Le importazioni indiane di greggio russo toccano un nuovo massimo a luglio
Punti chiave
- •Le importazioni indiane di greggio russo hanno raggiunto il record di 2,8 milioni di barili al giorno a luglio, superando il massimo precedente di 2,7 milioni di bpd di giugno.
- •Il greggio russo ha rappresentato il 55,5% delle importazioni totali di greggio dell’India, pari a poco più di 5 milioni di bpd nel mese.
- •L’India ha mantenuto importazioni record di greggio russo nonostante la scadenza, il 17 giugno, di una deroga statunitense che ne consentiva l’acquisto su petroliere.
- •Gli Emirati Arabi Uniti sono rimasti il secondo fornitore di greggio dell’India, sfruttando infrastrutture di esportazione come Fujairah che aggirano completamente lo Stretto di Hormuz.
- •Gli analisti ritengono che il greggio russo resterà essenziale per l’India a causa delle persistenti minacce alla navigazione nello Stretto di Hormuz e nello Stretto di Bab el-Mandeb, oltre all’incertezza sulla diplomazia USA-Iran.

Le importazioni indiane di greggio dalla Russia hanno raggiunto un nuovo massimo storico a luglio, con i barili russi che hanno rappresentato oltre la metà delle importazioni totali di greggio del Paese nel mese. Il record evidenzia quanto l’India — terzo maggiore importatore e consumatore di petrolio al mondo — abbia riorientato in modo deciso il proprio approvvigionamento verso il greggio russo scontato, dopo che le sanzioni occidentali seguite all’invasione russa dell’Ucraina nel 2022 hanno deviato i flussi di petrolio russo verso gli acquirenti asiatici.
Secondo i dati di tracciamento delle navi di Kpler citati lunedì dal Times of India, le importazioni indiane di greggio dalla Russia sono salite a 2,8 milioni di barili al giorno (bpd) a luglio, superando il precedente record di 2,7 milioni di bpd registrato a giugno. Si tratta del volume medio mensile più alto mai registrato.
Le importazioni totali indiane di greggio sono aumentate leggermente rispetto a giugno, attestandosi a poco più di 5 milioni di bpd a luglio, secondo i dati.
Il greggio russo ha rappresentato il 55,5% delle importazioni complessive di greggio dell’India il mese scorso. Le raffinerie indiane hanno continuato a fare forte affidamento sui volumi russi in un contesto di minacce persistenti alla navigazione nello Stretto di Hormuz e, più recentemente, nello Stretto di Bab el-Mandeb nel Mar Rosso. Il price cap del G7 a 60 dollari al barile sul greggio russo, in vigore da dicembre 2022, ha continuato a rendere i barili russi economicamente attraenti per le raffinerie indiane che operano al di fuori dei canali occidentali di trasporto e assicurazione.
Oltre ai volumi record dalla Russia, le raffinerie indiane hanno aumentato anche le importazioni da Arabia Saudita e Iraq. Milioni di barili sono riusciti a uscire dal Golfo Persico durante una finestra tra metà giugno e metà luglio, quando lo Stretto di Hormuz era aperto in via provvisoria al traffico delle petroliere. L’India ha inoltre ripreso a importare greggio dal Kuwait per la prima volta da marzo, secondo i dati di navigazione raccolti da Kpler.
Gli Emirati Arabi Uniti (UAE) sono rimasti il secondo fornitore di greggio dell’India, dietro solo alla Russia, mentre gli UAE stanno aumentando la produzione e le spedizioni di greggio caricato su petroliere al di fuori dello Stretto di Hormuz, utilizzando infrastrutture di esportazione come il terminal di Fujairah sulla costa del Golfo di Oman, che aggirano completamente il punto di strozzatura.
L’India ha mantenuto elevati livelli di importazioni russe a luglio anche dopo la scadenza della deroga statunitense nel mese precedente. Gli Stati Uniti hanno lasciato scadere in silenzio il waiver che consentiva l’acquisto di petrolio russo caricato su petroliere il 17 giugno, proprio mentre Stati Uniti e Iran firmavano un memorandum d’intesa per proseguire i negoziati su un accordo.
Gli analisti affermano che il greggio russo resterà una fonte chiave di approvvigionamento petrolifero per l’India anche in futuro, alla luce delle condizioni di navigazione altamente incerte nello Stretto di Hormuz e nello Stretto di Bab el-Mandeb, oltre che della traiettoria ancora irrisolta della diplomazia USA-Iran, che potrebbe influenzare la disponibilità più ampia di greggio in Medio Oriente.
Source: OilPrice.com