Intel registra il trimestre più forte in oltre 15 anni, con ricavi Q2 2026 in aumento del 25% a $16.1 miliardi
Punti chiave
- •I ricavi Q2 2026 sono aumentati del 25% su base annua a $16.1 miliardi, superando la stima di consenso di $14.42 miliardi.
- •L’utile per azione rettificato è stato di $0.42, rispetto alle attese di mercato di $0.21.
- •I ricavi Data Center e AI sono cresciuti del 59% su base annua a $6.3 miliardi, diventando il principale motore di crescita di Intel.
- •Intel ha riportato una perdita netta GAAP di $11 miliardi legata a un addebito mark-to-market di $12.5 miliardi relativo al suo accordo nell’ambito del CHIPS Act.
- •La società ha alzato la guidance sui ricavi Q3 2026 a un midpoint di $16.3 miliardi.

Intel ha riportato la sua migliore performance trimestrale in oltre quindici anni, con ricavi Q2 2026 in aumento del 25% su base annua a $16.1 miliardi, ben oltre la stima di consenso di $14.42 miliardi. L’utile per azione rettificato è stato pari a $0.42, quasi il doppio dei $0.21 attesi. Dopo la pubblicazione dei risultati, le azioni Intel sono salite di oltre il 12% nelle contrattazioni after-hours.
La domanda di AI traina il risultato superiore alle attese
Il segmento Data Center e AI di Intel è stato il principale motore di crescita, con un incremento del 59% su base annua a $6.3 miliardi. La società ha dichiarato che la domanda ha ormai superato la sua capacità produttiva. Il CEO Lip-Bu Tan ha attribuito il miglioramento a cicli di produzione più rapidi e a rendimenti produttivi più elevati, mentre il CFO Dave Zinsner ha affermato che Intel ha superato la propria guidance grazie a una migliore esecuzione. Il commento sulla capacità è rilevante perché la domanda di semiconduttori legata all’AI è sempre più una prova per la catena di fornitura e per l’esecuzione operativa, non solo una questione di domanda; per Intel, trasformare tale domanda in ricavi dipende dalla rapidità con cui riuscirà a continuare a migliorare produzione e rendimenti.
La perdita netta GAAP pesa sul dato principale
Nonostante la solidità operativa, Intel ha riportato per il trimestre una perdita netta GAAP di $11 miliardi. La perdita è stata causata da un addebito mark-to-market di $12.5 miliardi legato all’accordo della società nell’ambito del CHIPS Act. Intel ha descritto l’addebito come una voce tecnica e non operativa, e nella reazione iniziale i mercati l’hanno in larga misura superata. Il contrasto tra redditività rettificata e perdita GAAP rende il trattamento contabile centrale per interpretare il trimestre, soprattutto per i lettori che confrontano l’utile netto riportato con la performance operativa sottostante.
Guidance Q3 alzata
Intel ha alzato la guidance per il Q3 2026 a un midpoint dei ricavi di $16.3 miliardi, segnalando una fiducia persistente nello slancio trainato dall’AI. In un contesto di vincoli di capacità, il prossimo trimestre metterà anche alla prova la capacità di Intel di sostenere l’esecuzione produttiva citata come fattore del risultato superiore alle attese nel Q2.
Panoramica tecnica su INTC
Dopo il rally dai minimi di marzo vicino a $40 ai massimi di luglio sopra $140, le azioni Intel si sono raffreddate in un ampio pattern a cuneo discendente. Il prezzo si sta attualmente consolidando intorno al livello di $100, posizionato tra i ritracciamenti di Fibonacci 0.382 e 0.5 dell’intero movimento.
Dopo la pubblicazione degli utili, il prezzo sta testando una zona di confluenza in cui la trendline discendente dai massimi di luglio incontra il ritracciamento di Fibonacci 0.382 vicino a $108. Una rottura confermata sopra quest’area aprirebbe la strada verso i massimi del cuneo nell’intervallo $130–$140. Al contrario, un rifiuto nella stessa area di confluenza potrebbe portare a un pullback verso il ritracciamento 0.5 vicino a $94, con il supporto della trendline ascendente intorno a $85–$90 come ulteriore riferimento al ribasso.
La prossima mossa direzionale di Intel arriva in un punto tecnicamente significativo, con il prezzo collocato tra la resistenza della trendline sopra e un supporto chiave di Fibonacci sotto.
Fonte: FXOpen Blog