NotizieCryptoLa Commissione Finanze francese avanza pene da 10.000 € per criptovalute non dichiarate oltre 100.000 €

La Commissione Finanze francese avanza pene da 10.000 € per criptovalute non dichiarate oltre 100.000 €

Autore: CryptoMeter io·

Punti chiave

  • •La Commissione Finanze dell'Assemblea Nazionale francese ha approvato l'emendamento I-CF821, che obbligherebbe i privati a dichiarare le criptovalute detenute in autocustodia per un valore di almeno 100.000 € (circa 112.000 $), con sanzioni fino a 10.000 € in caso di omessa dichiarazione.
  • •L'obbligo di dichiarazione proposto coprirebbe gli asset digitali detenuti in wallet personali al di fuori dei fornitori di servizi crypto regolamentati, con rilevanza basata sul valore totale delle disponibilità al 31 dicembre di ogni anno, e non vieterebbe l'autocustodia né imporre trasferimenti sugli exchange.
  • •L'emendamento cita dati del 2021 che mostrano 3,5 miliardi di € di plusvalenze su criptovalute accanto a 400 milioni di € di criptovalute dichiarate, cifre che il documento segnala misurare categorie diverse di attività finanziarie e non direttamente confrontabili con le imposte non pagate.
  • •La norma sulla dichiarazione è una delle diverse disposizioni fiscali sugli asset digitali avanzate dalla Commissione, insieme a misure sulla tassazione delle stablecoin, sulle perdite da trading di criptovalute e su un exit tax per determinati titolari che si trasferiscono all'estero.
  • •La misura non è ancora legge: la Commissione ha respinto la sezione entrate del bilancio proposto per il 2027 e il dibattito sulle disposizioni in materia di entrate è previsto all'Assemblea Nazionale per il 13 ottobre 2026.
La Commissione Finanze francese avanza pene da 10.000 € per criptovalute non dichiarate oltre 100.000 €

La Commissione Finanze dell'Assemblea Nazionale francese ha approvato una proposta che obbliga i privati a dichiarare le criptovalute detenute in autocustodia per un valore di almeno 100.000 € (circa 112.000 $), con sanzioni fino a 10.000 € in caso di omessa dichiarazione degli asset soggetti a obbligo. La misura non è ancora diventata legge e dovrà superare ulteriori ostacoli parlamentari prima di entrare in vigore.

La proposta, identificata come emendamento I-CF821, introdurrebbe nuovi obblighi di dichiarazione nel Codice Generale delle Imposte francese. Riguarda le criptovalute detenute direttamente dai privati al di fuori dei fornitori di servizi crypto regolamentati, includendo Bitcoin e altri asset digitali conservati in wallet personali.

Cosa richiederebbe la proposta di norma sulla dichiarazione delle criptovalute

Secondo l'emendamento, i titolari interessati dovrebbero dichiarare le proprie criptovalute in base al loro valore totale al 31 dicembre di ogni anno. L'obbligo riguarda gli asset detenuti senza intermediario, anziché le criptovalute gestite tramite servizi di custodia regolamentati. Le sanzioni per la mancata presentazione della dichiarazione potrebbero arrivare a 10.000 €. La norma non vieterebbe i wallet in autocustodia né costringerebbe gli investitori a trasferire i propri asset sugli exchange di criptovalute.

Poiché l'obbligo si basa sul valore totale al 31 dicembre di ogni anno, la valutazione di fine anno determinerebbe se un titolare supera la soglia di dichiarazione di 100.000 € in un dato anno; le criptovalute in autocustodia al di sotto di tale livello resterebbero fuori dall'ambito della proposta di obbligo di dichiarazione.

I legislatori a sostegno della proposta sostengono che una maggiore trasparenza aiuterebbe le autorità fiscali francesi a individuare gli asset digitali non dichiarati e a contrastare la possibile evasione fiscale. L'emendamento cita i risultati di un'inchiesta parlamentare sulla tassazione dei patrimoni elevati. Secondo il documento, le plusvalenze su criptovalute hanno raggiunto 3,5 miliardi di € nel 2021, mentre i contribuenti hanno dichiarato 400 milioni di € in criptovalute quell'anno. Tali cifre misurano categorie diverse di attività finanziarie e non rappresentano importi direttamente confrontabili imposte non pagate.

La Francia valuta riforme fiscali più ampie sulle criptovalute

La proposta di dichiarazione fa parte di un dibattito più ampio sulla tassazione delle criptovalute in Francia. La Commissione Finanze ha inoltre approvato altri emendamenti riguardanti la tassazione delle stablecoin, le perdite da trading di criptovalute e un exit tax mirato a determinati titolari di asset digitali che si trasferiscono all'estero. La norma sulla dichiarazione delle criptovalute in autocustodia non è quindi una misura isolata, ma una delle diverse disposizioni fiscali sugli asset digitali che avanzano nello stesso iter di bilancio.

Il processo legislativo rimane incerto. La Commissione ha successivamente respinto la sezione entrate del bilancio proposto per il 2027, il che significa che gli emendamenti sulle criptovalute richiederanno ulteriori esami durante i lavori parlamentari. Il dibattito sulle disposizioni in materia di entrate del bilancio è previsto per il 13 ottobre 2026 all'Assemblea Nazionale, e i legislatori dovranno ottenere le approvazioni necessarie prima che una qualsiasi delle misure proposte possa diventare legge.

Per gli investitori in criptovalute, la priorità immediata è distinguere tra un emendamento approvato in Commissione e un requisito legale effettivamente in vigore. I titolari di portafogli significativi in autocustodia dovrebbero seguire l'iter legislativo prima di trarre conclusioni sui propri futuri obblighi di dichiarazione.