La riclassificazione di XRP in Giappone mette in primo piano le norme fiscali
Punti chiave
- •Il Giappone avrebbe riclassificato XRP, Bitcoin, Ether e circa altre 100 criptovalute come prodotti finanziari.
- •Il nuovo quadro viene descritto come un passaggio da un’aliquota massima del 55% sui guadagni a un’aliquota fissa del 20%.
- •Il Giappone starebbe anche introducendo una disposizione di riporto delle perdite per tre anni per gli investitori crypto.
- •Stevenson sostiene che la riclassificazione potrebbe favorire gli ETF crypto alla Tokyo Stock Exchange e ampliare l’accesso per istituzioni e investitori retail.
- •Dice che SBI stava preparando un fondo con Bitcoin e XRP, ma l’attuazione pratica dipenderà da regolatori e società finanziarie.

La commentatrice Kamilah Stevenson, focalizzata sulla gestione patrimoniale, afferma che il Giappone ha compiuto un passo che gli Stati Uniti non hanno ancora eguagliato: riclassificare XRP, Bitcoin, Ether e circa altre 100 criptovalute come prodotti finanziari anziché principalmente come strumenti di pagamento.
L’affermazione è rilevante perché l’etichetta legale attribuita alle crypto può determinare in che modo banche, fondi e investitori retail sono autorizzati a utilizzarle, e può anche influire sulla tassazione e sulla strutturazione degli asset per un accesso più ampio al mercato.
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Nel video, Kamilah Stevenson sostiene che la svolta del Giappone avvicinerebbe le crypto ad azioni e obbligazioni all’interno di un quadro familiare alle istituzioni finanziarie regolamentate. “La casella in cui viene inserito decide tutto il modo in cui viene trattato”, afferma, facendo riferimento all’accesso ai prodotti, alle tutele per gli investitori e al trattamento fiscale.
Una svolta fiscale è centrale nell’argomentazione
Stevenson afferma che in precedenza gli investitori crypto giapponesi affrontavano aliquote fiscali fino al 55% sui guadagni secondo un approccio basato sul reddito occasionale. Dice che il nuovo quadro sposterebbe i guadagni crypto a un’aliquota fissa del 20%, in linea con il trattamento dei profitti azionari.
Usando un guadagno ipotetico equivalente a ¥100,000, contrappone una possibile imposta del 55% secondo il vecchio approccio a un rendimento netto post-tasse dell’80% con un’aliquota fissa del 20%. Il video afferma inoltre che il Giappone sta introducendo una disposizione di riporto delle perdite per tre anni, consentendo agli investitori di compensare i guadagni futuri con le perdite pregresse.
Tuttavia, questi dettagli vanno monitorati con attenzione. Il video YouTube presenta i cambiamenti come una politica già entrata in vigore, ma gli investitori dovrebbero verificare lo status legale, la data di attuazione e la copertura precisa degli asset attraverso le autorità di regolamentazione o fiscali giapponesi prima di prendere decisioni basate sulle aliquote indicate.
ETF e integrazione di XRP restano la questione di mercato più ampia
Stevenson presenta la riclassificazione come una base per gli exchange-traded fund crypto alla Tokyo Stock Exchange, descrivendo gli ETF come un canale più accessibile per fondi pensione, istituzioni caute e investitori che non vogliono gestire direttamente wallet o conti su exchange.
Sottolinea inoltre il rapporto di lunga data di SBI con Ripple e afferma che uno dei maggiori gruppi finanziari del Giappone stava preparando un fondo che coinvolge Bitcoin e XRP. Il suo punto più ampio è che XRP non viene trattato come un elemento secondario nell’ecosistema degli asset digitali giapponese, ma il lancio concreto dipenderà da come regolatori, autorità fiscali e società finanziarie applicheranno la nuova classificazione nei prodotti di mercato.
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