L'esperienza sudafricana con le stablecoin offre lezioni politiche per i mercati emergenti, secondo il FMI
Punti chiave
- •Il FMI raccomanda che i regolatori dei mercati emergenti superino la semplice autorizzazione o proibizione delle stablecoin e adottino invece regole granulari e basate sul rischio, tarate sulle loro funzioni specifiche.
- •Il quadro normativo sulle stablecoin del Sudafrica rimane incompleto nonostante gli sforzi accelerati di supervisione a seguito dell'inserimento nella grey list del FATF all'inizio del 2023.
- •Il FMI avverte che l'ambiguità normativa può danneggiare i consumatori, favorire l'arbitraggio e scoraggiare l'innovazione legittima tanto quanto una regolamentazione debole.
- •Un'adozione diffusa di stablecoin garantite in dollari può compromettere la stabilità della valuta domestica e la trasmissione della politica monetaria nei mercati emergenti che affrontano inflazione o volatilità.
- •Il più grande exchange di criptovalute africano ha elaborato oltre 20 miliardi di dollari in stablecoin nei dodici mesi precedenti, evidenziando la significativa portata dell'attività legata alle stablecoin nel continente.

Il mercato delle stablecoin in Sudafrica illustra perché i regolatori dei mercati emergenti debbano superare la scelta binaria di semplicemente consentire o proibire le valute digitali, secondo il Fondo Monetario Internazionale.
Il paese ha registrato una rapida crescita nell'adozione di stablecoin, accompagnata dall'emergere di molteplici alternative ancorate al rand. Lo slancio arriva mentre il Sudafrica è sotto pressione per rafforzare il proprio quadro normativo finanziario generale dopo essere stato inserito nella grey list del Financial Action Task Force all'inizio del 2023, un'inclusione che ha accelerato gli sforzi su molteplici fronti della supervisione finanziaria, inclusi i cripto-asset. Tuttavia, il quadro normativo sulle stablecoin rimane incompleto, lasciando aperte questioni relative alla tutela dei consumatori, ai diritti di rimborso, ai requisiti di riserva e al trattamento delle stablecoin garantite in valuta estera.
La lezione politica chiave, rileva il FMI, è che l'ambiguità normativa può essere dannosa quanto una regolamentazione debole. Regole poco chiare possono lasciare i consumatori esposti, creare opportunità di arbitraggio normativo e scoraggiare gli investimenti nell'innovazione legittima.
Un report sul panorama delle stablecoin sudafricane evidenzia la crescente complessità del settore. Separatamente, Luno ha stimato che il Sudafrica potrebbe generare circa 30 milioni di dollari di entrate fiscali in cinque anni modernizzando le proprie normative sulle criptovalute.
L'approccio politico del FMI esorta i regolatori ad affrontare le stablecoin in base alle loro funzioni e ai loro rischi specifici, in particolare quando iniziano ad assimilarsi al denaro. Questa posizione si allinea al più ampio coinvolgimento del FMI nella politica globale sulle stablecoin attraverso organismi come il Financial Stability Board, che ha pubblicato raccomandazioni di alto livello per la regolamentazione degli accordi globali sulle stablecoin. Il Sudafrica dimostra perché contano regole granulari e basate sul rischio: una licenza generale per le criptovalute non risolve necessariamente le preoccupazioni relative alla qualità delle riserve, ai diritti di rimborso, alla gestione della liquidità o al rischio dell'emittente.
Il National Treasury e la South African Reserve Bank hanno invitato a presentare osservazioni pubbliche su una bozza di Crypto Assets Manual for Cross-Border Activities, segnalando gli sforzi in corso per perfezionare il quadro normativo.
Il Sudafrica evidenzia anche una seconda sfida. Le stablecoin garantite in dollari possono offrire utili funzionalità di pagamento e risparmio aumentando contemporaneamente la pressione sulle valute domestiche e sul controllo della politica monetaria. I token denominati in dollari offrono agli utenti l'accesso a una riserva di valore più stabile e possono migliorare i pagamenti transfrontalieri, ma un'adozione diffusa può anche accelerare la sostituzione valutaria e indebolire la trasmissione della politica monetaria. La questione non è esclusiva del Sudafrica; altri mercati emergenti che affrontano alta inflazione o volatilità valutaria hanno registrato dinamiche simili, in cui le stablecoin in valuta estera guadagnano terreno man mano che gli utenti ordinari cercano alternative alle valute locali in deprezzamento.
Il più grande exchange di criptovalute africano ha elaborato oltre 20 miliardi di dollari in stablecoin nei dodici mesi precedenti, sottolineando la portata dell'attività legata alle stablecoin nel continente.
Per altri mercati emergenti, la conclusione del FMI non è di chiudere le stablecoin ma di costruire regole che distinguano tra i diversi rischi e casi d'uso. Ciò comporta definizioni chiare, quadri di licenze appropriati, requisiti rigorosi di riserva e divulgazione, diritti di rimborso applicabili e una considerazione specifica delle implicazioni delle stablecoin in valuta estera. La Nigeria offre un percorso politico contrastante: la sua banca centrale ha adottato una posizione più restrittiva sulle attività legate alle criptovalute, sviluppando simultaneamente la propria valuta digitale della banca centrale, l'eNaira, evidenziando la gamma di approcci che le autorità dei mercati emergenti stanno sperimentando.
L'esperienza del Sudafrica suggerisce che la sfida politica non riguarda esclusivamente il controllo delle stablecoin. Riguarda l'instaurazione di una sufficiente certezza normativa per coglierne i benefici senza permettere che nuove forme di denaro compromettano la stabilità finanziaria o la sovranità monetaria.
La posizione del FMI è stata esposta in "Stablecoins: Promise, Risks, and Policy Choices for Emerging Markets," una dichiarazione del Vice Direttore Generale del FMI.