NotizieCryptoIl governatore della Banca Centrale Iraniana smentisce le accuse statunitensi sui legami statali con gli exchange di criptovalute sanzionati

Il governatore della Banca Centrale Iraniana smentisce le accuse statunitensi sui legami statali con gli exchange di criptovalute sanzionati

Autore: CryptoBriefing·

Punti chiave

  • Il governatore della Banca Centrale dell'Iran Abdolnasser Hemmati ha negato che gli exchange di criptovalute presi di mira dagli Stati Uniti abbiano alcun collegamento operativo con il governo iraniano.
  • Il Tesoro statunitense ha sanzionato Nobitex, identificato come il più grande exchange di criptovalute dell'Iran, nel giugno 2026 per aver presumibilmente elaborato transazioni per conto della Banca Centrale dell'Iran e dell'IRGC.
  • Tether ha congelato circa 131 milioni di dollari in asset digitali in seguito alle sanzioni del Tesoro di luglio 2026 su quattro wallet collegati alla Banca Centrale dell'Iran, minando l'affermazione di Hemmati secondo cui Teheran controlla i propri fondi.
  • Il Tesoro ha portato a termine tre turni di sanzioni in tre mesi nell'ambito della sua iniziativa Economic Fury, indicando una campagna di applicazione sostenuta che probabilmente continuerà con ulteriori azioni.
Il governatore della Banca Centrale Iraniana smentisce le accuse statunitensi sui legami statali con gli exchange di criptovalute sanzionati

Il governatore della banca centrale iraniana ha fermamente respinto la crescente campagna di sanzioni sulle criptovalute di Washington, negando che gli exchange e i wallet recentemente presi di mira abbiano alcun legame con lo stato iraniano.

Il governatore della Banca Centrale dell'Iran Abdolnasser Hemmati, che ha assunto l'incarico alla fine di dicembre 2025, afferma che gli exchange presi di mira dagli Stati Uniti non sono affiliati all'Iran e che Teheran mantiene il pieno controllo dei propri fondi.

Cronologia delle sanzioni del Tesoro statunitense

Nel giugno 2026, il Tesoro statunitense ha imposto sanzioni a Nobitex, il più grande exchange di criptovalute dell'Iran. Il Tesoro ha accusato Nobitex di elaborare transazioni per conto della Banca Centrale dell'Iran e del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC). L'IRGC è designato dagli Stati Uniti come organizzazione terroristica straniera, il che significa che qualsiasi facilitazione finanziaria che coinvolge il gruppo comporta significative conseguenze legali. L'economia iraniana opera da anni sotto estese sanzioni statunitensi, tra cui restrizioni che hanno effettivamente isolato il paese dalla rete bancaria globale SWIFT, rendendo i canali delle criptovalute una delle poche vie per trasferire valore a livello internazionale.

Nel luglio 2026, il Tesoro ha sanzionato quattro wallet di criptovalute identificati come collegati alla Banca Centrale dell'Iran. In seguito a queste designazioni, Tether ha congelato circa 131 milioni di dollari in asset digitali collegati a quegli indirizzi.

Il 7 agosto, il Tesoro ha sanzionato due ulteriori exchange di criptovalute iraniani come parte di quella che ha definito l'iniziativa "Economic Fury".

La risposta di Hemmati

La posizione di Hemmati si concentra su due affermazioni chiave. In primo luogo, egli sostiene che gli exchange sanzionati dagli Stati Uniti non abbiano alcun collegamento operativo con il governo iraniano. In secondo luogo, mantiene che l'Iran controlli i propri fondi indipendentemente dalle azioni statunitensi.

La prima affermazione contraddice direttamente le conclusioni del Tesoro. Nel caso di Nobitex, l'accusa del Tesoro era specifica: l'exchange avrebbe elaborato transazioni a beneficio di entità statali sanzionate, tra cui la CBI e l'IRGC.

La seconda affermazione relativa al controllo dell'Iran sui propri fondi viene messa in discussione dal fatto che circa 131 milioni di dollari in asset sono stati congelati da Tether su richiesta del Tesoro statunitense, il che significa che quei fondi non sono più accessibili all'Iran.

Conformità delle stablecoin e portata dell'applicazione

La decisione di Tether di congelare 131 milioni di dollari in asset in seguito a una richiesta governativa è coerente con un pattern più ampio in cui gli emittenti di stablecoin hanno agito sempre più come partner di conformità all'interno del sistema finanziario statunitense. Qualsiasi exchange o wallet che transaziona in USDT è, in pratica, soggetto alla giurisdizione di applicazione statunitense. I congelamenti illustrano una realtà strutturale di USDT: nonostante operi su reti blockchain decentralizzate, l'emittente del token mantiene la capacità tecnica di inserire indirizzi in blacklist a sua discrezione, creando un punto di controllo centralizzato che i regolatori possono sfruttare.

La designazione di Nobitex è particolarmente significativa perché ha colpito quello che è stato segnalato come il più grande exchange di criptovalute in Iran. Colpire la piattaforma di trading dominante di un paese piuttosto che operazioni periferiche più piccole indica una strategia focalizzata sul massimo impatto di applicazione. L'Office of Foreign Assets Control (OFAC) del Tesoro, che amministra queste designazioni, ha precedentemente sanzionato entità di criptovalute collegate ad altre giurisdizioni sanzionate, tra cui wallet legati ad attori nordcoreani e reti di finanza illecita russa.

Il Tesoro statunitense ha condotto tre turni di sanzioni in tre mesi, colpendo exchange, singoli wallet e la stessa banca centrale. Questo ritmo sostenuto di designazioni segnala una campagna di applicazione continua con la probabilità di ulteriori azioni.