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Il ministro delle Finanze giapponese Katayama segnala la disponibilità ad agire in modo deciso sul forex per lo yen

Autore: Investinglive·

Punti chiave

  • Katayama ha dichiarato che il Giappone è pronto a rispondere ai movimenti valutari e a intraprendere azioni decise sul mercato dei cambi se necessario.
  • Il rapporto del Tesoro degli Stati Uniti ha citato una visione congiunta USA-Giappone secondo cui un'eccessiva volatilità dei cambi è indesiderabile.
  • Lo yen è sceso del 51% rispetto al dollaro in termini reali efficaci dalla fine del 2011, secondo il rapporto del Tesoro.
  • Il Giappone era precedentemente intervenuto per acquistare yen durante i bruschi episodi di deprezzamento nel 2022 e nel 2024.
  • La debolezza dello yen ha aumentato i costi per le famiglie giapponesi e per le imprese dipendenti dalle importazioni, in particolare per l'energia e il cibo.
Il ministro delle Finanze giapponese Katayama segnala la disponibilità ad agire in modo deciso sul forex per lo yen

Il ministro delle Finanze giapponese Katayama ha segnalato la disponibilità di Tokyo a intraprendere azioni decise sul mercato dei cambi, richiamando il linguaggio utilizzato nel rapporto valutario semestrale del Tesoro degli Stati Uniti per rafforzare l'ipotesi di un potenziale intervento mentre lo yen scambia a minimi di 40 anni contro il dollaro.

Katayama ha sottolineato che il rapporto del Tesoro, pubblicato in precedenza, ha citato la dichiarazione congiunta USA-Giappone che descrive l'eccessiva volatilità sul forex come indesiderabile. Facendo esplicito riferimento a questo quadro condiviso anziché emettere un avvertimento autonomo, Katayama sembra allineare la retorica di Tokyo a quella di Washington, conferendo agli avvertimenti del Giappone un grado di copertura congiunta pur riservandosi l'opzione di intervenire unilateralmente.

Il ministro delle Finanze ha affermato che Giappone e Stati Uniti sono in costante contatto ventiquattr'ore su ventiquattro, ma ha declinato di commentare eventuali livelli di valuta specifici che potrebbero innescare un'azione. Katayama ha ribadito che il Giappone è pronto a rispondere in modo appropriato ai movimenti valutari in qualsiasi momento, se necessario, e, separatamente, che il paese è pronto a intraprendere azioni decise sul mercato dei cambi.

Le osservazioni seguono direttamente il rapporto valutario semestrale del Tesoro, che ha esortato la Banca del Giappone a continuare ad aumentare i tassi di interesse e ha rilevato che la persistente debolezza dello yen — in calo del 51% rispetto al dollaro in termini reali efficaci dalla fine del 2011 — ha lasciato la valuta ampiamente sottovalutata. Quel rapporto è stato pubblicato lo stesso giorno in cui lo yen ha toccato un minimo di 40 anni contro il dollaro, una coincidenza che ha da allora mantenuto i trader in allerta per un eventuale intervento. Il divario dei tassi di interesse in ampliamento tra Stati Uniti e Giappone — con il tasso di policy della BOJ ancora una frazione di quello della Federal Reserve — è stato un fattore strutturale persistente di tale deprezzamento, poiché gli investitori cercano rendimenti più elevati in attività denominate in dollari.

La disponibilità a intraprendere azioni decise, unita alla conferma della comunicazione 24/7 con gli Stati Uniti, mantiene vivo il rischio di intervento per chiunque sia posizionato allo scoperto sullo yen vicino a quei minimi storici, anche se Katayama ha declinato di indicare livelli specifici che innescherebbero un'azione. In passato, il Giappone è intervenuto sul mercato per acquistare yen durante episodi di forte deprezzamento, inclusi gli interventi nel 2022 e nel 2024, impiegando decine di miliardi di dollari dalle proprie riserve valutarie in ogni occasione.

L'approccio potrebbe anche riflettere lo sfondo politico. L'amministrazione della premier Sanae Takaichi è vista da alcuni investitori come meno impegnata sul percorso di aumento dei tassi della BOJ rispetto a quanto vorrebbe Washington, lasciando l'intervento valutario come uno dei pochi strumenti che Tokyo può dispiegare rapidamente se la debolezza dello yen dovesse accelerare ulteriormente prima della riunione di politica monetaria della Banca del Giappone del 30-31 luglio. Oltre ai mercati finanziari, il prolungato calo dello yen ha colpito le famiglie giapponesi e le imprese dipendenti dalle importazioni che affrontano costi più elevati per l'energia e il cibo, aggiungendo pressione interna sul governo affinché agisca, anche mentre naviga attentamente la sua risposta insieme a Washington.

Fonte: Investinglive