Itaú Unibanco si unisce al pilot ANBIMA sulla tokenizzazione di obbligazioni e fondi in Brasile
Punti chiave
- •Itaú Unibanco sta collaborando con OpenAssets in un pilot organizzato da ANBIMA per testare la tokenizzazione di debenture e fondi di investimento su una rete distributed ledger privata e permissioned.
- •Il pilot è pensato per valutare la tokenizzazione nella pratica, individuare colli di bottiglia operativi e sviluppare riferimenti comuni per i titoli basati su blockchain nei mercati dei capitali brasiliani.
- •Citi stima che il mercato globale degli asset finanziari tokenizzati possa crescere da circa 17 miliardi di dollari oggi a 5,5 trilioni di dollari entro il 2030 nello scenario base.
- •Il Brasile è emerso come mercato di prova attivo per l’innovazione finanziaria, sostenuto dal sistema Pix, utilizzato da oltre 140 milioni di persone, e dall’iniziativa Drex della banca centrale.
- •Le principali sfide per un’adozione più ampia della tokenizzazione includono la frammentazione normativa, la concentrazione della liquidità, l’interoperabilità tra reti blockchain differenti e la fiducia degli investitori nell’infrastruttura digitale.

Il Brasile sta facendo progressi negli sforzi per portare i mercati finanziari tradizionali su infrastrutture blockchain, con Itaú Unibanco che partecipa a un progetto pilota per testare la tokenizzazione di obbligazioni e fondi di investimento. L’iniziativa colloca la più grande banca del settore privato dell’America Latina al centro di un esperimento che potrebbe contribuire a definire come i titoli tradizionali vengono emessi, negoziati e regolati in un ambiente digitale.
Itaú partecipa insieme a OpenAssets in un progetto organizzato tramite la Brazilian Financial and Capital Markets Association (ANBIMA), il principale organismo di autoregolamentazione che rappresenta banche, gestori patrimoniali e società di intermediazione mobiliare del Brasile. ANBIMA svolge un ruolo centrale nella definizione di standard di mercato e buone pratiche nei mercati dei capitali brasiliani, conferendo al pilot un peso istituzionale che va oltre la sperimentazione di una singola banca. Il pilot è pensato per testare debenture tokenizzate e fondi di investimento utilizzando la distributed ledger technology (DLT) all’interno di un ambiente di mercato controllato.
Lo sviluppo arriva mentre grandi banche e fornitori di infrastrutture dei mercati finanziari in tutto il mondo esplorano sempre più versioni basate su blockchain degli asset finanziari convenzionali. Anziché sostituire i titoli tradizionali con le criptovalute, la tokenizzazione rappresenta gli asset finanziari esistenti come token digitali registrati su una blockchain o su un altro distributed ledger. Una obbligazione tokenizzata continua a rappresentare un tradizionale strumento di debito, e un fondo tokenizzato continua a offrire esposizione a un portafoglio sottostante — la differenza è che proprietà, trasferimenti e alcune funzioni di regolamento possono essere rappresentati digitalmente.
Itaú entra nell’esperimento brasiliano sulla tokenizzazione
Itaú Unibanco partecipa al pilot di tokenizzazione di ANBIMA come una delle istituzioni selezionate per testare applicazioni reali riguardanti debenture e fondi di investimento. ANBIMA ha dichiarato che la fase di test mira a valutare soluzioni nella pratica, identificare i colli di bottiglia operativi e sviluppare riferimenti comuni per la tokenizzazione nei mercati dei capitali brasiliani. Il progetto include test che coinvolgono fondi e debenture operanti sulla stessa infrastruttura DLT, con particolare attenzione all’integrazione di processi, regole ed eventi lungo l’intero ciclo di vita degli asset.
Il pilot viene condotto in un ambiente DLT privato e permissioned, non in una blockchain pubblica senza restrizioni. L’infrastruttura è pensata per istituzioni finanziarie regolamentate e per sperimentazioni controllate, riflettendo una tendenza più ampia nei progetti blockchain istituzionali, in cui le società finanziarie esplorano la tokenizzazione in ambienti che preservano conformità, controlli sull’identità e strutture legali consolidate.
Cosa significa tokenizzazione per i mercati finanziari
La tokenizzazione crea una rappresentazione digitale di un asset su un distributed ledger. Nei mercati finanziari tradizionali, proprietà e transazioni vengono registrate attraverso molteplici sistemi gestiti da banche, custodi, borse, camere di compensazione e altri intermediari. La tecnologia blockchain può potenzialmente consentire il coordinamento di alcune di queste funzioni tramite infrastrutture digitali condivise.
Per un’obbligazione, ad esempio, un token potrebbe rappresentare un diritto finanziario legalmente riconosciuto. Per un fondo di investimento, i token potrebbero rappresentare quote o interessi nel fondo. La tecnologia non cambia automaticamente le caratteristiche economiche dell’asset sottostante; cambia invece il modo in cui le informazioni su proprietà e transazioni possono essere registrate, trasferite e regolate. Per questo la tokenizzazione istituzionale è sempre più vista come un progetto di infrastruttura dei mercati finanziari, e non semplicemente come un’altra applicazione delle criptovalute.
Perché la partecipazione di Itaú è importante
Il coinvolgimento di Itaú è significativo perché le grandi istituzioni finanziarie dispongono delle risorse, delle relazioni con i clienti e dell’esperienza normativa necessarie per portare la tokenizzazione oltre i mercati sperimentali delle criptovalute. Itaú ha già partecipato in passato a iniziative blockchain e di asset digitali, rendendo il suo coinvolgimento nel pilot ANBIMA parte di un’esplorazione più ampia della tecnologia per i mercati finanziari.
Il progetto potrebbe fornire alla banca esperienza pratica in aree come emissione digitale, elaborazione delle transazioni, conformità e regolamento. Potrebbe anche aiutare a individuare dove l’infrastruttura finanziaria esistente crea ostacoli per i titoli basati su blockchain.
Le domande cruciali vanno oltre il semplice fatto che un token possa essere creato tecnicamente. Le questioni più complesse riguardano il modo in cui il token interagisce con il resto del sistema finanziario: chi possiede legalmente l’asset? Come vengono autorizzati i trasferimenti? Come vengono identificati gli investitori? Come vengono effettuati i pagamenti? Come vengono gestite le operazioni societarie? Come vengono risolte le controversie? E come si integra il registro digitale con i requisiti normativi e contabili esistenti? Sono queste le domande a cui i pilot istituzionali cercano di rispondere.
Il ruolo di ANBIMA nel progetto
ANBIMA sta coordinando l’iniziativa più ampia mentre il Brasile valuta come la tokenizzazione possa essere incorporata nei suoi mercati dei capitali. L’associazione ha aperto le candidature per le istituzioni interessate a testare il ciclo di vita di debenture emesse nativamente e fondi di investimento su una rete DLT privata e permissioned. Il pilot è stato strutturato per incoraggiare diverse istituzioni e fornitori tecnologici a testare approcci differenti, facendo sì che il progetto sia meno focalizzato sul lancio di un singolo prodotto commerciale e più sulla raccolta di informazioni per determinare quali modelli tecnologici, operativi e regolamentari possano funzionare nella pratica.
Molti concetti blockchain funzionano con successo in dimostrazioni controllate ma incontrano difficoltà quando vengono collegati a istituzioni finanziarie reali. Un pilot regolamentato offre l’opportunità di scoprire questi problemi prima che la tecnologia venga distribuita su scala maggiore.
Il Brasile come mercato di prova per la tokenizzazione
Il Brasile è diventato uno dei mercati più attivi dell’America Latina per l’innovazione finanziaria. Le istituzioni finanziarie del Paese hanno sperimentato blockchain, asset digitali e prodotti finanziari tokenizzati mentre le autorità di regolamentazione continuano a sviluppare quadri per la finanza digitale. Il track record brasiliano nella realizzazione di infrastrutture finanziarie digitali su scala nazionale — in particolare il sistema di pagamento istantaneo Pix, lanciato nel 2020 e oggi utilizzato da oltre 140 milioni di brasiliani — ha contribuito alla sua emersione come mercato di prova per nuove tecnologie finanziarie. Gli sforzi più ampi del Paese in materia di infrastruttura per la valuta digitale, inclusa l’iniziativa Drex della banca centrale, rappresentano un ulteriore passo in quella direzione.
Dalle criptovalute ai titoli tradizionali
Le prime applicazioni blockchain si sono concentrate soprattutto su criptovalute e finanza decentralizzata. L’adozione istituzionale si sta ora espandendo verso gli asset tradizionali, con banche e gestori patrimoniali che esplorano obbligazioni, fondi, azioni, titoli del Tesoro e altri strumenti finanziari tokenizzati.
L’attrattiva si basa in parte sull’efficienza: se i titoli possono essere emessi e regolati digitalmente, alcune transazioni potrebbero richiedere meno processi manuali e meno riconciliazione tra database separati, riducendo potenzialmente i costi operativi e accorciando i tempi di regolamento. Tuttavia, la tokenizzazione può anche creare nuove sfide tecniche e normative, soprattutto quando istituzioni diverse utilizzano reti blockchain differenti.
Citi vede un’opportunità da trilioni di dollari
La potenziale dimensione del mercato spiega perché le istituzioni finanziarie tradizionali stiano prendendo la tecnologia sul serio. Il report 2026 di Citi, "Tokenization 2030: Wall Street On-Chain", stima che gli asset finanziari tokenizzati potrebbero raggiungere 5,5 trilioni di dollari entro il 2030 nello scenario base. Lo scenario rialzista sale a circa 8,2 trilioni di dollari, mentre lo scenario ribassista colloca il mercato intorno a 2,7 trilioni di dollari.
Citi stima che l’attuale mercato degli asset finanziari tokenizzati sia di circa 17 miliardi di dollari, il che significa che l’espansione prevista rappresenterebbe un aumento enorme nei prossimi anni. La banca prevede che i titoli dei mercati pubblici e le garanzie liquide avranno un ruolo importante nelle prime fasi di adozione. Questo include asset come azioni e Treasury statunitensi. Citi sostiene inoltre che il contante tokenizzato sarà una parte importante dell’infrastruttura necessaria a sostenere un’adozione più ampia.
Perché il contante tokenizzato è importante
Una delle maggiori sfide per i titoli tokenizzati è il regolamento. Una obbligazione digitale può esistere su una blockchain, ma gli investitori hanno comunque bisogno di un modo affidabile per pagarla. È qui che stablecoin e depositi bancari tokenizzati possono diventare rilevanti.
La ricerca di Citi identifica le forme digitali di denaro regolamentate come componente fondamentale del regolamento on-chain. Un’infrastruttura di questo tipo potrebbe consentire a titoli e contante di muoversi attraverso sistemi digitali compatibili, abilitando potenzialmente transazioni delivery-versus-payment direttamente su distributed ledger. Il concetto è relativamente semplice. Se entrambe le parti di una transazione esistono all’interno di un’infrastruttura digitale compatibile, lo scambio di un asset e del pagamento potrebbe avvenire simultaneamente. Ciò potrebbe ridurre il rischio di regolamento e rendere alcune transazioni finanziarie più programmabili.
La promessa dei mercati finanziari attivi 24 ore su 24
Un altro potenziale vantaggio della tokenizzazione è una maggiore flessibilità nella negoziazione e nel regolamento. I mercati dei titoli tradizionali operano generalmente secondo orari di mercato e calendari di regolamento definiti. I sistemi basati su blockchain possono teoricamente operare in modo continuo. La ricerca di Citi evidenzia aspettative crescenti, tra gli investitori digitalmente nativi, per un accesso ai beni finanziari 24 ore su 24.
Tuttavia, tokenizzare un asset non lo rende automaticamente negoziabile in qualsiasi momento. Restano da considerare regole di mercato, liquidità, modalità di custodia, tutele per gli investitori e requisiti normativi. Un token può tecnicamente muoversi in qualsiasi momento, ma il mercato finanziario che lo circonda può comunque imporre restrizioni. Per questo la tokenizzazione deve essere vista come una trasformazione dell’infrastruttura finanziaria e non come un semplice passaggio dai mercati tradizionali alla blockchain.
La liquidità resta una sfida importante
Uno dei benefici più citati della tokenizzazione è il miglioramento della liquidità. In teoria, gli asset digitali potrebbero essere suddivisi in unità più piccole, trasferiti in modo più efficiente e resi accessibili a un’ampia gamma di investitori. Ma creare un token non crea automaticamente compratori e venditori. Una obbligazione tokenizzata senza un mercato secondario attivo resta difficile da negoziare.
L’adozione istituzionale dipenderà probabilmente dall’interoperabilità e dalla profondità del mercato. Diverse banche e istituzioni finanziarie potrebbero in futuro utilizzare piattaforme di tokenizzazione differenti. Perché il mercato funzioni in modo efficiente, tali sistemi dovranno comunicare tra loro. Citi prevede un periodo in cui l’infrastruttura finanziaria tradizionale e quella tokenizzata opereranno fianco a fianco. Questa fase ibrida potrebbe durare anni.
La regolamentazione determinerà la velocità di crescita
La tecnologia è solo una parte dell’equazione. I mercati finanziari sono fortemente regolamentati e i titoli tokenizzati devono rientrare nei quadri legali esistenti oppure richiedere nuove regole. Il pilot ANBIMA del Brasile è quindi importante perché consente alle istituzioni di esaminare la tokenizzazione in un ambiente controllato. L’obiettivo non è soltanto dimostrare che la blockchain funziona, ma stabilire se i titoli basati su blockchain possano soddisfare i requisiti di un mercato finanziario regolamentato.
Le questioni relative alla protezione degli investitori, alla custodia, alla rendicontazione, alla conformità e alla proprietà legale saranno cruciali. Senza risposte chiare, l’adozione istituzionale potrebbe rimanere limitata.
OpenAssets porta l’infrastruttura digitale nel progetto
La partnership con OpenAssets aggiunge una componente focalizzata sulla tecnologia alla partecipazione di Itaú. L’obiettivo è testare l’uso pratico dell’infrastruttura di tokenizzazione in relazione a obbligazioni e fondi di investimento. Questo comprende più della semplice creazione di token digitali. La sfida più ampia è costruire un’infrastruttura capace di supportare l’intero ciclo di vita dell’asset.
Per un’obbligazione, ciò può includere emissione, trasferimenti, pagamenti di interessi e rimborso. Per un fondo di investimento, può includere sottoscrizioni, rimborsi, registri di proprietà e altri eventi legati al fondo. Testare insieme questi processi è uno dei motivi per cui il progetto di ANBIMA si concentra su flussi di lavoro integrati.
La tokenizzazione potrebbe ridefinire il ruolo delle banche
Se la tokenizzazione diventasse diffusa, le banche non scomparirebbero dai mercati finanziari. Piuttosto, il loro ruolo potrebbe evolvere. Le banche potrebbero diventare fornitori di infrastrutture, custodi, emittenti, fornitori di servizi di regolamento e operatori di marketplace digitali regolamentati.
Le grandi istituzioni finanziarie potrebbero avere un vantaggio perché dispongono già di relazioni con investitori, imprese e autorità di regolamentazione. Hanno inoltre i sistemi di conformità necessari per operare nel rispetto delle normative finanziarie. Questo potrebbe rendere le banche tradizionali partecipanti importanti nell’economia della finanza tokenizzata. La transizione potrebbe quindi riguardare meno la sostituzione delle banche da parte della blockchain e più l’integrazione della blockchain nei loro modelli di business esistenti.
Il cambiamento istituzionale è già in corso
L’esperimento brasiliano fa parte di un movimento globale molto più ampio. Citi ha sviluppato prodotti finanziari tokenizzati. I principali fornitori di infrastrutture di mercato stanno testando titoli basati su blockchain. Nel luglio 2026, la Depository Trust & Clearing Corporation ha annunciato un pilot sui titoli tokenizzati, con importanti istituzioni finanziarie coinvolte nel test di rappresentazioni blockchain di azioni e asset legati ai Treasury.
La crescente partecipazione delle istituzioni tradizionali suggerisce che la tokenizzazione sta uscendo dalla fase puramente sperimentale. La domanda chiave non è più se gli asset finanziari possano essere rappresentati su blockchain, ma se farlo possa rendere i mercati finanziari più efficienti, trasparenti e accessibili senza creare rischi inaccettabili.
Perché obbligazioni e fondi di investimento sono punti di partenza naturali
Le obbligazioni sono candidate particolarmente interessanti per la tokenizzazione. Hanno termini definiti, calendari di pagamento e registri di proprietà. Molte sono già gestite elettronicamente tramite sistemi centralizzati. Una rappresentazione basata su blockchain potrebbe automatizzare alcuni processi legati all’emissione e al regolamento.
Le obbligazioni tokenizzate potrebbero anche rendere più semplice la distribuzione digitale di alcuni prodotti a reddito fisso. Tuttavia, gli investitori istituzionali continueranno a richiedere liquidità affidabile, certezza giuridica e strutture di custodia solide. La tecnologia da sola non sarà sufficiente.
Anche i fondi di investimento rappresentano un’importante opportunità. La proprietà di un fondo comporta processi che possono essere complessi attraverso molteplici intermediari. La tokenizzazione potrebbe semplificare i registri di proprietà e automatizzare alcune operazioni del fondo. Potrebbe inoltre consentire un’interazione più diretta tra gestori patrimoniali, distributori e investitori. La decisione del pilot ANBIMA di esaminare i fondi insieme alle debenture è quindi rilevante. Testare insieme le due categorie di asset può mostrare come i titoli tokenizzati si comportano in diversi flussi di lavoro finanziari.
Una previsione da 5,5 trilioni di dollari non è una garanzia
La stima di Citi di 5,5 trilioni di dollari deve essere considerata una previsione, non una certezza. La banca fornisce una gamma di possibili esiti. Lo scenario base presuppone un’adozione significativa, mentre gli scenari ribassista e rialzista riflettono l’incertezza su regolamentazione, infrastrutture, domanda degli investitori e sviluppo del mercato.
Restano ostacoli rilevanti. La frammentazione normativa potrebbe rallentare l’adozione. La liquidità potrebbe rimanere concentrata in pochi mercati. Reti blockchain diverse potrebbero avere difficoltà a comunicare in modo efficiente. Le istituzioni potrebbero essere riluttanti a migrare sistemi che già funzionano in modo affidabile. E gli investitori avranno bisogno di fiducia nel fatto che i titoli tokenizzati offrano vantaggi reali rispetto all’infrastruttura finanziaria elettronica esistente.
Il Brasile potrebbe diventare un importante caso di studio
L’importanza del pilot di Itaú va oltre la banca stessa. Se obbligazioni e fondi tokenizzati riuscissero a operare con successo sotto un quadro regolamentare controllato in Brasile, altri centri finanziari potrebbero esaminare modelli simili. Ciò potrebbe accelerare lo sviluppo di approcci standardizzati ai titoli tokenizzati e incoraggiare banche e gestori patrimoniali in altri Paesi a passare dalla discussione teorica alla sperimentazione pratica.
La strada davanti a Itaú e alla finanza tokenizzata
L’obiettivo immediato non è trasformare dall’oggi al domani l’intero mercato dei capitali brasiliano. Il pilot riguarda i test. Le istituzioni finanziarie devono capire cosa funziona, cosa fallisce e cosa deve cambiare prima che i titoli tokenizzati possano operare su larga scala. Questo processo può far emergere limiti tecnici, lacune normative e sfide operative. In ultima analisi, tali insegnamenti potrebbero essere più preziosi di qualsiasi singola transazione completata durante l’esperimento.
Il settore finanziario discute da anni del potenziale della blockchain. Ora, le grandi istituzioni stanno iniziando a verificare se quel potenziale possa tradursi in un’infrastruttura finanziaria quotidiana.
Un possibile punto di svolta per la finanza tradizionale
La partecipazione di Itaú al pilot brasiliano sulla tokenizzazione rappresenta un cambiamento più ampio nel rapporto tra finanza tradizionale e tecnologia blockchain. Per anni, la blockchain è stata associata soprattutto alle criptovalute. Oggi, le grandi banche stanno indagando se la stessa tecnologia sottostante possa modernizzare gli asset finanziari convenzionali.
La distinzione tra finanza tradizionale e asset digitali sta quindi diventando meno netta. Un’obbligazione può rimanere un’obbligazione anche quando è rappresentata da un token digitale. Un fondo può rimanere un veicolo di investimento regolamentato anche quando la sua proprietà viene registrata tramite distributed ledger technology. La tecnologia cambia l’infrastruttura, non necessariamente la natura fondamentale del prodotto finanziario.
È proprio per questo che lo sviluppo merita attenzione. Se il pilot ANBIMA dimostrerà che i titoli tokenizzati possono operare in modo sicuro ed efficiente all’interno del sistema finanziario brasiliano, potrebbe fornire un modello per un’adozione istituzionale più ampia. E con Citi che prevede un potenziale mercato da 5,5 trilioni di dollari per gli asset tokenizzati entro il 2030, le implicazioni potrebbero andare ben oltre il Brasile.
Per ora, l’esperimento di Itaú resta un pilot. Ma è anche un segnale che la tokenizzazione si sta avvicinando al cuore dei mercati finanziari globali.