NotizieCryptoLe istituzioni hanno rappresentato oltre il 70% dei volumi di trading cripto nel primo semestre 2026, secondo il report di Wintermute

Le istituzioni hanno rappresentato oltre il 70% dei volumi di trading cripto nel primo semestre 2026, secondo il report di Wintermute

Autore: BitcoinKE·

Punti chiave

  • Gli investitori istituzionali hanno rappresentato un record del 72% del volume totale di trading di criptovalute nel secondo trimestre 2026, in aumento rispetto al 68% del primo trimestre 2026, secondo il report di Wintermute.
  • Gli investitori professionali concentrano i propri capitali in bitcoin, ether, stablecoin e asset del mondo reale tokenizzati anziché in altcoin speculative, dando priorità alla liquidità e alla chiarezza normativa.
  • Tra il primo semestre 2024 e il primo semestre 2026, il numero di token unici scambiati dalle controparti istituzionali è cresciuto solo del 24%, rispetto al 76% registrato dai trader retail.
  • I principali gestori patrimoniali, tra cui BlackRock e Franklin Templeton, hanno lanciato fondi di tesoreria tokenizzati, indicando che la tokenizzazione è passata da progetti pilota di prova concettuale a offerte di prodotti operativi.
  • Gli strumenti di debito tokenizzati sono detenuti principalmente dalle istituzioni in dimensioni significative, mentre le azioni tokenizzate sono prevalentemente in mano agli investitori retail con posizioni medie più ridotte.
Le istituzioni hanno rappresentato oltre il 70% dei volumi di trading cripto nel primo semestre 2026, secondo il report di Wintermute

Gli investitori istituzionali hanno rappresentato quasi tre quarti dei volumi di trading delle criptovalute nel primo semestre del 2026, sottolineando la misura in cui l'espansione della presenza di Wall Street sta ridefinendo i mercati degli asset digitali e attenuando l'estrema volatilità che un tempo caratterizzava il settore.

I trader istituzionali hanno rappresentato un record del 72% del volume totale di trading cripto nel secondo trimestre del 2026, in aumento rispetto al 68% del primo trimestre, secondo un report di Wintermute, uno dei principali operatori di trading algoritmico e provider di liquidità negli asset digitali. Il cambiamento avviene mentre hedge fund, gestori patrimoniali, società di trading proprietario e banche continuano ad espandere la propria esposizione agli asset digitali attraverso prodotti regolamentati e infrastrutture di trading sofisticate.

Wintermute ha affermato che la crescente dominanza degli investitori professionali ha modificato in modo fondamentale le dinamiche del mercato cripto, con bitcoin ed ether che registrano oscillazioni di prezzo più contenute nonostante la persistente incertezza macroeconomica e le accresciute tensioni geopolitiche.

"A differenza del retail, che è guidato da dinamiche e sentiment, gli investitori istituzionali operano con limiti di rischio e mandati definiti", ha affermato il report.

"Le istituzioni sono oggi i principali motori di liquidità nei mercati degli asset digitali", ha dichiarato Wintermute, aggiungendo che "la loro crescente partecipazione sta creando mercati più profondi ed efficienti riducendo al contempo la volatilità eccessiva che ha storicamente caratterizzato il trading cripto".

Il report ha rilevato che i capitali istituzionali sono diventati sempre più selettivi, favorindo bitcoin, ether, stablecoin e asset del mondo reale tokenizzati rispetto alle altcoin speculative. Invece di inseguire il dinamismo dell'intero mercato, gli investitori professionali stanno concentrando le proprie posizioni su asset con maggiore liquidità, chiarezza normativa e infrastrutture di livello istituzionale.

"Le istituzioni mantengono un insieme ristretto di token mentre il retail si diversifica maggiormente", ha evidenziato il report. "Tra il primo semestre 2024 e il primo semestre 2026, il numero di token unici scambiati dalle controparti istituzionali è cresciuto solo del 24%, rispetto al 76% del retail".

Wintermute ha affermato che la tendenza riflette la transizione del mercato cripto da un mercato guidato dal retail a uno sempre più influenzato dai partecipanti finanziari tradizionali. L'accelerazione è iniziata concretamente in seguito all'approvazione da parte della Securities and Exchange Commission statunitense degli ETF su bitcoin spot nel gennaio 2024 e degli ETF su ether spot nello stesso anno, che hanno aperto canali regolamentati per fondi pensione, fondazioni e gestori patrimoniali precedentemente limitati da requisiti di custodia e conformità.

"L'era dei rialzi generalizzati delle altcoin guidati dalla speculazione retail sta cedendo il passo a un mercato più orientato ai fondamentali", si legge nel report. "I capitali si stanno concentrando sempre di più in asset che offrono chiara utilità, liquidità e rilevanza istituzionale".

La crescente presenza istituzionale ha coinciso con un aumento degli asset tokenizzati, dell'adozione di stablecoin e dei veicoli di investimento regolamentati, mentre le società di Wall Street approfondiscono il proprio coinvolgimento negli asset digitali in seguito al successo degli ETF cripto spot e a una maggiore chiarezza normativa nei principali mercati.

Wintermute ha inoltre segnalato la continua crescita degli asset del mondo reale tokenizzati come settore che attrae capitali istituzionali, con investitori che considerano sempre più l'infrastruttura blockchain come una base per prodotti finanziari tradizionali anziché esclusivamente per criptovalute speculative. I principali gestori patrimoniali, tra cui BlackRock e Franklin Templeton, hanno lanciato fondi di tesoreria tokenizzati, portando l'esposizione a reddito fisso on-chain e segnalando che la tokenizzazione sta passando da progetti pilota di prova concettuale a offerte di prodotti operativi.

"Nel 2025, gli asset sono arrivati on-chain. Nel 2026, hanno iniziato a cambiare di mano", ha osservato il report.

Secondo le conclusioni, il debito tokenizzato si trova principalmente nelle mani delle istituzioni, mentre le azioni tokenizzate sono prevalentemente nel retail. Il report segnala che le attività medie in gestione per indirizzo sono basse per le azioni e le materie prime, ma molteplici volte più alte per gli strumenti di debito — titoli di Stato, credito privato e prodotti del mercato monetario — detenuti da poche mani e in dimensioni significative.

"Il retail sta tokenizzando le azioni che già scambia. Le istituzioni stanno tokenizzando ciò che detengono in bilancio", ha concluso il report.

Le conclusioni rafforzano una tendenza industriale più ampia in cui la partecipazione istituzionale sta ridefinendo la struttura del mercato cripto — riducendo la volatilità e migliorando la liquidità e la scoperta dei prezzi — anche se l'attività del retail rimane contenuta rispetto ai precedenti cicli di mercato rialzista.