NotizieCryptoLa Germania prepara una tassa fissa del 25% sui guadagni da criptovalute dal 2027

La Germania prepara una tassa fissa del 25% sui guadagni da criptovalute dal 2027

Autore: Decrypt·

Punti chiave

  • L’imposta proposta comporterebbe un’aliquota effettiva del 26,375% prima dell’imposta ecclesiastica dopo l’applicazione del contributo di solidarietà.
  • Si applicherebbe la franchigia per i risparmiatori di €1,000 e le perdite potrebbero essere compensate con i guadagni, inclusi quelli derivanti da azioni.
  • I redditi da staking e lending sarebbero classificati come redditi da capitale, mentre alcuni NFT, security token, stablecoin e token legati ad asset del mondo reale resterebbero esclusi dal regime.
  • Banche e altri fornitori inizierebbero a effettuare la ritenuta automatica nel 2028; durante i trasferimenti tra piattaforme, i clienti potrebbero essere responsabili della comunicazione dei dati di acquisizione.
La Germania prepara una tassa fissa del 25% sui guadagni da criptovalute dal 2027

Il ministero delle Finanze tedesco ha preparato una proposta di legge che introdurrebbe una tassa fissa del 25% sui profitti derivanti dalla vendita di criptovalute, indipendentemente dal periodo di detenzione degli asset. All’imposta si aggiungerebbe il contributo di solidarietà e la misura entrerebbe in vigore il 1° gennaio 2027.

La bozza di legge, preparata sotto la responsabilità del vicecancelliere e ministro delle Finanze Lars Klingbeil e visionata da Handelsblatt, si applicherebbe esclusivamente agli asset crypto acquistati il 1° gennaio 2027 o successivamente. Gli asset acquistati prima di quella data resterebbero soggetti alle regole attuali, il che significa che i detentori esistenti di Bitcoin manterrebbero l’esenzione prevista.

Welt ha riportato per prima il piano martedì, citando una bozza ministeriale datata metà agosto.

Secondo il sistema attuale tedesco, i guadagni da criptovalute sono generalmente esenti da imposte se un asset è stato detenuto per almeno 12 mesi. Il ministero delle Finanze ha stabilito questo principio nel 2022, estendendolo anche alle monete utilizzate per lo staking e il lending. I profitti derivanti dalla vendita di asset entro il periodo di 12 mesi sono tassati come reddito ordinario, con un’aliquota che può arrivare fino al 42% per i contribuenti con redditi più elevati. I critici hanno affermato che l’eliminazione della regola sul periodo di detenzione colpirebbe gli investitori di lungo termine più degli speculatori presi di mira dalla riforma proposta.

La bozza tratterebbe i guadagni da criptovalute come dividendi, profitti azionari e interessi. All’aliquota del 25% si aggiungerebbe un contributo di solidarietà pari al 5,5% dell’imposta, con un’aliquota effettiva del 26,375% prima dell’imposta ecclesiastica. Si applicherebbe la franchigia per i risparmiatori di €1,000 e le perdite potrebbero essere compensate con i guadagni, inclusi quelli derivanti da azioni.

Secondo quanto riportato da Welt sulla bozza, anche i redditi derivanti da lending e staking sarebbero classificati come redditi da capitale. NFT, security token, alcune stablecoin e alcuni token legati ad asset del mondo reale resterebbero esclusi dal regime proposto.

La ritenuta automatica inizierebbe nel 2028

Banche e altri fornitori non inizierebbero a trattenere automaticamente l’imposta prima del 2028. Da quel momento la verserebbero direttamente, come già avviene per altre forme di reddito da capitale. Il rinvio concederebbe alle piattaforme un anno per sviluppare i sistemi necessari.

Quando gli asset vengono trasferiti tra piattaforme, i fornitori potrebbero fare affidamento sui prezzi di acquisto e sulle date di acquisizione comunicati dai clienti. Se i clienti non fossero in grado di fornire tali informazioni, l’aliquota fissa si applicherebbe comunque. Il trattamento dei trasferimenti e l’assenza dei dati di acquisizione sarebbero quindi tra gli aspetti pratici da monitorare se la bozza dovesse avanzare, in particolare per i contribuenti che utilizzano più piattaforme.

La proposta afferma che gli asset crypto “rappresentano sempre più una forma di investimento patrimoniale privato” e sostiene che la riforma porrebbe fine al loro trattamento speciale come beni economici comparabili ad auto d’epoca o opere d’arte. Il ministero ha dichiarato: “È ingiusto che il reddito guadagnato con il duro lavoro e i guadagni in conto capitale siano tassati, mentre i profitti derivanti dalla speculazione con gli asset crypto restano in gran parte esenti da imposte”.

Il governo stima che la misura genererebbe €160 milioni di entrate nel 2028, in aumento fino a €350 milioni all’anno entro il 2031. La bozza è ancora nelle prime fasi di coordinamento all’interno del governo federale e potrebbe essere modificata, sebbene Unione e SPD abbiano concordato di tassare le criptovalute durante i negoziati estivi sul bilancio. L’ulteriore coordinamento governativo e lo sviluppo dei sistemi di ritenuta determineranno le modalità con cui le regole della proposta saranno infine applicate.

Fonte: Decrypt