Il prezzo dell'oro raggiunge i 4.255 dollari mentre i progressi diplomatici USA-Iran attenuano le aspettative di rialzo dei tassi della Fed
Punti chiave
- •I prezzi dell'oro sono saliti a circa 4.255 dollari all'oncia giovedì, registrando il maggior guadagno in un solo giorno da febbraio e toccando un massimo di sei settimane.
- •L'Iran ha indicato che un accordo con l'Oman su una rotta di navigazione attraverso lo Stretto di Hormuz era in fase di finalizzazione, e funzionari statunitensi tra cui il segretario di Stato Rubio e il segretario al Tesoro Bessent hanno confermato i progressi diplomatici.
- •La riduzione delle tensioni geopolitiche ha spinto al ribasso i prezzi del greggio e ha portato i mercati a ridimensionare le aspettative di rialzi aggressivi dei tassi da parte della Federal Reserve, rafforzando la domanda di oro.
- •La capitalizzazione di mercato dell'oro si è espansa di circa 1.300 miliardi di dollari fino a circa 30.000 miliardi di dollari durante la sessione, con il metallo che ha guadagnato oltre il 24% nell'ultimo anno.
- •L'analista indipendente EGRAG CRYPTO ha delineato due scenari per l'oro: un recupero al di sopra della media mobile esponenziale a 21 giorni potrebbe spingere i prezzi verso 4.800 dollari, mentre il mancato recupero di quel livello potrebbe portare a cali verso 3.900 dollari e potenzialmente 3.455 dollari.

I prezzi dell'oro sono balzati a circa 4.255 dollari all'oncia durante la sessione asiatica di giovedì, registrando il più forte avanzo giornaliero da febbraio e toccando un massimo di sei settimane. Il rally è giunto in un contesto di rinnovato ottimismo intorno alle negoziazioni USA-Iran che ha alleviato le preoccupazioni sull'inflazione e ridimensionato le aspettative di ulteriori aumenti dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve.
Gli investitori hanno reagito alle notizie secondo cui le discussioni volte alla riapertura dello Stretto di Hormuz stavano progredendo, spingendo la domanda per il metallo prezioso in un contesto di mutamento delle prospettive di politica monetaria. Lo Stretto di Hormuz è uno dei punti di strozzamento più critici al mondo per il transito energetico, con circa un quinto del consumo globale di petrolio che lo attraversa regolarmente, rendendo qualsiasi interruzione o risoluzione in quell'area una variabile chiave per i costi energetici e le aspettative di inflazione a livello mondiale.
Le negoziazioni sullo Stretto di Hormuz guidano il rally
L'oro ha esteso i propri guadagni dopo che l'Iran ha indicato che un accordo con l'Oman su una rotta di navigazione attraverso lo Stretto di Hormuz era in fase di "finalizzazione." Il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano Esmaeil Baghaei ha ammonito che i rischi provenienti dagli Stati Uniti e da Israele persistevano ancora per le navi che operavano nella regione.
Il presidente statunitense Donald Trump ha dichiarato che "si potrebbe raggiungere un accordo" mentre gli sforzi diplomatici continuavano. Il segretario di Stato statunitense Marco Rubio e il segretario al Tesoro Scott Bessent hanno confermato che le negoziazioni avevano fatto progressi, rafforzando le aspettative di un proseguimento del dialogo.
La riduzione delle tensioni geopolitiche ha pesato sui prezzi del greggio e ha alleviato le preoccupazioni sull'aumento dei costi energetici. I mercati hanno reagito riducendo le aspettative di un aggressivo inasprimento della politica della Federal Reserve previsto per la fine dell'anno.
La politica della Fed e i dati sul lavoro al centro dell'attenzione
Il rammollimento dei prezzi del petrolio ha attenuato le aspettative di inflazione, spingendo i trader a ridimensionare le previsioni di futuri aumenti dei tassi. Le valutazioni di mercato indicano ora meno rialzi attesi rispetto alle precedenti aspettative, offrendo un ulteriore supporto all'oro, che tende a beneficiare di un contesto di tassi di interesse più bassi. L'attrattiva dell'oro come attività non reddituale si rafforza tipicamente quando i tassi di interesse reali scendono, poiché il costo opportunità di detenere il metallo diminuisce.
L'attenzione si è spostata sul rapporto sull'occupamento statunitense di luglio, in programma per venerdì. Gli economisti prevedono che le paghe non agricole aumentino di circa 80.000 posti di lavoro, con un tasso di disoccupazione previsto stabile al 4,2%. Un rapporto sul lavoro più forte del previsto potrebbe rafforzare il dollaro statunitense e ridurre la domanda di oro, mentre una lettura più debole potrebbe consolidare le aspettative che la Federal Reserve manterrà una posizione di politica monetaria meno restrittiva.
L'Indice del Dollaro Statunitense ha scambiato vicino a 99,70 durante la sessione, offrendo supporto alle materie prime denominate in dollari, inclusi l'oro.
La capitalizzazione di mercato dell'oro si espande tra importanti traguardi tecnici
Il rally dell'oro ha incrementato la sua capitalizzazione di mercato di circa 1.300 miliardi di dollari fino a raggiungere circa 30.000 miliardi di dollari durante la sessione. Il metallo si è apprezzato di oltre il 24% nell'ultimo anno, dopo aver scambiato vicino ai 3.376 dollari all'oncia nello stesso periodo del 2025. Gli acquisti sostenuti di oro da parte delle banche centrali, in particolare da parte delle economie dei mercati emergenti che diversificano le riserve allontanandosi dal dollaro, sono stati un driver strutturale della domanda, insieme ai fattori geopolitici e di politica monetaria.
Alcuni analisti di mercato hanno identificato l'ultimo breakout come un significativo sviluppo tecnico. L'analista indipendente EGRAG CRYPTO ha osservato che l'oro era sceso al di sotto del suo canale rialzista di lungo periodo e ha delineato due scenari possibili (Fonte: X).
Secondo l'analista, il recupero del trend precedente e la chiusura al di sopra della media mobile esponenziale a 21 giorni potrebbero spianare la strada a un nuovo avanzo verso "4.800 dollari." Al contrario, il mancato recupero di quel livello potrebbe spingere i prezzi verso "3.900 dollari" prima di testare il "gap di 3.455 dollari."