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La crisi di Hormuz mette sotto ulteriore pressione il mercato petrolifero europeo dopo il sollievo seguito al cessate il fuoco

Autore: Hellenic Shipping News·

Punti chiave

  • I recenti attacchi nello stretto di Hormuz hanno preso di mira grandi navi mercantili internazionali e stanno aumentando la pressione sui prezzi del petrolio in Europa.
  • I dati Eurostat mostrano che a giugno, nell’UE, i prezzi del diesel sono scesi del 6,4% e quelli della benzina del 4,2% rispetto a maggio.
  • Cipro e Italia sono stati gli unici paesi UE a registrare aumenti dei prezzi della benzina tra maggio e giugno 2026.
  • Su base annua, Bulgaria, Lituania e Romania hanno registrato i maggiori aumenti dei prezzi dei carburanti nell’UE, tutti superiori al 23%.
  • Ungheria, Polonia e Spagna hanno avuto i minori aumenti dei prezzi dei carburanti nell’UE, grazie a tetti ai prezzi o tagli dell’IVA, mentre la Spagna beneficia anche di una vasta rete di raffinerie.
La crisi di Hormuz mette sotto ulteriore pressione il mercato petrolifero europeo dopo il sollievo seguito al cessate il fuoco

La crisi di Hormuz mette sotto ulteriore pressione il mercato petrolifero europeo dopo il sollievo seguito al cessate il fuoco

in Oil & Companies News 28/07/2026

Attraversare lo Stretto di Hormuz, la vitale rotta marittima tra Iran e Oman, rimane un’impresa altamente pericolosa.

Negli ultimi giorni, sono state diffuse diverse segnalazioni di attacchi contro petroliere da parte sia dell’Iran sia dei ribelli Houthi dello Yemen sostenuti dall’Iran. Gli Stati Uniti affermano che il passaggio resta aperto, ma hanno anche minacciato di colpire ponti e centrali elettriche iraniani se gli attacchi continueranno.

Secondo gli esperti, gli ultimi raid hanno preso di mira soprattutto grandi navi mercantili internazionali piuttosto che imbarcazioni impegnate in traffici locali, ma stanno comunque avendo un impatto significativo sui prezzi del petrolio in Europa. Questo è rilevante perché l’Europa è fortemente esposta alle catene di approvvigionamento globali di greggio e prodotti raffinati, quindi anche perturbazioni lontane dalle sue coste possono rapidamente tradursi in costi più elevati per i carburanti al dettaglio.

Giugno: Italia e Cipro gli unici paesi UE in cui i prezzi della benzina sono continuati a salire

Lo scorso mese, dopo che Washington e Teheran hanno concordato un memorandum d’intesa in 14 punti, che includeva un cessate il fuoco, i prezzi dei carburanti hanno finalmente smesso di aumentare in Europa, anche se solo temporaneamente.

Rispetto a maggio, a giugno i prezzi del diesel sono diminuiti del 6,4% e quelli della benzina del 4,2%, secondo i recenti dati Eurostat.

I cali maggiori si sono registrati in Repubblica Ceca (-11,3%), Polonia (-9,7%) e Bulgaria (-9,4%), mentre i più contenuti sono stati in Ungheria (-0,6%), Italia (-1,4%) e Slovenia (-1,6%).

Per quanto riguarda i prezzi della benzina, Cipro (+0,7%) e Italia (+0,5%) sono stati gli unici paesi UE a segnare aumenti tra maggio e giugno 2026. Tutti gli altri paesi hanno registrato ribassi, con i cali più marcati in Svezia (-7,8%), Belgio (-7,0%) e Polonia (-6,6%).

Ma questa nuova fase di tensione e perturbazione, senza alcuna soluzione in vista, sta facendo nuovamente salire i prezzi dei carburanti in modo netto. A livello globale, il prezzo del greggio ha superato i 100 dollari al barile la scorsa settimana, il livello più alto dall’inizio di giugno.

Su base annua: l’Europa orientale subisce la perturbazione più forte, mentre Spagna e Polonia reggono grazie ai tagli fiscali

Su base annua, da giugno 2025 a giugno 2026, le variazioni di prezzo più ampie si sono registrate in Bulgaria, Lituania e Romania, tutte oltre il 23%.

Alcuni paesi non UE hanno riportato aumenti ancora maggiori: quasi il 32% in Turchia e quasi il 30% in Georgia.

Come fanno Spagna, Ungheria e Polonia a mantenere bassi i prezzi dei carburanti? A parte Malta, gli aumenti più contenuti nell’UE si sono registrati in Ungheria (2,3%), Polonia (5,8%) e Spagna (7,9%).

L’Ungheria ha introdotto un tetto ai prezzi dei carburanti, mentre Spagna e Polonia sono riuscite a contenere il rialzo grazie a tagli dell’IVA sulla benzina e sul diesel.

La misura, tuttavia, ha sollevato qualche critica a Bruxelles, poiché l’UE ha raccomandato invece di ridurre le accise.

La Spagna può contare anche su una notevole resilienza a valle. Pur dipendendo fortemente dalle importazioni di greggio, Madrid dispone di una vasta rete di raffinerie, che la rende meno dipendente dai carburanti finiti e dai costi di approvvigionamento.

“Spain enjoys a unique oil infrastructure system with wide geographic and interconnecting coverage, including 11 oil port terminals, an extensive network of pipelines and storage capacity connected to refineries”, afferma l’Agenzia internazionale dell’energia.

Source: Euronews

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