa posizione sta diventando meno rigida con l’ingresso nel mercato delle stablecoin di grandi aziende al di fuori del banking tradizionale. Visa, BlackRock, Google e DoorDash sono tra le grandi società che stanno esplorando le valute digitali, aumentando la pressione competitiva in un mercato storicamente dominato da Tether e Circle.

JPMorgan gestisce già JPM Coin, un sistema di depositi tokenizzati, e mantiene una propria infrastruttura blockchain. La banca ha indicato di non avere attualmente piani per emettere una stablecoin, ma potrebbe riconsiderare tale posizione in base alla domanda dei clienti e ai cambiamenti del contesto normativo. Le sue valutazioni evidenziano un cambiamento più ampio tra le grandi banche, poiché la domanda di pagamenti basati su blockchain e di asset digitali sfida sempre più la tradizionale preferenza per i depositi bancari tokenizzati.

Le banche preparano un’iniziativa comune sulle stablecoin

JPMorgan non è l’unico grande istituto a esaminare l’opportunità. Un gruppo di oltre una dozzina di istituzioni finanziarie, tra cui Bank of America, Wells Fargo e Santander, starebbe portando avanti piani per un progetto congiunto di stablecoin.

L’iniziativa dovrebbe concentrarsi inizialmente su una stablecoin denominata in dollari statunitensi, con una possibile espansione all’euro e ad altre importanti valute del Gruppo dei Sette. Il progetto sarebbe principalmente rivolto ad applicazioni commerciali, anche se i casi d’uso specifici potrebbero variare a seconda del mercato. Lo sviluppo indica che le banche considerano sempre più le stablecoin come strumenti potenziali per pagamenti aziendali, regolamento e altre attività finanziarie, invece di vederle esclusivamente come concorrenti dei prodotti bancari tradizionali.

Separatamente, un consorzio che rappresenta circa 3.000 banche attraverso 39 associazioni bancarie statali ha annunciato piani per una piattaforma blockchain chiamata BankChain Alliance. La piattaforma dovrebbe supportare sia i depositi tokenizzati sia le stablecoin e potrebbe essere lanciata nella prima metà del 2027. La rete proposta dovrebbe concentrarsi su aree quali la gestione della tesoreria, il finanziamento della catena di approvvigionamento e la gestione della liquidità, offrendo potenzialmente alle banche più piccole e regionali accesso a un’infrastruttura blockchain senza dover sviluppare ciascuna un proprio sistema.

Stablecoin e depositi tokenizzati svolgono ruoli diversi

La distinzione tra stablecoin e depositi tokenizzati resta centrale nel dibattito del settore bancario sul denaro basato su blockchain.

I depositi tokenizzati rappresentano depositi bancari tradizionali registrati su una blockchain, pur mantenendo in genere l’attuale struttura bancaria. I fondi restano all’interno del sistema bancario regolamentato, offrendo agli istituti un maggiore controllo sulle modalità di emissione e trasferimento delle attività.

Le stablecoin, al contrario, possono circolare su reti blockchain pubbliche come Ethereum e Solana. Possono potenzialmente muoversi oltre i confini delle singole banche, ma in generale non godono delle stesse tutele di assicurazione dei depositi associate ai depositi bancari tradizionali.

Le banche hanno espresso il timore che le stablecoin remunerate possano incentivare i clienti a spostare denaro lontano dai depositi tradizionali, riducendo potenzialmente una fonte chiave di finanziamento per il sistema bancario. Queste preoccupazioni hanno influenzato le posizioni delle banche sulla normativa proposta sulle stablecoin, incluse le disposizioni relative alla possibilità che gli emittenti di stablecoin offrano rendimenti ai detentori.

Le autorità di vigilanza riconoscono il cambiamento delle strategie bancarie

Anche il contesto normativo riflette il ruolo crescente delle stablecoin. Jonathan Gould, a capo dell’Office of the Comptroller of the Currency, ha recentemente indicato che le stablecoin compaiono sempre più spesso nei business plan presentati dalle banche che chiedono una revisione regolamentare.

Questo sviluppo suggerisce che gli asset digitali si stiano avvicinando alle operazioni bancarie tradizionali, mentre i regolatori continuano a definire le regole che ne disciplinano emissione, riserve, custodia e utilizzo.

Il contesto in evoluzione comprende anche sviluppi riguardanti World Liberty Financial, un’iniziativa nel settore delle criptovalute associata alla famiglia Trump. L’azienda ha ricevuto un’approvazione preliminare condizionata dall’OCC per diventare una banca e potrebbe emettere la propria stablecoin USD1 se venisse concessa l’approvazione finale.

Nel loro insieme, la crescente domanda corporate, i progetti di stablecoin guidati dalle banche e il riconoscimento regolamentare in evoluzione suggeriscono che le stablecoin siano considerate sempre più parte della futura infrastruttura finanziaria, e non soltanto una sfida per il banking tradizionale. Per JPMorgan e i suoi pari, la domanda chiave sarà probabilmente come evolveranno domanda dei clienti, regolamentazione e concorrenza. Il crescente interesse istituzionale indica che le banche potrebbero perseguire sempre più sia i depositi tokenizzati sia le stablecoin, invece di considerare i due modelli come mutuamente esclusivi.