FX Daily: Un test superato, altri quattro in attesa per il dollaro
Punti chiave
- •Le_payroll statunitensi di luglio hanno mostrato una contrazione di 20k posti di lavoro con oltre 100k di revisioni al ribasso, portando la crescita media trimestrale a soli 20k.
- •ING prevede un CPI generale di luglio allo 0,1% su base mensile rispetto al consenso dello 0,2%, potenzialmente rafforzando le prospettive di una Fed accomodante.
- •USD/JPY è tornato al range pre-payroll di 158,30–158,50, con un ritorno a 160,0 che rimane un rischio tangibile questo mese.
- •Moody's ha mantenuto il rating investment grade Baa3 della Romania con prospettiva negativa, offrendo sollievo dopo il sell-off di circa 15bp sui ROMGB a lunga scadenza della scorsa settimana.
- •La crescita del PIL polacco è stimata in accelerazione al 3,8% su base annua nel secondo trimestre, trainata dal momentum degli investimenti nonostante un rallentamento dei consumi privati.

USD: Spazio per Ulteriori Ricalcoli al Ribasso
All'inizio di agosto, la previsione di ING per nessun rialzo dei tassi della Federal Reserve quest'anno era destinata ad affrontare cinque test principali prima della riunione FOMC del 16 settembre: due rapporti sull'occupazione, due CPI e Jackson Hole. Questi eventi hanno un peso particolare perché occupazione e inflazione sono i due pilastri del doppio mandato della Fed, rendendoli gli input principali per qualsiasi decisione sui tassi. La preoccupazione era che se questi eventi non fossero riusciti a innescare un cambio di orientamento al ribasso nelle aspettative di mercato, il pricing di un rialzo a settembre superiore al 50% avrebbe potuto di per sé aumentare materialmente il rischio di un aumento, se non altro per evitare un'altra vendita di bond il giorno della riunione.
Il primo test è arrivato venerdì ed è risultato chiaramente favorevole a un orientamento più morbido e negativo per il dollaro. Come nota James Knightley, il dato negativo di -20k della_payroll non è stata l'unica preoccupazione. Oltre 100k di revisioni al ribasso portano la crescita media della_payroll a soli 20k negli ultimi tre mesi, con il settore sanità e assistenza sociale che continua a sostenere la maggior parte del peso. Nel frattempo, il calo del tasso di disoccupazione è stato determinato in larga misura da persone che hanno lasciato la forza lavoro piuttosto che aver trovato occupazione.
Il secondo test — la pubblicazione del CPI di luglio di mercoledì — dovrebbe inviare un messaggio simile, seppur meno drammatico. La previsione di ING è per un CPI generale allo 0,1% su base mensile rispetto al consenso dello 0,2%, e un CPI core allo 0,2%, in linea con il consenso.
La previsione su una Fed accomodante si sta rafforzando, e lo stesso vale per il bias ribassista sul dollaro. Nonostante il ricalcolo di venerdì, 11 punti base sono ancora pricingati per settembre, 28bp per dicembre e 40bp per aprile. Rimane ampio spazio per un ricalcolo al ribasso che possa pesare sul dollaro se la tesi del mantenimento dei tassi da parte della Fed si dimostra corretta. Oggi il calendario statunitense è vuoto, ma i mercati ascolteranno Beth Hammack, esponente di spicco dell'ala fauca della Fed.
JPY: Il Rischio di Intervento Non Basta a Contenere la Ricostruzione di Posizioni Short
Lo yen dovrebbe, in teoria, rimanere uno dei principali beneficiari di sorprese accomodanti dagli Stati Uniti, data la sua elevata sensibilità ai tassi. Il problema è la tendenza apparentemente inevitabile a ricostruire posizioni short sullo JPY dopo un episodio di intervento. Questa dinamica riflette la più ampia struttura del carry trade, in cui gli investitori prendono a prestito in yen a basso rendimento per investire in valute a rendimento più elevato — un'operazione che tende a riprendere finché il differenziale dei tassi tra Giappone e Stati Uniti rimane ampio. Né il rischio di intervento né la crescente fiducia in un rialzo della Bank of Japan a settembre — con i verbali di questa mattina leggermente più fauca — sembrano sufficienti a contrastare questa tendenza.
USD/JPY è già tornato nell'area pre-payroll di 158,30–158,50. Il percorso a venire potrebbe rimanere volatile. Un ritorno a 160,0 in qualche momento di questo mese rimane un rischio tangibile, anche se a settembre dovessero arrivare sia un rialzo della BoJ sia un mantenimento dei tassi da parte della Fed.
— Francesco Pesole
EUR: Potenziale Superamento di 1,160 Questa Settimana
L'euro sta entrando in un periodo particolarmente tranquillo per quanto riguarda i driver interni. Le principali pubblicazioni di dati di luglio sono ormai alle spalle, mentre agosto è tipicamente un mese tranquillo per le comunicazioni della Banca Centrale Europea. In ogni caso, la BCE ha già dato ai mercati una quasi-certezza riguardo a un rialzo a settembre, parte del suo continuo sforzo di riportare l'inflazione all'obiettivo del 2% dopo un prolungato ciclo di restrizione iniziato a luglio 2022.
Questo lascia EUR/USD saldamente dominato dal lato dollaro dell'equazione. Un dato CPI statunitense più morbido aumenterebbe le probabilità di un superamento di 1,160 già questa settimana. La successiva resistenza importante oltre quel livello è la media mobile a 200 giorni a 1,1630.
I modelli di fair value a breve termine stanno offrendo poche indicazioni al momento, con EUR/USD che segue ampiamente i movimenti dei tassi, delle azioni e delle materie prime. I differenziali dei tassi a breve termine hanno continuato a crescere come principale driver della coppia, il che significa che la sensibilità alla storia della Fed dovrebbe rimanere molto elevata.
— Francesco Pesole
RON: Sollievo sul Rating ma l'Inflazione Rende la NBR Cauta
Moody's ha mantenuto il rating della Romania a Baa3 con prospettiva negativa, dopo la decisione invariata di Fitch di una settimana prima. Baa3 si colloca al gradino più basso dell'investment grade, il che significa che qualsiasi declassamento spingerebbe la Romania in territorio sub-investment — un cambiamento che tipicamente aumenta i costi di finanziamento e può innescare deflussi di capitali da fondi obbligati a detenere asset di grado investibile. Questo dovrebbe offrire un certo sollievo dopo che i ROMGB hanno registrato un sell-off di circa 15bp all'estremità lunga la scorsa settimana, anche se il resto della regione ha rallyato.
Oggi, la Banca Nazionale di Romania è attesa mantenere i tassi invariati al 6,50%, e ci sono pochi motivi per un cambiamento di tono rispetto alle riunioni precedenti, con la previsione di ING che indica ancora il primo taglio dei tassi solo a gennaio 2027.
La pubblicazione più importante sarà l'inflazione generale rumena di mercoledì, dove ci si aspetta il primo netto rallentamento, con l'inflazione in calo dal 10,4% al 7,6% su base annua. Tuttavia, il declino è largamente guidato dall'effetto base, mentre le dinamiche su base mensile sono accelerate rispetto a giugno. I dati sul PIL del secondo trimestre di venerdì dovrebbero indicare solo una crescita marginale dello 0,1% su base trimestrale dopo la stagnazione del primo trimestre, accompagnata da una contrazione su base annua nel corso del primo semestre dell'anno.
EUR/RON rimane ancorato appena sotto 5,25, e ci si aspetta movimenti limitati dato che la NBR ha poco spazio per tollerare ulteriore pressione inflazionistica. Tuttavia, il sollievo per il rating invariato potrebbe sostenere un rally del leu oggi, man mano che acquirenti e operazioni di carry trade tornano sul mercato.
— Frantisek Taborsky
CEE: Settimana Ricca di Dati con Pressione dai Mercati Globali
Al di fuori del fitto calendario della Romania, il resto della settimana per i mercati CEE porta l'inflazione finale ceca di martedì, con il CPI generale atteso a una conferma all'1,7% e l'attenzione sull'inflazione core, vista invariata intorno al 2,8–2,9%.
Giovedì, la banca centrale turca pubblicherà il suo rapporto sull'inflazione, mentre la Polonia rilascerà il CPI finale, con ogni probabilità confermando il 3,0%, insieme al PIL del secondo trimestre. ING stima che la crescita del PIL polacco sia accelerata al 3,8% su base annua rispetto al 3,5% del primo trimestre 2026, nonostante un ulteriore rallentamento dei consumi privati, grazie alla spinta della crescita degli investimenti. L'inflazione core polacca di venerdì dovrebbe salire dal 3,0% al 3,1% su base annua.
I mercati CEE rimangono principalmente guidati dalle notizie globali, un pattern coerente con lo status della regione di blocco economico piccolo e aperto, in cui valute e tassi sono fortemente influenzati dall'appetito per il rischio esterno, dai prezzi dell'energia e dalla politica monetaria dell'eurozona. Senza progressi nei colloqui USA-Iran durante il weekend, ci si aspetta un'apertura mista, soprattutto dopo il rally dei tassi regionali di venerdì a seguito dei dati sull'occupazione statunitense. Prezzi del petrolio più alti potrebbero innescare qualche correzione, mentre il restringimento dei differenziali dei tassi della scorsa settimana potrebbe mettere sotto pressione le valute CEE.
EUR/CZK rimane al centro dell'attenzione dopo aver chiuso sopra 24,250 venerdì, in linea con la previsione di ING successiva alla riunione della Banca Nazionale Ceca, sebbene si veda ancora un rischio al rialzo vicino a 24,300.
— Frantisek Taborsky
Fonte: ING