Il CEO di Goldman Sachs Solomon appoggia il Clarity Act sulle criptovalute, rompendo con Wall Street
Punti chiave
- •Il CEO di Goldman Sachs David Solomon ha appoggiato il Clarity Act, diventando uno dei rari leader di grandi banche a sostenere la legislazione sulla struttura di mercato delle criptovalute.
- •Il Clarity Act classificherebbe la maggior parte degli asset crittografici come non valori mobiliari, sottraendoli alla supervisione della SEC e legalizzando formalmente la maggior parte delle attività legate alle criptovalute negli Stati Uniti.
- •La posizione di Solomon sulle disposizioni relative al rendimento degli stablecoin lo pone in contrasto con gran parte del settore bancario, incluso il CEO di JPMorgan Jamie Dimon, che sostiene che la pratica conferisca alle società di criptovalute un indebito vantaggio competitivo.
- •Il disegno di legge è il secondo pilastro fondamentale della normativa del Congresso sulle criptovalute, dopo il framework sugli stablecoin GENIUS Act promulgato l'anno scorso, con la Camera che ha già approvato la sua versione denominata FIT21 nel 2024.
- •Il percorso del Clarity Act al Senato rimane incerto a causa di dispute irrisolte sia sulle norme di rendimento degli stablecoin sia sulle disposizioni etiche relative alle attività cripto del Presidente Trump, con i parlamentari che puntano a una votazione prima della pausa di agosto.

Il presidente e CEO di Goldman Sachs David Solomon ha pubblicamente appoggiato il Clarity Act, un disegno di legge sulla struttura di mercato delle criptovalute ora in fase di avanzamento verso una possibile votazione al Senato, posizionando una delle più grandi banche di Wall Street in controtendenza rispetto a gran parte del settore.
In un'intervista con Politico, Solomon ha espresso un forte sostegno per la legislazione. «Sono molto favorevole a far avanzare il Clarity Act, in modo da poter definire una struttura di mercato e iniziare a far progredire il processo di innovazione», ha dichiarato.
Se approvato e firmato in legge, il Clarity Act legalizzerebbe formalmente la maggior parte delle attività legate alle criptovalute negli Stati Uniti, classificando la maggior parte degli asset crittografici come non valori mobiliari e al di fuori della giurisdizione della Securities and Exchange Commission. Il disegno di legge include anche disposizioni per proteggere gli sviluppatori di software decentralizzato e affronta la pratica dell'offerta di premi sui saldi in stablecoin. La legislazione rappresenta il secondo pilastro fondamentale della recente spinta normativa del Congresso sulle criptovalute, dopo il framework sugli stablecoin del GENIUS Act promulgato l'anno scorso. La Camera aveva precedentemente approvato il suo stesso disegno di legge sulla struttura di mercato, il FIT21, nel 2024 con sostegno bipartitico, lasciando l'azione del Senato come l'ostacolo legislativo rimanente.
Solomon ha riconosciuto che la legislazione ha margini di miglioramento, dicendo a Politico che «come tutte le legislazioni» il disegno di legge «non è perfetto» e lascia ampio spazio al dibattito. Il suo valore centrale, ha sostenuto, risiede nella creazione di «un campo di gioco equo per rafforzare la stabilità del mercato e permettere a questi mercati di svilupparsi in modo appropriato». Solomon ha anche suggerito che il framework potrebbe attrarre più partecipanti istituzionali nei mercati delle criptovalute, una priorità strategica dichiarata per Goldman, che ha costantemente ampliato le proprie operazioni sugli asset digitali da quando l'approvazione nel 2024 degli ETF su Bitcoin spot ha aperto la strada a un maggiore coinvolgimento di Wall Street.
Divisione sul rendimento degli stablecoin
L'endorsement di Solomon lo distacca dal più ampio settore bancario, che da mesi si batte contro una disposizione in particolare: il linguaggio che disciplina il rendimento sugli stablecoin. Gli stablecoin sono token basati su blockchain progettati per mantenere un valore stabile, tipicamente ancorati in rapporto uno-a-uno al dollaro statunitense. I trader li utilizzano per entrare e uscire dalle posizioni senza accedere direttamente ai dollari, mentre altri partecipanti al mercato li impiegano per pagamenti e rimesse internazionali. Il mercato totale degli stablecoin supera ora i 250 miliardi di dollari in offerta circolante, rendendo la questione del rendimento un punto di confronto commerciale significativo.
Da anni, le società di criptovalute come Coinbase offrono premi su alcuni saldi in stablecoin, tra cui l'USDC emesso da Circle. Questi premi possono variare dal 3 al 5% APY, superando significativamente ciò che le banche offrono tipicamente sui conti di risparmio tradizionali. La pratica, ora comunemente definita rendimento degli stablecoin, è stata efficacemente codificata nella legge attraverso l'approvazione del GENIUS Act dell'anno scorso.
Le banche e i loro lobbyist a Washington combattono da allora per cambiare questa situazione, considerando il Clarity Act come l'occasione per chiudere quella che ritengono una scappatoia nella legge.
Il CEO di JP Morgan Chase Jamie Dimon è stato il critico più vocale del rendimento degli stablecoin. Durante un'intervista a Fox Business a maggio, ha sostenuto che consentire alle società di criptovalute di pagare premi su token ancorati al dollaro senza un oversight equivalente a quello bancario avrebbe conferito loro un vantaggio sleale. «Le banche non lo accetteranno in questo modo», ha detto Dimon all'epoca.
Le obiezioni del settore sono profonde. A maggio, una coalizione delle principali associazioni di categoria bancarie del Paese ha messo in guardia i senatori che un compromesso proposto sul rendimento degli stablecoin conteneva scappatoie che avrebbero permesso l'«evasione» dei limiti previsti, avvertendo che tali premi potrebbero sottrarre depositi ai prestatori tradizionali. Il CEO di Coinbase Brian Armstrong ha replicato che le banche fanno lobbying per indebolire i premi sugli stablecoin proprio perché minacciano i modelli di business basati sui depositi.
Il percorso al Senato rimane incerto
L'endorsement di Solomon arriva in un momento cruciale. I senatori repubblicani hanno fatto circolare questa settimana il testo aggiornato del disegno di legge che preserva il quadro di mercato di base aggiungendo nuove disposizioni etiche che limitano i funzionari, un linguaggio che i Democratici hanno già criticato come insufficiente per affrontare le trattative cripto del Presidente Donald Trump.
Con le dispute sul rendimento degli stablecoin e sulle disposizioni etiche ancora irrisolte, il percorso del Clarity Act attraverso il Senato rimane incerto in vista di una votazione che i parlamentari sperano di tenere prima della pausa di agosto.