NotizieAzioniLe family office dei miliardari indiani puntano forte sulle startup di intelligenza artificiale locali

Le family office dei miliardari indiani puntano forte sulle startup di intelligenza artificiale locali

Autore: CryptoBriefing·

Punti chiave

  • •Le family office dei miliardari indiani stanno investendo nelle startup nazionali di intelligenza artificiale per rafforzare la posizione del Paese nella corsa globale all'AI, attualmente dominata da aziende americane e cinesi.
  • •Almeno sei startup indiane di AI hanno raggiunto lo status di unicorno con valutazioni superiori a 1 miliardo di dollari, una crescita che Bloomberg ha collegato alla crescente adozione dell'AI tra consumatori e aziende indiane.
  • •Premji Invest ha guidato un round di finanziamento da 27 milioni di dollari per Pramaana Labs a giugno 2026, mentre Claypond Capital ha partecipato al round da 130 milioni di dollari di Emergent a luglio e alla raccolta da 40 milioni di dollari di Flam a settembre 2026.
  • •Micromax ha lanciato ad agosto 2026 una family office da 250 crore di rupie (circa 30 milioni di dollari) rivolta alle startup in fase iniziale di AI e semiconduttori con tagli iniziali di 10-20 crore di rupie, mentre Catamaran Ventures prevede di raddoppiare il focus sull'India entro cinque anni con enfasi sull'AI aziendale.
  • •Il numero delle family office indiane è cresciuto da 45 nel 2018 a più di 300 nel 2024/2025, gestendo 30-35 miliardi di dollari in attivi, con gli investimenti nel deeptech delle singole family office saliti di circa 30 volte, da 15,3 milioni di dollari nel 2020 a 467,1 milioni di dollari nel 2025.
Le family office dei miliardari indiani puntano forte sulle startup di intelligenza artificiale locali

Le famiglie più ricche dell'India hanno trovato una nuova classe di attivi preferita, e non sono gli immobili né l'oro, ma l'intelligenza artificiale, in particolare quella sviluppata a livello nazionale.

Secondo un rapporto di Bloomberg pubblicato il 16 ottobre 2026, le family office dei miliardari indiani stanno versando capitali nelle startup locali di intelligenza artificiale. L'obiettivo è dare all'India una posizione più solida nella corsa globale all'AI, attualmente dominata dalle aziende americane e cinesi. Le family office, veicoli di investimento privati che gestiscono il patrimonio di un'unica famiglia, sono gli attori dietro questa spinta.

Il quadro finora: almeno sei startup indiane di AI hanno superato la soglia degli unicorni, cioè valutazioni superiori a 1 miliardo di dollari. Bloomberg ha collegato questa crescita alla crescente adozione degli strumenti di AI da parte dei consumatori e delle aziende indiane.

Chi firma gli assegni

Due nomi continuano a comparire nelle tabelle dei capitali: Premji Invest e Claypond Capital. Entrambi hanno impiegato somme consistenti in una serie di iniziative legate all'AI quest'anno.

Premji Invest ha guidato un round di finanziamento da 27 milioni di dollari per Pramaana Labs a giugno 2026. Claypond Capital, intanto, è stata attiva su due fronti. Ha partecipato al round da 130 milioni di dollari di Emergent a luglio 2026 e, due mesi dopo, ha preso parte alla raccolta da 40 milioni di dollari di Flam a settembre.

Queste operazioni indicano un cambiamento più ampio nel modo in cui questi investitori concepiscono il tempo. Le family office offrono quella che il settore chiama "capitale paziente", ovvero capitale impegnato su orizzonti più lunghi rispetto al ciclo standard di un fondo venture, proponendolo come adatto all'AI, al software aziendale e alle tecnologie correlate, dove i rendimenti tipicamente si costruiscono nell'arco di anni anziché di trimestri.

Bloomberg ha riportato che questa attività di investimento si è accelerata notevolmente nel 2026. Micromax, produttore indiano di smartphone ed elettronica di consumo, ha lanciato a agosto 2026 una family office da 250 crore di rupie, circa 30 milioni di dollari. Il veicolo punta alle startup in fase iniziale nel campo dell'AI e dei semicondut, con tagli iniziali degli investimenti di 10-20 crore di rupie, un mandato che copre sia gli strati software sia quelli hardware della stack dell'AI.

Anche Catamaran Ventures, la società fondata da Narayana Murthy, cofondatore del gigante dei servizi IT Infosys, ha segnalato la propria direzione. La società ha indicato piani per raddoppiare il focus sull'India entro cinque anni, con particolare enfasi sulle soluzioni di AI aziendale, software venduto ai clienti business, un segmento i cui cicli di vendita più lunghi si sposano naturalmente con il capitale paziente.

Da 45 family office a più di 300

Nel 2018 l'India contava 45 family office. Nel 2024/2025, quel numero era cresciuto fino a superare i 300. Questi uffici gestiscono collettivamente tra i 30 e i 35 miliardi di dollari in attivi.

Gli investimenti delle singole family office nel deeptech sono saliti da 15,3 milioni di dollari nel 2020 a 467,1 milioni di dollari nel 2025, un aumento di circa 30 volte in cinque anni. Con oltre 300 uffici che gestiscono 30-35 miliardi di dollari in attivi complessivi, anche uno spostamento percentuale modesto nelle allocazioni rappresenta un pool di capitale consistente per un settore giovane. I prossimi traguardi sono già definiti dagli investitori stessi: il raddoppio quinquennale del focus indiano di Catamaran, i primi investimenti del nuovo veicolo di Micromax e un numero di unicorni indiani nel campo dell'AI che attualmente si attesta a sei o più.

Fonte: CryptoBriefing