Gli Houthi rivendicano attacchi con missili balistici contro petroliere saudite, minacciano il blocco delle rotte nel Mar Rosso
Punti chiave
- •Il movimento Houthi ha rivendicato l’attacco a due petroliere saudite con missili balistici, segnando un’escalation della propria strategia marittima oltre i precedenti attacchi alle infrastrutture.
- •Gli Houthi hanno minacciato di bloccare tutte le rotte di accesso marittimo per le spedizioni di petrolio saudita, puntando in particolare allo stretto di Bab al-Mandeb e al più ampio corridoio del Mar Rosso.
- •Lo stretto di Bab al-Mandeb è un choke point largo 18 miglia che collega il Mar Rosso al golfo di Aden, attraverso il quale transitano ogni giorno milioni di barili di petrolio greggio e prodotti raffinati.
- •Il conflitto in Yemen è nato nel 2014, quando le forze Houthi hanno conquistato Sana'a, spingendo la coalizione guidata dall’Arabia Saudita a intervenire nel marzo 2015 su richiesta del governo yemenita riconosciuto a livello internazionale.
- •I partecipanti ai mercati di previsione prezzano attualmente al 6.5% la probabilità di un’azione militare Houthi contro Israele, riflettendo la più ampia dimensione regionale del conflitto.

Il movimento Houthi allineato all’Iran ha rivendicato la responsabilità dell’attacco a due petroliere saudite con missili balistici, segnando una significativa escalation nel conflitto in Yemen in corso. Il gruppo ha inoltre minacciato di bloccare tutte le rotte di accesso marittimo utilizzate per le spedizioni di petrolio saudita, con particolare attenzione allo strategico stretto di Bab al-Mandeb e al più ampio corridoio del Mar Rosso.
Lo stretto di Bab al-Mandeb, situato tra il Corno d’Africa e la penisola arabica, è uno dei più critici choke point energetici del mondo, collegando il Mar Rosso al golfo di Aden. Milioni di barili di petrolio greggio e prodotti petroliferi raffinati transitano ogni giorno in questo passaggio largo 18 miglia, insieme a un consistente traffico di container e merci che collega i mercati europei e asiatici tramite il Canale di Suez a nord.
Questa ultima azione rappresenta un’intensificazione notevole della strategia di blocco marittimo degli Houthi. Il gruppo aveva già condotto in precedenza attacchi alle infrastrutture energetiche saudite, inclusi colpi contro impianti petroliferi. L’impiego di missili balistici contro navi commerciali, tuttavia, costituisce una provocazione più grave, con possibili implicazioni per la stabilità regionale e i mercati energetici globali. Gli assicuratori marittimi e le società di navigazione monitorano attentamente minacce di questo tipo, poiché gli attacchi a navi commerciali in aree di conflitto possono determinare premi di guerra più elevati e deviazioni di rotta che incidono sui costi del commercio globale.
Il conflitto in Yemen è iniziato nel 2014, quando le forze Houthi hanno conquistato la capitale, Sana'a, degenerando l’anno successivo in una guerra civile su vasta scala. Una coalizione militare guidata dall’Arabia Saudita è intervenuta nel marzo 2015 su richiesta del governo yemenita riconosciuto a livello internazionale. L’Iran è da tempo indicato come sostenitore del movimento Houthi, con supporto materiale e politico. Una tregua mediata dalle Nazioni Unite nell’aprile 2022 ha temporaneamente sospeso le principali ostilità; sebbene sia formalmente scaduta nell’ottobre 2022, il livello dei combattimenti su larga scala è generalmente diminuito rispetto alle fasi precedenti della guerra.
I dati dei mercati di previsione indicano che i partecipanti prezzano attualmente al 6.5% la probabilità (YES) di un’azione militare Houthi diretta contro Israele, riflettendo la più ampia dimensione regionale del conflitto.
Gli osservatori internazionali stanno monitorando le possibili risposte di attori chiave, tra cui il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica iraniano (IRGC), il Gabinetto di sicurezza israeliano e varie fazioni yemenite. Le iniziative diplomatiche che coinvolgono le Nazioni Unite e gli Stati Uniti restano rilevanti per la traiettoria del conflitto, mentre eventuali misure di ritorsione da parte dell’Arabia Saudita potrebbero alterare ulteriormente la situazione sul terreno. I mercati seguono inoltre l’applicazione, da parte degli Houthi, del divieto di navigazione dichiarato e la possibilità di soluzioni negoziate.