Un funzionario iraniano avrebbe respinto la proposta dell’Oman sullo Stretto di Hormuz
Punti chiave
- •L’Iran avrebbe respinto la proposta dell’Oman per una gestione regionale congiunta dello Stretto di Hormuz.
- •Il funzionario ha affermato che solo Iran e Oman dovrebbero decidere gli accordi per lo stretto e ha respinto il coinvolgimento di altri Paesi.
- •L’Iran ha detto che l’intera rotta in entrata e parte di quella in uscita attraverso lo stretto devono restare sotto il suo controllo.
- •Lo Stretto di Hormuz resta un punto chiave di leva nella disputa dell’Iran con gli Stati Uniti dopo il crollo del cessate il fuoco.
- •La situazione dello stretto resta collegata alle tensioni più ampie sul crollo del cessate il fuoco e sui colloqui sul nucleare ancora in sospeso.

Un alto funzionario iraniano avrebbe respinto la proposta dell’Oman per una gestione regionale congiunta dello Stretto di Hormuz, affermando che non ha alcuna possibilità di successo, secondo Reuters.
Le dichiarazioni riportate affermavano:
- L’Iran ha escluso la proposta dell’Oman per una gestione regionale congiunta dello Stretto di Hormuz
- La proposta non ha alcuna possibilità di successo
- Solo Iran e Oman possono decidere gli accordi per lo stretto in base alle rispettive quote
- L’Iran respinge qualsiasi ruolo per il coinvolgimento di altri Paesi
- L’intera rotta in entrata e parte della rotta in uscita attraverso lo stretto devono essere sotto il controllo iraniano
- L’Oman è un vicino prezioso, ma un accordo di controllo congiunto 50-50 non funzionerà
La proposta omanita è stata riportata ieri come parte di un tentativo di ottenere l’adesione dell’Iran. Come già osservato, sarebbe difficile per l’Iran accettare tali condizioni senza concessioni, soprattutto nel contesto del rinnovato conflitto con gli Stati Uniti.
Lo Stretto di Hormuz è uno dei più importanti colli di bottiglia del traffico marittimo mondiale, quindi qualsiasi disputa su accesso e controllo attira grande attenzione da parte dei mercati energetici e dei governi ben oltre la regione. Il blocco navale statunitense è tornato in vigore dopo il crollo dell’accordo di cessate il fuoco, e il controllo dello stretto resta la principale leva dell’Iran nella più ampia disputa con gli Stati Uniti, anche come punto di pressione se in futuro i colloqui sul nucleare dovessero incontrare difficoltà.
Ciò non significa necessariamente che l’Iran rifiuterebbe qualsiasi allentamento delle condizioni lungo lo stretto, simile agli accordi visti durante l’intesa di cessate il fuoco. Ma le aspettative che l’Iran rinunci volontariamente al controllo della via d’acqua e consenta un aumento significativo del traffico navale sembrano irrealistiche.
Per ora, lo status dello stretto resta legato alle più ampie tensioni legate al crollo del cessate il fuoco e ai colloqui sul nucleare ancora in sospeso, lasciando invariato l’attuale equilibrio di pressione finché gli Stati Uniti resteranno nella regione.