Il Giappone segnala una prevalenza di terre rare pesanti in un giacimento di acque profonde al largo di un’isola remota del Pacifico
Punti chiave
- •Gli elementi delle terre rare medi e pesanti rappresentano circa il 54% del contenuto di terre rare nei fanghi di acque profonde recuperati al largo di un’isola remota del Pacifico.
- •Il Giappone sta effettuando rilevamenti delle risorse minerarie dei fondali marini all’interno della propria zona economica esclusiva per ridurre la dipendenza dai minerali critici importati.
- •La Cina resta il maggiore produttore mondiale di terre rare e ha imposto controlli più severi sulle esportazioni, aumentando le preoccupazioni degli importatori per la sicurezza degli approvvigionamenti.
- •Gli elementi delle terre rare sono utilizzati in tecnologie come motori per veicoli elettrici, turbine eoliche, smartphone e sistemi di difesa avanzati.
- •L’estrazione su scala commerciale dai fanghi di acque profonde non è ancora stata dimostrata e deve ancora superare ostacoli ambientali, normativi e tecnologici.

Gli elementi delle terre rare medi e pesanti rappresentano circa il 54% del contenuto di terre rare rilevato nei fanghi di acque profonde recuperati al largo di un’isola remota del Pacifico, secondo i risultati riportati da The Northern Miner. La scoperta rafforza gli sforzi del Giappone per assicurarsi forniture nazionali di minerali critici in un momento in cui la Cina ha inasprito i controlli sulle esportazioni di materiali delle terre rare.
Gli elementi delle terre rare sono un gruppo di 17 elementi metallici essenziali per un’ampia gamma di tecnologie moderne, tra cui motori per veicoli elettrici, turbine eoliche, smartphone e sistemi di difesa avanzati. Sono generalmente suddivisi in elementi delle terre rare leggere (LREE) ed elementi delle terre rare pesanti (HREE), con questi ultimi relativamente più scarsi e di maggiore valore economico.
I depositi di fanghi di acque profonde hanno attirato un crescente interesse scientifico e commerciale come potenziale fonte alternativa di terre rare. Il Giappone sta conducendo attivamente rilevamenti delle risorse minerarie dei fondali marini all’interno della propria zona economica esclusiva, con l’obiettivo di ridurre la dipendenza dai minerali critici importati. Questa spinta strategica rientra in un più ampio sforzo dei Paesi industrializzati — tra cui Stati Uniti, Unione Europea e Australia — per diversificare le catene di approvvigionamento dei minerali critici e ridurre la dipendenza da un unico fornitore dominante.
La Cina è il maggiore produttore mondiale di elementi delle terre rare e ha introdotto misure di controllo delle esportazioni sempre più rigorose su questi materiali, alimentando tra i Paesi importatori preoccupazioni sulla sicurezza delle catene di approvvigionamento. Tuttavia, l’estrazione su scala commerciale di terre rare dai fanghi di acque profonde resta non dimostrata, e l’estrazione mineraria dai fondali marini continua a confrontarsi con questioni irrisolte relative all’impatto ambientale, ai quadri normativi e alla fattibilità tecnologica prima di poter contribuire in modo significativo all’offerta globale.
Fonte: The Northern Miner