I repubblicani del Senato pianificano un piano di cinque settimane per la sessione lame-duck in vista di una possibile vacanza alla Corte Suprema
Punti chiave
- •I leader repubblicani del Senato, tra cui il leader di maggioranza John Thune e il presidente della commissione Giustizia Chuck Grassley, si sono impegnati a confermare rapidamente un candidato alla Corte Suprema se si aprisse una vacanza durante la sessione lame-duck successiva alle elezioni.
- •Il piano di emergenza punta alla finestra di cinque settimane tra le elezioni di medio termine del 3 novembre 2026 e l'insediamento del nuovo Congresso a gennaio 2027, poiché una maggioranza democratica al Senato potrebbe bloccare futuri candidati sotto il presidente Trump.
- •Il giudice Samuel Alito ha formalmente escluso dimissioni durante la sessione lame-duck, dichiarando che intende rimanere in carica fino alla fine del mandato attuale, almeno fino a giugno 2027.
- •Il giudice Clarence Thomas, 78 anni, è rimasto in silenzio sui piani di dimi nonostante le sollecitazioni private degli attivisti conservatori a lasciare il posto mentre i repubblicani controllano il Senato.
- •Nessun giudice si è dimesso durante una sessione lame-duck successiva alle elezioni da Mahlon Pitney nel 1922, anche se i repubblicani indicano la conferma in 38 giorni di Amy Coney Barrett nel 2020 come modello per un tempi compressi.

I repubblicani del Senato stanno coordinando privatamente una strategia legislativa ad alta posta per confermare rapidamente un candidato alla Corte Suprema nel caso si apra una vacanza inattesa durante la sessione lame-duck successiva alle elezioni. Il piano punta alla stretta finestra di cinque settimane tra le elezioni di medio termine del 3 novembre 2026 e il giuramento del nuovo Congresso all'inizio di gennaio 2027 — il cosiddetto periodo lame-duck, in cui il Congress uscente resta pienamente autorizzato a legiferare anche dopo che gli elettori hanno già scelto i suoi sostituti.
La forza trainante di questa pianificazione di emergenza è la contesa accesa per il controllo del Senato. I sondaggi attuali mostrano che la maggioranza della camera è completamente in gioco. Se i democratici vincessero il Senato, eventuali future vacanze alla Corte Suprema sorte sotto il presidente Donald Trump rischierebbero di scontrarsi con un immediato stallo o con veri e propri bloccaggi una volta iniziata la nuova sessione. La leadership repubblicana considera quindi il periodo lame-duck come la sua ultima opportunità cruciale per garantire la conferma di un giudice conservatore. La posta in gioco riconduce ai meccanismi stessi del processo: secondo il precedente attuale del Senato, un candidato alla Corte Suprema è approvato con un voto a semplice maggioranza, e i giudici rimangono in carica a vita — il che significa che un singolo seggio può condizionare l'orientamento della corte per decenni.
Secondo la ricerca originale di Politico, i vertici repubblicani si sono impegnati apertamente a mettere in atto una rapida procedura di conferma se si aprisse un seggio. Il leader di maggioranza del Senato John Thune ha affermato che il gruppo parlamentare "procederebbe rapidamente" per coprire qualsiasi posto vacante, mentre il presidente della commissione Giustizia del Senato Chuck Grassley ha detto allo stesso modo che i repubblicani "ovviamente" andrebbero avanti, riflettendo l'idea che la maggioranza vada usata finché la si detiene.
I documenti storici sottolineano quanto sarebbe insolita una mossa del genere. Le dimissioni dopo le ele durante una sessione lame-duck non si verificano dal momento in cui il giudice della Corte Suprema Mahlon Pitney si dimise nel 1922. I parlamentari repubblicani indicano tuttavia un modello più recente per i tempi compressi: la conferma del 2020 della giudice Amy Coney Barrett, finalizzata appena 38 giorni dopo la morte della giudice Ruth Bader Ginsburg — un ritmo che mostra quanto rapidamente una maggioranza determinata possa completare il processo.
L'attenzione si è naturalmente concentrata sui due membri conservatori più anziani della corte: il giudice Clarence Thomas, 78 anni, e il giudice Samuel Alito, 76. Gli ambienti giuridici conservatori e gli attivisti hanno sollecitato privatamente entrambi a dimettersi mentre una maggioranza repubblicana al Senato è garantita, ma nessuno dei due giudici ha mostrato alcuna intenzione di lasciare il posto.
L'urgenza del piano è stata tuttavia notevolmente ridimensionata dopo che una ricerca esclusiva di Bloomberg News ha rivelato che Alito ha formalmente escluso dimissioni durante la sessione lame-duck. In un'intervista, Alito ha dichiarato: "Intendo rimanere fino alla fine di questo mandato", sigillando la sua intenzione di restare in carica almeno fino a giugno 2027. Ha inoltre respinto con fermezza le pressioni politiche esterne, sostenendo che trattare la magistratura come un "panel di emittenti via cavo" intercambiabile danneggia la legittimità dell'istituzione. Thomas, nel frattempo, è rimasto completamente in silenzio su eventuali piani di dimissioni imminenti.
Nonostante il rifiuto di Alito di lasciare il posto, l'esistenza del piano di emergenza di cinque settimane del GOP sottolinea la profonda frattura ideologica che attualmente caratterizza Washington. Come dettagliato da The Washington Post, l'alta corte mantiene attualmente una solida supermaggioranza conservatrice di 6-3. La difesa preventiva di tale maggioranza illustra come entrambi i partiti considerino i seggi della Corte Suprema risorse vitali nelle lotte politiche di lungo periodo, in particolare mentre la fiducia pubblica nella corte scende a minimi storici.
Per gli osservatori, i concreti segnali da monitorare sono chiari: l'esito delle elezioni di medio termine del 3 novembre, se Thomas romperà il silenzio e se si aprirà qualche seggio nelle settimane prima del giuramento del nuovo Congresso. Sebbene l'ipotetico "scenario da incubo" potrebbe non materializzarsi questo inverno, la prontezza della leadership del Senato dimostra che entrambe le parti sono pienamente preparate a una volatile battaglia giudiziaria in ogni momento.