Le aspettative sui tassi globali diventano più accomodanti mentre si allentano le tensioni in Medio Oriente
Punti chiave
- •Il calo del petrolio e la riduzione delle tensioni in Medio Oriente hanno spinto i mercati ad adottare una prospettiva sui tassi più accomodante per quasi tutte le principali banche centrali.
- •La Reserve Bank of New Zealand mantiene le aspettative più alte di rialzo dei tassi implicite dal mercato, a 50 punti base entro fine anno.
- •La Federal Reserve statunitense è prezzata per 32 punti base di rialzi entro fine anno, riflettendo un equilibrio tra inflazione core elevata e indebolimento della domanda di lavoro.
- •La Bank of Japan ha registrato una rivalutazione in senso restrittivo a seguito delle osservazioni di funzionari statunitensi e giapponesi che suggeriscono un possibile allineamento delle politiche dopo l'intervento valutario.
- •I mercati anticipano una quasi certa stabilità dei tassi per la Bank of Canada e la Swiss National Bank, coerentemente con i tagli già avviati in precedenza.

Rialzi dei tassi attesi dal mercato entro fine anno
| Banca centrale | Rialzi attesi entro fine anno | Probabilità alla prossima riunione |
|---|---|---|
| RBNZ (Reserve Bank of New Zealand) | 50 bps | 85% di probabilità di un rialzo dei tassi |
| ECB (Banca centrale europea) | 33 bps | 75% di probabilità di un rialzo dei tassi |
| Fed (Federal Reserve statunitense) | 32 bps | 54% di probabilità di un rialzo dei tassi |
| BoJ (Bank of Japan) | 32 bps | 51% di probabilità di un rialzo dei tassi |
| BoE (Bank of England) | 25 bps | 79% di probabilità di nessun cambiamento |
| BoC (Bank of Canada) | 15 bps | 98% di probabilità di nessun cambiamento |
| RBA (Reserve Bank of Australia) | 13 bps | 97% di probabilità di nessun cambiamento |
| SNB (Banca nazionale svizzera) | 7 bps | 96% di probabilità di nessun cambiamento |
La settimana scorsa, il pricing di mercato
Rivalutazione più accomodante trainata dalla de-escalation in Medio Oriente e dal calo del petrolio
I mercati finanziari hanno leggermente rivisto al ribasso le aspettative sui tassi di interesse questa settimana per quasi tutte le principali banche centrali. Il cambiamento è seguito alla de-escalation delle tensioni in Medio Oriente e al crescente ottimismo su un possibile accordo tra Stati Uniti e Iran. I prezzi del petrolio sono scesi sotto gli 80 dollari al barile, contribuendo ad attenuare i timori sull'inflazione che in precedenza sostenevano aspettative di una politica monetaria più restrittiva. I costi dell'energia sono una componente importante delle misure di inflazione complessiva nelle principali economie, e prezzi del petrolio persistentemente più bassi possono ridurre la pressione sulle banche centrali affinché mantengano un orientamento restrittivo.
Tra le banche centrali monitorate, la Reserve Bank of New Zealand (RBNZ) continua a mostrare le più alte aspettative di rialzo dei tassi implicite dal mercato, pari a 50 punti base entro fine anno, con una probabilità dell'85% di un rialzo alla prossima riunione. La Banca centrale europea (ECB) segue con 33 punti base, con una probabilità del 75% di un aumento dei tassi alla prossima riunione.
La Federal Reserve statunitense e la Bank of Japan sono entrambe prezzate a 32 punti base entro fine anno, ma con probabilità diverse per la prossima riunione: 54% per la Fed e 51% per la BoJ. Per la Fed, il modesto percorso di rialzo implicito riflette un equilibrio di mercato tra un'inflazione core ancora elevata e segnali di rallentamento della domanda di lavoro nella parte finale dell'anno.
La Bank of England (BoE), la Bank of Canada (BoC), la Reserve Bank of Australia (RBA) e la Swiss National Bank (SNB) mostrano tutte aspettative di rialzo significativamente più basse, con elevate probabilità di nessun cambiamento nelle rispettive prossime riunioni. In particolare, per BoC e SNB i mercati prezzano una sostanziale certezza di tassi invariati, in linea con il fatto che entrambe hanno già iniziato a tagliare i tassi all'inizio del ciclo.
La Bank of Japan vede una rivalutazione in senso restrittivo
La Bank of Japan è stata l'unica banca centrale a registrare questa settimana una lieve rivalutazione in senso restrittivo. Il cambiamento sembra essere stato in gran parte guidato dalle osservazioni del segretario al Tesoro statunitense Bessent durante un'intervista alla CNBC. Bessent ha affermato che "it will require policy to follow up on the intervention" e ha aggiunto che "US would not have joined if it was not optimistic about Japan policies."
Il diplomatico valutario giapponese Mimura ha ulteriormente rafforzato questo segnale, affermando di aver condiviso una stessa intesa con la BoJ dopo l'intervento — un commento che potrebbe suggerire la possibilità di un'accelerazione dei rialzi dei tassi da parte della banca centrale giapponese. Le osservazioni sono significative, dato che il Giappone ha mantenuto un orientamento di politica monetaria ultra-accomodante molto più a lungo rispetto ai suoi pari globali, e gli interventi coordinati sul mercato valutario hanno storicamente richiesto un allineamento tra autorità fiscali e monetarie sulle prospettive di politica economica.