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XRP supera Solana nel modello Next Gen senza Bitcoin di Grayscale

Autore: Coindoo·

Punti chiave

  • Il modello Digital Assets Next Gen di Grayscale, lanciato il 14 settembre, assegna al Grayscale XRP Trust ETF un peso del 26,11%, collocando XRP sopra Solana e al secondo posto dopo Ether in una strategia che esclude Bitcoin.
  • Un’istantanea del 31 agosto 2026 indica il Grayscale Ethereum Staking Mini ETF al 42,34%, il Grayscale XRP Trust ETF al 26,11% e il Grayscale Solana Staking ETF al 21,09%; insieme rappresentano l’89,54% del portafoglio composto da sette ETP.
  • Il portafoglio modello è un piano di allocazione, non un singolo fondo acquistabile, quindi i consulenti che lo implementano acquistano quote degli ETP sottostanti; Grayscale non applica commissioni dirette di consulenza, anche se restano i costi degli ETP.
  • Il peso di XRP più che raddoppia rispetto all’11,92% previsto nel modello Digital Assets Leaders di Grayscale, che include Bitcoin; l’effetto deriva dalla diversa composizione degli asset idonei e non da un’aspettativa che XRP sovraperformi Bitcoin.
  • Grayscale afferma che ogni asset è soggetto a un limite del 40%, ma nell’istantanea Ether è al 42,34%, una discrepanza non spiegata; la rilevanza dell’allocazione dipenderà dall’adozione da parte dei consulenti e dai futuri ribilanciamenti trimestrali.
XRP supera Solana nel modello Next Gen senza Bitcoin di Grayscale

Grayscale ha lanciato il 14 settembre una serie di quattro portafogli modello per i consulenti finanziari. Uno di questi, il modello Digital Assets Next Gen, assegna al Grayscale XRP Trust ETF un peso del 26,11%, collocando XRP sopra Solana e dietro solo a Ether all’interno di una strategia che esclude deliberatamente Bitcoin. Il lancio è stato annunciato tramite GlobeNewswire.

Secondo un’istantanea dell’allocazione datata 31 agosto 2026, il Grayscale Ethereum Staking Mini ETF guida il modello con il 42,34%, seguito dal Grayscale XRP Trust ETF con il 26,11% e dal Grayscale Solana Staking ETF con il 21,09%. Insieme, le tre posizioni rappresentano l’89,54% del portafoglio, composto complessivamente da sette ETP.

Questo peso rende XRP la seconda maggiore esposizione del modello e gli assegna un’allocazione superiore a quella di Solana. La costruzione di Grayscale non classifica gli asset in base ai rendimenti attesi e non equivale a una previsione secondo cui XRP sovraperformerà le altre partecipazioni.

Un piano di allocazione, non un fondo

Un portafoglio modello offre ai consulenti una combinazione predefinita di investimenti che possono valutare per i conti dei clienti. Come descritto nella pagina dei portafogli modello di Grayscale, la società ha selezionato i prodotti, calcolato i relativi pesi e stabilito un processo di ribilanciamento trimestrale, evitando ai consulenti di dover progettare da zero un’allocazione in criptovalute. Questo formato è da tempo presente nella gestione patrimoniale tradizionale, dove i gestori pubblicano combinazioni obiettivo che le piattaforme di consulenza possono applicare a numerosi conti dei clienti; Grayscale sta utilizzando lo stesso approccio per gli ETP legati agli asset digitali.

Il modello non è un singolo fondo acquistabile. I consulenti che lo implementano acquistano quote degli ETP che lo compongono, incluso il Grayscale XRP Trust ETF, invece di detenere direttamente XRP nel wallet del cliente.

Grayscale afferma di non applicare ai consulenti o ai loro clienti alcuna commissione diretta di consulenza per l’utilizzo dei modelli. Gli ETP sottostanti hanno comunque costi propri, comprese le commissioni dello sponsor, che restano parte del costo complessivo sostenuto dall’investitore.

A titolo di esempio: un consulente che destinasse il 3% di un portafoglio da $100.000 alla strategia Next Gen genererebbe, sulla base dei pesi pubblicati, un’esposizione collegata a XRP di circa $783, pari al 26,11% dell’allocazione ipotetica di $3.000. Il 3% è solo un esempio e non costituisce una raccomandazione di Grayscale o Coindoo.

Cosa mostra il 26,11% e cosa non mostra

Il peso del 26,11% conferma che Grayscale ha reso il suo ETF su XRP una delle maggiori posizioni di una strategia senza Bitcoin pensata per le piattaforme dei consulenti. I consulenti possono adottare il peso predefinito senza dover decidere autonomamente quanta esposizione a XRP detenere insieme a Ether, Solana e alle posizioni minori.

Il dato non rivela però il livello di adozione. Non indica quanti consulenti abbiano implementato il modello, quanto denaro dei clienti lo segua né se il lancio abbia generato nuova domanda di XRP. La società capogruppo di Grayscale ha fornito il capitale iniziale delle strategie, mentre i consulenti mantengono discrezionalità sui conti dei propri clienti.

L’assenza di Bitcoin aumenta la quota di XRP

L’allocazione del 26,11% a XRP appartiene a una strategia che elimina Bitcoin, l’asset che normalmente occupa una delle posizioni più rilevanti in un portafoglio crypto. La sua esclusione lascia una quota maggiore agli altri asset idonei.

L’effetto è più evidente confrontando Next Gen con il modello Digital Assets Leaders di Grayscale, che include Bitcoin. Nel modello Leaders, l’esposizione a XRP rappresenta l’11,92%, dietro Ether al 38,57% e Bitcoin al 37,25%, mentre Solana è al 9,63% e Hyperliquid costituisce il restante 2,63%.

Il peso di XRP quindi più che raddoppia quando Bitcoin viene escluso. Il risultato deriva principalmente dal fatto che i due modelli detengono asset idonei differenti e non dovrebbe essere interpretato come un segnale secondo cui XRP sovraperformerà Bitcoin.

Grayscale descrive Next Gen come un modello ponderato in base alla capitalizzazione di mercato, ribilanciato trimestralmente e in grado di detenere fino a 10 asset idonei. La sua composizione può cambiare al variare dei valori relativi di mercato o con l’evoluzione dell’insieme dei prodotti idonei.

Una questione metodologica sul peso di Ether

Grayscale afferma che ogni asset del modello è soggetto a un limite del 40%, eppure l’istantanea del 31 agosto assegna a Ether il 42,34%. I materiali pubblicati non spiegano se la differenza rifletta un movimento di prezzo successivo a un ribilanciamento o un’altra questione temporale.

La discrepanza dovrebbe quindi essere considerata un dettaglio metodologico ancora irrisolto, non una prova che Grayscale abbia abbandonato il limite. Dimostra inoltre perché i dati del 31 agosto debbano essere presentati come un’istantanea datata e non come pesi permanenti del portafoglio.

L’adozione determinerà la rilevanza del modello

L’allocazione del 26,11% stabilisce il ruolo di XRP nella metodologia di Grayscale senza Bitcoin, ma non misura la domanda degli investitori. Le indicazioni rilevanti arriveranno dalla disponibilità sulle piattaforme dei consulenti, dall’implementazione dichiarata nei conti dei clienti e dai futuri aggiornamenti delle allocazioni. Poiché il ribilanciamento è trimestrale, questi pesi sono destinati a essere rivisti secondo un calendario prestabilito; saranno quindi le istantanee successive, non i dati del 31 agosto, a mostrare come l’allocazione evolverà effettivamente.

Fino alla pubblicazione di questi dati, il lancio mostra come Grayscale strutturerebbe un’esposizione crypto non legata a Bitcoin, non quanti capitali dei consulenti siano confluiti in XRP.

Questo articolo è fornito esclusivamente a scopo informativo e non costituisce consulenza finanziaria o d’investimento. Le allocazioni citate sono datate 31 agosto 2026 e potrebbero cambiare in occasione dei futuri ribilanciamenti.

Questo articolo è apparso originariamente su Coindoo.