Le aspettative sui tassi d'interesse si spostano dopo l'UNGA e i PMI USA; l'attenzione si volge ai negoziati USA-Iran
Punti chiave
- •I mercati hanno notevolmente alzato le aspettative di rialzo dei tassi per RBA, Fed, RBNZ, BoC e BoE, con la RBA che registra la più alta probabilità di rialzo alla prossima riunione al 99% e 41 punti base di restrizione prezzati entro fine anno.
- •I prezzi del petrolio sono inizialmente calati sulla speranza di una fine anticipata della guerra con l'Iran, allentando le preoccupazioni inflazionistiche, ma sono rimbalzati dopo che Trump ha indicato che un accordo USA con Teheran arriverebbe dopo le elezioni di novembre.
- •Un report PMI USA molto più forte del previsto ha portato la probabilità implicita nel mercato di un rialzo dei tassi della Fed a ottobre al 70%, riflettendo l'attenzione della banca centrale a un ritorno più tempestivo all'obiettivo inflazionistico del 2%.
- •L'Iran ha offerto di riaprire lo Stretto di Hormuz entro sette giorni se gli USA soddisfano le sue condizioni, con il ministro degli Esteri Araghchi che resta a New York durante il fine settimana in attesa di una risposta USA.
- •Una svolta negoziata sullo Stretto di Hormuz would probabilmente fare scendere rapidamente i prezzi del petrolio, mentre uno stallo prolungato o una ri-escalation manterrebbero il mercato petrolifero sostenuto.

I mercati hanno ricalibrato le aspettative sui tassi d'interesse questa settimana, con l'Assemblea Generale ONU e i dati PMI USA a guidare il repricing delle principali banche centrali e l'attenzione rivolta ai negoziati USA-Iran sullo Stretto di Hormuz. Le aspettative sui tassi sono importanti perché alimentano direttamente i rendimenti obbligazionari, gli oscillazioni valutarie e i costi di finanziamento dell'economia.
Rialzi dei tassi prezzati entro fine anno, in punti base:
- RBA: 41 bps (probabilità del 99% di un rialzo dei tassi alla prossima riunione); 2027: 65 bps
- Fed: 37 bps (probabilità del 71% di un rialzo dei tassi alla prossima riunione); 2027: 92 bps
- RBNZ: 37 bps (probabilità dell'81% di un rialzo dei tassi alla prossima riunione); 2027: 125 bps
- BoC: 35 bps (probabilità del 65% di un rialzo dei tassi alla prossima riunione); 2027: 140 bps
- BoE: 34 bps (probabilità dell'80% di un rialzo dei tassi alla prossima riunione); 2027: 106 bps
- BCE: 33 bps (probabilità del 54% di nessuna modifica alla prossima riunione); 2027: 99 bps
- BoJ: 21 bps (probabilità del 68% di nessuna modifica alla prossima riunione); 2027: 99 bps
- SNB: 10 bps (probabilità del 62% di nessuna alla prossima riunione); 2027: 84 bps
I prezzi di mercato della scorsa settimana qui. Il pricing 2027 riflette l'ammontare totale di restrizione atteso entro la fine del 2027, non quanto atteso solo nel 2027.
Gli eventi principali della settimana sono stati l'Assemblea Generale ONU e i PMI USA, e entrambi hanno spostato visibilmente le aspettative sui tassi.
In vista dell'UNGA, i prezzi del petrolio sono calati significativamente sulla speranza di una de-escalation e di una fine anticipata della guerra con l'Iran. Il ribasso del greggio ha contribuito ad allentare le preoccupazioni inflazionistiche, producendo una moderata ri-contrattazione accomodante su tutta la linea.
Tali speranze sono state raffreddate dopo che Trump ha ribadito che gli USA avrebbero concluso un accordo con Teheran dopo le elezioni di novembre. I prezzi del petrolio hanno ripreso a salire dopo le sue dichiarazioni, mentre il mercato ha rideterminato la tempistica stimata per la fine del conflitto, e la conseguente svolta falco ha essenzialmente azzerato le precedenti posizioni accomodanti.
Mercoledì, le scommesse su un rialzo dei tassi della Fed sono aumentate dopo un report PMI USA molto più forte del previsto. I PMI — indagini sui responsabili degli acquisti che offrono una lettura tempestiva dell'attività economica — sono seguiti da vicino per i segnali anticipati su crescita e pressioni sui prezzi. La probabilità di un rialzo dei tassi a ottobre è balzata al 70%, con i trader che si attendono che la Fed anticipi gli aumenti vista l'attenzione della banca centrale a un "ritorno più tempestivo all'obiettivo del 2%".
Guardando avanti, l'attenzione rimarrà sugli sviluppi USA-Iran, soprattutto ora che le speranze di un accordo si sono rafforzate dopo le segnalazioni di una discussione tra USA e Iran su un accordo graduale per riaprire lo Stretto di Hormuz e porre fine al blocco USA. Lo stretto è un'arteria critica per i trasporti globali di petrolio, ed è per questo che suo status è così strettamente legato ai prezzi del greggio — e attraverso questi, alle prospettive inflazionistiche su cui si basa il pricing delle banche centrali.
L'Iran ha messo sul tavolo un'offerta, promettendo di riaprire lo Stretto di Hormuz entro sette giorni se gli USA soddisfano le sue condizioni. Il ministro degli Esteri iraniano Araghchi resta a New York durante il fine settimana in attesa di una risposta USA.
Una svolta negli accordi farebbe rapidamente scendere i prezzi del petrolio, mentre uno stallo prolungato — o una ri-escalation — dovrebbe mantenere il mercato petrolifero sostenuto.
Trump sta affrontando in questo momento molti vincoli, e una fine della guerra è più probabile che no. L'unica questione aperta è la tempistica.
Fonte: ForexLive