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I prezzi dell'oro oscillano in vista del rapporto chiave sull'inflazione della Fed

Autore: Coincentral·

Punti chiave

  • •L'oro spot è salito dello 0,1% a 4.187,64 dollari l'oncia e i futures sono avanzati di circa l'1% a 4.219,30 dollari, ma i prezzi spot restano in calo di circa il 6% nell'ultimo mese.
  • •Gli economisti prevedono per agosto un'inflazione PCE core dello 0,3% su base mensile e del 3,3% su base annua, con il dato aggregato atteso al 3,7%, tutte cifre al di sopra dell'obiettivo della Fed del 2%.
  • •Il presidente della Fed di New York, John Williams, ha dichiarato che non vi è alcuna necessità immediata di un rialzo dei tassi a ottobre, spingendo i trader a ridurre la probabilità di un aumento al 42,6% dal 70% di inizio settimana.
  • •Sedici dei 18 membri del Federal Open Market Committee prevedono ancora almeno un ulteriore rialzo dei tassi entro quest'anno.
  • •L'oro ha trovato ulteriore supporto dal rientro dei rendimenti dei Treasury statunitensi dai massimi pluriennali e dai negoziati mediati dal Qatar tra Washington e Teheran sulla riapertura dello Stretto di Hormuz.
I prezzi dell'oro oscillano in vista del rapporto chiave sull'inflazione della Fed

L'oro è salito lievemente mercoledì, ma resta in rotta per un calo mensile, con gli investitori che trattengono il fiato in attesa di un importante rapporto sull'inflazione statunitense che potrebbe definire la prossima mossa di politica monetaria della Federal Reserve. Al centro dell'attenzione c'è l'indice dei prezzi delle spese per consumi personali core (PCE), il parametro di inflazione preferito dalla banca centrale.

L'oro spot è salito dello 0,1% a 4.187,64 dollari l'oncia, secondo Investing.com, mentre i futures sull'oro sono avanzati di circa l'1% a 4.219,30 dollari l'oncia, recuperando parte del terreno perduto dopo le recenti debolezze. Nonostante il rialzo giornaliero, l'oro spot è sceso di circa il 6% nell'ultimo mese, puntando così verso uno dei mesi mensili più deboli dell'anno.

L'attenzione sui dati sull'inflazione

La pubblicazione dell'indice PCE core è l'evento principale della settimana per i trader. Questo indicatore di inflazione, che esclude i volatili prezzi di cibo ed energia, è quello osservato più da vicino dalla Federal Reserve, e l'ultima lettura potrebbe contribuire a determinare se i funzionari procederanno con un altro rialzo dei tassi di interesse. L'indicatore è anche il metro di riferimento per l'obiettivo di inflazione della Fed del 2%, e copre un paniere di spesa delle famiglie più ampio rispetto al più noto indice dei prezzi al consumo.

osservatori di mercato seguono inoltre da vicino la traiettoria a breve termine del metallo. GLD — il ticker di SPDR Gold Shares — è uno dei maggiori ETF sull'oro con sostegno fisico e un barometro comunemente monitorato delle posizioni degli investitori sul metallo giallo. Su X, Barchart ha segnalato quello che ha definito un "momento decisivo" per l'ETF sull'oro GLD:

Gold $GLD – Make or Break Moment here 🚨 🚨 pic.twitter.com/Z1G7lOIeGW

— Barchart (@Barchart) September 29, 2026

Gli economisti si attendono che la lettura del PCE core di agosto cresca dello 0,3% su base mensile, in lieve aumento rispetto allo 0,2% di luglio. La figura complessiva del PCE è prevista in aumento dello 0,4% su base mensile, rispetto allo 0,2% del mese precedente. Su base annua, il PCE core è previsto al 3,3%, con il dato aggregato al 3,7% — entrambi in linea con il ritmo di luglio e ben al di sopra dell'obiettivo della Fed del 2%.

Letture più elevate dell'inflazione possono complicare i piani di politica monetaria della Fed. Possono inoltre incidere sull'attrattività dell'oro per gli investitori, poiché il metallo non paga interessi né dividendi.

La Federal Reserve ha alzato i tassi di interesse di un quarto di punto all'inizio del mese, nel tentativo di rallentare l'aumento dei prezzi nell'economia. Resta da chiarire se saranno necessari ulteriori rialzi entro quest'anno. Il presidente della Fed di New York, John Williams, il cui incarico comporta un voto permanente nel comitato che definisce i tassi, ha dichiarato questa settimana che non vi è alcuna necessità immediata di alzare nuovamente i tassi a ottobre, e i suoi commenti hanno indotto i trader ad abbassare sensibilmente le probabilità di un rialzo a ottobre. La probabilità è scesa al 42,6%, dal 70% di inizio settimana, secondo lo strumento CME FedWatch.

Tuttavia, la maggior parte dei funzionari della Fed non è pronta a una pausa. Dei 18 membri del Federal Open Market Committee, tutti tranne due hanno invocato almeno un ulteriore rialzo dei tassi entro quest'anno.

Rendimenti dei Treasury e fattori geopolitici

I futures sull'oro hanno guadagnato più dell'1% nelle negoziazioni europee mattutine, mentre i rendimenti dei Treasury statunitensi sono rientrati dai massimi pluriennali. Rendimenti più bassi tendono a sostenere i prezzi dell'oro, poiché riducono il costo opportunità di detenere un asset che non genera reddito.

Oltre alla politica dei tassi di interesse, l'attenzione è rivolta anche agli sviluppi in Medio Oriente. Il Qatar sta mediando negoziati tra Washington e Teheran che, secondo le segnalazioni, includono la discussione sulla riapertura dello Stretto di Hormuz, una rotta chiave per le spedizioni globali di petrolio. Per ora, però, una svolta appare improbabile. Il presidente Donald Trump ha smentito le notizie secondo cui gli Stati Uniti avrebbero offerto all'Iran un allentamento delle sanzioni, mentre l'Iran continua a spingere per le proprie condizioni.

I prezzi elevati del petrolio aggiungono un'altra pressione sull'inflazione, alimentando a loro volta le preoccupazioni per ulteriori inasprimenti da parte delle banche centrali.

I trader guardano inoltre al rapporto statunitense sulle buste paga di venerdì. Insieme ai dati PCE, contribuirà a definire le attese per la prossima decisione sui tassi della Fed.

Questo articolo è apparso originariamente su CoinCentral.