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Il veterano dei Guardiani della Rivoluzione Abbas Rasoulifar ha guidato la repressione dei manifestanti a Teheran a gennaio, emerge da un'inchiesta

Autore: CryptoBriefing·

Punti chiave

  • Iran International ha identificato Abbas Rasoulifar, veterano dei Guardiani della Rivoluzione del conflitto siriano, come uno dei principali comandanti della letale repressione dei manifestanti a Shahriar, vicino a Teheran.
  • La repressione è avvenuta durante le proteste nazionali di gennaio, quando le forze di sicurezza avrebbero usato tattiche letali coordinate in tutta la provincia di Teheran.
  • Il coinvolgimento di personale dei Guardiani della Rivoluzione con esperienza di combattimento indica una risposta altamente organizzata e militarizzata al dissenso interno.
  • L'episodio fa parte di un più ampio schema di violenza statale, incluse le repressioni successive alla morte di Mahsa Amini nel 2022 che, secondo i gruppi per i diritti umani, hanno causato centinaia di morti.
  • I mercati, secondo quanto riportato, interpretano la repressione come un aumento della probabilità di instabilità o cambiamento di regime in Iran.
Il veterano dei Guardiani della Rivoluzione Abbas Rasoulifar ha guidato la repressione dei manifestanti a Teheran a gennaio, emerge da un'inchiesta

Un'inchiesta di Iran International ha identificato Abbas Rasoulifar, veterano dei Guardiani della Rivoluzione iraniani con precedente esperienza di combattimento in Siria, come una figura chiave al comando di una letale repressione contro i manifestanti a Shahriar, vicino a Teheran.

La repressione è avvenuta durante le proteste nazionali di gennaio, quando le forze di sicurezza avrebbero impiegato tattiche letali coordinate in tutta la provincia di Teheran. Testimoni e fonti locali hanno identificato Rasoulifar come guida dei gruppi operativi schierati contro i manifestanti, sottolineando il coinvolgimento di personale con esperienza di combattimento nella repressione del dissenso interno. Iran International è un'emittente in lingua persiana con sede all'estero che ha più volte pubblicato inchieste in cui vengono fatti i nomi di personale di sicurezza coinvolto nelle repressioni, una pratica che, secondo organizzazioni per la libertà di stampa e governi stranieri, ha reso i suoi giornalisti bersaglio di minacce.

La partecipazione di un alto esponente dei Guardiani della Rivoluzione con esperienza in operazioni militari esterne indica un livello accresciuto di organizzazione e militarizzazione nella risposta dell'Iran alle proteste. I Guardiani della Rivoluzione, formalmente Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica, furono istituiti dopo la rivoluzione del 1979 come forza incaricata di proteggere la Repubblica Islamica e hanno costruito un esteso potere economico e di sicurezza, incluso il controllo sulla milizia Basij, da tempo impiegata contro il dissenso interno. L'episodio si inserisce in un più ampio schema di violenza statale contro le diffuse dimostrazioni antigovernative in Iran, inclusa la ondata di proteste seguita alla morte di Mahsa Amini nel 2022 sotto la custodia della polizia morale, alle quali le autorità hanno risposto con misure severe, tra cui interruzioni di internet e arresti di massa. Le organizzazioni per i diritti umani hanno documentato centinaia di morti in quelle repressioni e organismi internazionali hanno chiesto responsabilità.

Le segnalazioni secondo cui un veterano dei Guardiani della Rivoluzione ha contribuito a comandare la repressione dei manifestanti indicano una risposta militarizzata al dissenso civile, mentre le prove di tattiche letali coordinate nella provincia di Teheran appaiono coerenti con scenari che suggeriscono una crescente instabilità del regime. I mercati, secondo quanto riportato, sembrano interpretare questi sviluppi come un aumento della probabilità di un potenziale cambiamento di regime o di instabilità in Iran.

Gli osservatori seguiranno la risposta del regime iraniano al dissenso in corso, in particolare eventuali segnali di diserzione all'interno dei Guardiani della Rivoluzione o di altre forze di sicurezza. Il coinvolgimento di alti esponenti militari nelle repressioni interne potrebbe influenzare le percezioni di stabilità del regime da parte dei mercati, mentre significativi cambiamenti nell'attività di protesta o mutamenti nelle posizioni diplomatiche internazionali potrebbero ulteriormente incidere sulla valutazione di mercato relativa al futuro politico dell'Iran.