L'FMC avverte: i rendimenti obbligazionari in aumento rischiano di aggravare la crisi del debito globale
Punti chiave
- •Tra febbraio e settembre, il rendimento medio dei titoli decennali delle economie G7 è salito di oltre un punto percentuale, toccando i massimi di quasi due decenni.
- •L'FMI prevede che il debito pubblico globale supererà il 100% del PIL mondiale entro il 2030, tornando a un livello visto l'ultima volta subito dopo la Seconda guerra mondiale.
- •Si prevede che i pagamenti di interessi del governo statunitense saliranno da circa il 2,8% del PIL prima della pandemia al 5,7% entro il 2031, avvicinandosi al costo previsto della Social Security.
- •Nei paesi a basso reddito, i pagamenti di interessi assorbono attualmente oltre il 15% delle entrate fiscali totali, rispetto a una media di circa il 9% tra il 2011 e il 2019.
- •LFMI stima che il disavanzo primario globale raggiungerà il 3,3% del PIL nel 2026, e stabilizzare il debito quest'anno richiederebbe di ridurlo a circa il 2,6%, con aggiustamenti di entità simile necessari negli anni successivi.

Il Fondo Monetario Internazionale (FMI) ha avvertito che l'aumento costante dei costi di finanziamento degli Stati potrebbe mettere sotto pressione le finanze pubbliche di tutto il mondo e complicare gli sforzi per riportare il debito sotto controllo. L'avvertimento figura nell'ultima analisi del Fiscal Monitor del Fondo, che esamina come i rendimenti sovrani più elevati stanno rimodellando le scelte di politica fiscale nelle economie avanzate e in via di sviluppo. Il Fiscal Monitor è la valutazione periodica del Fondo sulle finanze pubbliche e un punto di riferimento per la sostenibilità del debito a livello mondiale.
Tra febbraio e settembre, il rendimento medio dei titoli di Stato decennali del G7 (Gruppo dei Sette) è salito di oltre un punto percentuale, raggiungendo il livello più alto di quasi due decenni. Al tempo stesso, si prevede che il debito pubblico globale supererà il 100% del PIL mondiale entro il 2030 — una soglia toccata l'ultima volta subito dopo la Seconda guerra mondiale. I rendimenti dei principali titoli di Stato servono inoltre come tassi di riferimento per gran parte del sistema finanziario, quindi il loro livello ha un'importanza che va ben oltre i bilanci pubblici.
Cosa spinge i rendimenti al rialzo
Un rendimento sovrano è, in sostanza, il prezzo del finanziamento statale: maggiore è il rendimento richiesto dagli investitori per detenere il debito di un paese, più costosa diventa ogni nuova emissione. L'FMI individua diverse forze dietro all'aumento dei rendimenti, tra cui inflazione persistente, prezzi del petrolio più alti, una più forte domanda di investimento e la crescita attesa legata all'intelligenza artificiale. Ciononostante, i fondamentali fiscali restano centrali per le prospettive. L'elevato debito pubblico, le crescenti esigenze di spesa e le attese di consistenti emissioni obbligazionarie spingono al rialzo i rendimenti richiesti dagli investitori. Rendimenti più alti nelle grandi economie possono inoltre propagarsi oltre confine, facendo aumentare i costi di finanziamento altrove.
Bilanci sotto pressione crescente
La pressione è già visibile nei bilanci pubblici. Si prevede che il costo medio effettivo degli interessi sul finanziamento pubblico aumenterà dal 2,3% del 2021 al 3,7% entro il 2031.
Gli Stati Uniti affrontano un onere particolarmente pesante. Si prevede che i pagamenti di interessi del governo statunitense saliranno da circa il 2,8% del PIL prima della pandemia al 5,7% nel 2031 — un livello che approssimerebbe la spesa prevista per la Social Security, il più grande programma di welfare del paese.
I paesi a basso reddito affront vincoli ancora più stretti. I pagamenti di interessi assorbono attualmente oltre il 15% delle loro entrate fiscali totali, rispetto a una media di circa il 9% tra il 2011 e il 2019. Queste uscite lasciano ai governi meno risorse per infrastrutture, programmi sociali e sostegno economico, limitando inoltre la loro capacità di reagire alle fasi di recessione o di far fronte alle crescenti esigenze di difesa e sicurezza energetica.
L'aumento dei rendimenti obbligazionari aggiunge pressione a finanze pubbliche già provate da un debito che si avvicina ai massimi dal Secondo dopoguerra. Portare ora la politica fiscale su un percorso credibile può contribuire a contenere i costi di finanziamento e limitare i rischi. Approfondisci nell'ultimo blog del Fiscal Monitor:… pic.twitter.com/xDo0sx0Jyo
— IMF (@IMFNews) October 17, 2026 (via X)
Come rendimenti più alti complicano la stabilizzazione del debito
Secondo l'FMI, stabilizzare il debito richiede saldi fiscali più robusti ogniqualvolta i costi di finanziamento superino la crescita economica nominale attesa. In tali condizioni, i governi devono generare surplus primari più ampi o ridurre i disavanzi primari per impedire che i rapporti debito/PIL continuino a salire.
Eppure, si prevede che il disavanzo primario globale raggiungerà il 3,3% del PIL nel 2026. Stabilizzare il rapporto debito/PIL globale quest'anno richiederebbe di ridurre quel disavanzo a circa il 2,6%, e nei anni successivi sarebbero necessari aggiustamenti di entità simile man mano che il debito continua a crescere.
Contano anche le scadenze del debito. Il Fondo ha rilevato che i governi che rifinanziano una quota maggiore del proprio debito su periodi più brevi registrano una trasmissione più rapida dei tassi di politica monetaria più elevati ai propri costi di finanziamento, creando un circolo vizioso tra politica monetaria, pressione fiscale e tassi di mercato. Poiché gli interessi sulle obbligazioni esistenti si adeguano solo alla scadenza dei titoli, i costi medi di finanziamento salgono gradualmente anche dopo l'aggiustamento dei tassi di politica monetaria. Le proiezioni sottolineano quanto rapidamente i costi di finanziamento più alti possano cumularsi nei bilanci pubblici.
L'FMI ha inoltre avvertito che le favorevoli condizioni di finanziamento per i mercati emergenti potrebbero non durare. Un cambiamento nell'appetito al rischio degli investitori potrebbe allargare gli spread sovrani — il premio richiesto dagli investitori oltre i tassi di riferimento per detenere il debito di un paese — e limitare l'accesso ai finanziamenti internazionali.
Il percorso raccomandato
Il rapporto invoca piani fiscali a medio termine credibili, una gestione del debito più solida, sistemi fiscali migliorati e una spesa pubblica più efficiente. Il suo avvertimento centrale è chiaro: ritardare l'aggiustamento fiscale potrebbe far salire i costi di finanziamento e costringere i governi a misure più dolorose in seguito.
L'FMI aggiorna il Fiscal Monitor due volte l'anno, quindi le prossime edizioni aggiorneranno queste proiezioni e mostreranno quanto da vicino gli esiti fiscali seguiranno il percorso descritto.
L'analisi completa è disponibile nel blog post del Fiscal Monitor dell'FMI, Rising Sovereign Yields Raise the Fiscal Stakes.