Jamie Dimon definì Bitcoin una 'truffa' — Ora JPMorgan prevede che BTC supererà azioni e oro
Punti chiave
- •Il recente report di ricerca di JPMorgan prevede che bitcoin supererà probabilmente le azioni a grande capitalizzazione, i real estate investment trust e l'oro nei prossimi 10-15 anni, con un rendimento annuo composto stimato del 10%.
- •Il CEO Jamie Dimon condanna pubblicamente bitcoin da quasi un decennio: una truffa nel 2017, senza valore, uno schema Ponzi decentralizzato nel 2022, e nel 2023, durante un'udienza al Senato, dichiarò che lo avrebbe spento se avesse guidato il governo statunitense.
- •JPMorgan ora consente ai clienti istituzionali di impegnare bitcoin ed ether come garanzia per i prestiti, estendendo agli asset crittografici nativi una struttura di credito a lungo standard per azioni e obbligazioni.
- •La banca si è espansa su blockchain pubbliche, rendendo JPM Coin disponibile su Ethereum e Base, lanciando fondi monetari tokenizzati su Ethereum e estendendo JPM Coin al Canton Network.
- •JPMorgan ha collaborato con Coinbase per rendere gli acquisti di criptovalute più accessibili ai clienti Chase, e JPMorgan Securities è authorized participant per l'ETF spot Bitcoin di BlackRock.

Il CEO di JPMorgan Chase Jamie Dimon ha trascorso quasi un decennio a condannare bitcoin, definendolo una "truffa", "senza valore" e uno "schema Ponzi decentralizzato", arrivando a dichiarare che, se avesse guidato il governo statunitense, lo avrebbe spento.
Diversi anni dopo, il quadro appare notevolmente diverso. Il gigante bancario di Wall Street che dirige sta portando la finanza tradizionale su blockchain pubbliche, accettando bitcoin (BTC) ed ether (ETH) come garanzia per i prestiti e, in un recente report di ricerca, prevedendo che BTC potrebbe superare azioni e oro nei prossimi 10-15 anni.
Un decennio di critiche pubbliche
Le prime critiche ampiamente riportate di Dimon risalgono almeno al 2017, quando definì la più grande criptovaluta una "truffa" destinata prima o poi a esplodere. Aggiunse che i trader di JPMorgan sorpresi a trattarla sarebbero stati licenziati, e paragonò BTC alla famigerata bolla dei tulipani. Sebbene in seguito espresse rimpianti per l'uso della parola "truffa", la sua posizione ostile continuò.
Quattro anni dopo, Dimon consigliò agli investitori di "stare alla larga" dalle criptovalute, sostenendo che questa classe di attività non poteva essere paragonata alle valute fiat o all'oro. Descrisse bitcoin come "senza valore" e l'"oro degli sciocchi del futuro".
Entro il 2022, la retorica si era intensificata, con Dimon che descriveva bitcoin e altre risorse digitali come "schemi Ponzi decentralizzati". Nel 2023 liquidò BTC come un "sasso decorativo".
Quello stesso anno produsse forse il suo attacco più memorabile. Durante un'udienza al Senato, Dimon dichiarò che se avesse guidato il governo statunitense lo avrebbe "chiuso", sostenendo che le criptovalute fossero fortemente legate alle attività criminali.
Il business ha seguito una rotta diversa
Mentre le dichiarazioni di Dimon fanno titoli, la strategia commerciale di JPMorgan si stava già muovendo in una direzione diversa. La banca ha lanciato JPM Coin, costruito la sua infrastruttura blockchain Onyx, eseguito transazioni di garanzia tokenizzate che coinvolgono BlackRock e Barclays, investito nella società di blockchain intelligence TRM Labs e dato ai clienti di wealth management l'accesso a fondi in criptovalute.
La divergenza tra le dichiarazioni pubbliche del CEO e le decisioni commerciali della banca è diventata da allora sempre più difficile ignorare. JPMorgan ha recentemente consentito ai clienti istituzionali di utilizzare BTC ed ETH come garanzia per i prestiti, una delle sue integrazioni più dirette di asset crittografici nativi nella banca tradizionale. Tali accordi di garanzia permettono alle istituzioni di prendere in prestito contro asset che già possiedono invece di venderli — una struttura a lungo standard per azioni e obbligazioni, ora estesa agli asset crittografici nativi.
La banca ha anche collaborato con Coinbase per rendere gli acquisti di criptovalute più accessibili ai clienti Chase, mentre JPMorgan Securities è stato authorized participant per l'ETF spot Bitcoin di BlackRock. Un authorized participant è una delle istituzioni che possono creare e riscattare quote ETF direttamente con il fondo — un ruolo che colloca JPMorgan Securities nei meccanismi centrali del mercato degli ETF Bitcoin.
Sul fronte blockchain, JPMorgan si è espansa su reti pubbliche: JPM Coin (JPMD) è ora disponibile su Ethereum e Base, la banca ha lanciato fondi monetari tokenizzati su Ethereum e sta estendendo JPM Coin al Canton Network. La tokenizzazione — la rappresentazione di strumenti finanziari tradizionali come token digitali su blockchain — è il filo che collega queste mosse.
Una svolta nella ricerca
Il cambiamento di tono si è cristallizzato nel report di JPMorgan della scorsa settimana. Sebbene la banca ritenga ancora che BTC possa essere altamente volatile, ha previsto che la principale criptovaluta — etichettata come "truffa" e "senza valore" dal suo stesso amministratore delegato — supererà probabilmente le azioni a grande capitalizzazione, i real estate investment trust (REIT) e l'oro nei prossimi 10-15 anni, con un rendimento annuo composto del 10%.
Il parametro di confronto scelto conta quanto la cifra del rendimento: misurando bitcoin rispetto agli elementi tradizionali dei portafogli diversificati — azioni, fondi immobiliari e metalli preziosi — gli analisti della banca lo hanno di fatto valutato come una classe di attività di lungo periodo piuttosto che una speculazione passeggera. I riferimenti di breve termine da tenere d'occhio sono già in atto: l'estensione di JPM Coin al Canton Network, il canale di acquisto basato su Coinbase per i clienti Chase e il programma di garanzia che accetta BTC ed ETH. Dimon, da parte sua, resta amministratore delegato, lasciando la banca ad affrontare bitcoin con una doppia voce — i suoi commenti in un registro, i suoi tavoli di ricerca e prodotto in un altro.