Tribunale del Ghana condanna due nigeriani a 20 anni per traffico di persone finalizzato al cybercrimine forzato
Punti chiave
- •Kingsley Ndon ed Emmanuel Akong hanno ricevuto ciascuno una condanna a 20 anni di reclusione per tratta di esseri umani, insieme a pene congiunte di 10 anni per lesioni personali.
- •I trafficanti hanno attirato cittadini nigeriani in Ghana con false promesse di impiego e hanno sfruttato il Protocollo ECOWAS sulla libera circolazione per spostare le vittime attraverso le frontiere.
- •La polizia ha salvato 11 vittime nigeriane da una proprietà a Sebrepor nell'agosto 2023, sequestrando 16 laptop e un iPad utilizzati per operazioni di frode online.
- •Le vittime sono state sottoposte a gravi abusi, tra cui essere nutrite una sola volta al giorno e picchiate con cavi di laptop e machete quando non riuscivano a soddisfare le richieste di frode.
- •UNODC e Interpol hanno identificato questo caso come parte di una tendenza più ampia di reti di tratta legate alla criminalità informatica emergenti in Africa, simili alle operazioni documentate nel Sud-est asiatico.

Un tribunale ghanese ha condannato due cittadini nigeriani a 20 anni di reclusione ciascuno dopo averli riconosciuti colpevoli di tratta di connazionali verso il paese e di averli costretti a compiere frodi online sotto minaccia di violenza.
Kingsley Ndifon, 29 anni, ed Emmanuel Akong, 25 anni, sono stati riconosciuti colpevoli di tratta di esseri umani e lesioni personali al termine di un processo completo presso il Circuit Court 'B' di Tema, presieduto dal giudice Naomi Adusei Amamiampong Kucour. Ciascuno ha ricevuto 20 anni per tratta di esseri umani e ulteriori 10 anni per lesioni personali, con le pene da scontare congiuntamente. L'accusa si è basata sull'Human Trafficking Act del Ghana del 2005 (Act 549), che criminalizza sia la tratta interna sia quella transfrontaliera e prevede pene non inferiori a cinque anni di reclusione.
Dettagli dell'operazione di tratta
Secondo un comunicato del Ghana Police Service, i due uomini hanno attirato cittadini nigeriani in Ghana con la promessa di un impiego legittimo. Al loro arrivo, le vittime subivano la confisca dei telefoni e dei documenti di identità e venivano costrette a truffare bersagli online utilizzando laptop forniti dai trafficanti. Il reclutamento sfruttava il Protocollo ECOWAS sulla libera circolazione, che consente viaggi senza visto tra gli Stati membri inclusi Nigeria e Ghana, agevolando lo spostamento delle vittime attraverso le frontiere sotto l'apparenza di migrazione volontaria.
I sospettati sono stati arrestati il 20 agosto 2023 a Sebrepor, un sobborgo di Tema, dopo che la polizia ha risposto a una chiamata di soccorso su persone trattenute contro la loro volontà. Gli agenti hanno salvato 11 cittadini nigeriani dai locali e hanno sequestrato 16 laptop e un iPad, che gli investigatori hanno descritto come il nucleo operativo del gruppo criminale.
Le vittime hanno riferito di essere nutrite una sola volta al giorno e di essere picchiate con cavi di laptop e machete quando non riuscivano a soddisfare le richieste del sindacato criminale. Diverse presentavano ferite visibili da machete, e tutti i salvati sono stati trovati denutriti e in cattive condizioni di salute.
Tendenza più ampia di tratta legata alla criminalità informatica
Il caso sottolinea uno schema emergente in cui le reti di tratta in tutta l'Africa occidentale si organizzano attorno al lavoro per la criminalità informatica anziché a forme tradizionali di sfruttamento. Questo modello, documentato anche nelle economie della frode del Sud-est asiatico, si basa sulla fornitura di hardware tecnologico unitamente alla coercizione per sostenere operazioni di frode online su larga scala. L'Ufficio delle Nazioni Unite per il Controllo della Droga e la Prevenzione del Crimine (UNODC) e Interpol hanno entrambi segnalato la crescita dei cosiddetti compound di "schiavitù informatica", dove le persone trafficate vengono rinchiuse e costrette a eseguire truffe sentimentali, frodi investmentali e altri schemi online — un fenomeno segnalato per la prima volta su larga scala in Cambogia, Myanmar e Laos, ma ora emergente anche in contesti africani.
Le autorità nigeriane e ghanesi hanno rilevato che tali casi sono più difficili da perseguire rispetto alla tratta convenzionale perché si intersecano simultaneamente con lo sfruttamento del lavoro, la migrazione transfrontaliera e la legislazione sulla criminalità informatica. L'Agenzia Nazionale per la Proibizione della Tratta di Persone della Nigeria (NAPTIP) ha ripetutamente avvertito che il reclutamento fraudolento per lavori all'estero o transfrontalieri rimane uno dei vettori di tratta più comuni per i giovani nigeriani, mentre l'Ufficio per i Reati Economici e Organizzati del Ghana (EOCO) ha dato priorità ai sindacati criminali informatici che operano nelle regioni della Grande Accra e di Ashanti.
Il Comando Regionale di Polizia di Tema ha ribadito il proprio impegno a contrastare la tratta e i reati informatici e ha invitato il pubblico a segnalare tempestivamente i casi sospetti.