NotizieMacroL'artista di "Running Away Balloon" fa causa al generatore di meme AI per i template pubblicitari

L'artista di "Running Away Balloon" fa causa al generatore di meme AI per i template pubblicitari

Autore: Decrypt·

Punti chiave

  • Saflor ha depositato il reclamo il 1 luglio presso la U.S. District Court for the Central District of California.
  • La causa sostiene che Memes Apps abbia venduto l'accesso a “Running Away Balloon” come template agli abbonati paganti di Memes.ai.
  • Il reclamo contesta una violazione diretta, contributiva e vicaria del copyright, invece di contestare l'addestramento di un modello AI.
  • Memes.ai propone piani di abbonamento per brand, agenzie e marketer e afferma che gli annunci generati possono essere usati per scopi commerciali, inclusa la pubblicità a pagamento.
  • Saflor chiede un'ingiunzione permanente, il rendiconto dei profitti, la restituzione delle somme e i danni statutari.
L'artista di "Running Away Balloon" fa causa al generatore di meme AI per i template pubblicitari

L'artista filippino Elmer Saflor ha fatto causa a Memes Apps, la società dietro Memes.ai, per quella che, secondo lui, sarebbe stata la vendita del suo fumetto come template pubblicitario.

Il reclamo contesta violazione diretta, contributiva e vicaria del copyright e chiede un'ingiunzione oltre ai profitti della piattaforma.

A differenza dei casi Stability AI e Midjourney, la controversia non riguarda il modo in cui un modello è stato addestrato.

Un fumettista filippino ha citato in giudizio la società dietro il generatore pubblicitario AI Memes.ai, sostenendo che abbia venduto l'accesso al suo fumetto più noto come template per la pubblicità. Elmer Saflor, noto anche come "Superelmer", ha depositato il reclamo il 1 luglio presso la U.S. District Court for the Central District of California, affermando che Memes Apps offriva "Running Away Balloon" — una striscia in due vignette da lui registrata nel 2024 — agli abbonati paganti.

Nel fumetto originale, pubblicato su Facebook nell'aprile 2017, una figura grigia stilizzata allunga la mano verso un palloncino etichettato "opportunities", mentre un personaggio rosa contrassegnato come "shyness" lo trattiene.

Memes.ai si rivolge a brand, agenzie e marketer, con piani di abbonamento da $40 a $199 al mese e quote fino a 1,000 meme ads. Secondo il reclamo, il sito informa i clienti che gli annunci generati "are yours to use for your business", anche nella pubblicità a pagamento. Questo colloca il caso in un più ampio insieme di controversie sul copyright relative a come gli strumenti AI impacchettano e distribuiscono opere creative, anche quando il reclamo di fondo non riguarda l'addestramento del modello.

La maggior parte delle cause intentate dagli artisti contro le società AI si concentra sul fatto che l'acquisizione di opere per addestrare un modello rientri nel fair use, la questione che ha alimentato il contenzioso su Stability AI e Midjourney dal 2023. Il deposito di Saflor non solleva questa domanda. Sostiene invece la riproduzione ordinaria e l'esposizione al pubblico, affermando che l'opera era inserita nella libreria dei template sotto il proprio nome ed era ricercabile da qualsiasi abbonato.

Il reclamo si richiama anche al marketing della stessa Memes.ai per sostenere che la violazione fosse intenzionale. Sostiene che la società invita i clienti a "fire your ad agency" — agenzie che concedono in licenza i contenuti che utilizzano — mentre rivendica il copyright sul proprio sito web.

Saflor chiede un'ingiunzione permanente, il rendiconto dei profitti e la restituzione delle somme, oltre ai danni statutari. Il Copyright Act limita tali danni a $150,000 per opera in caso di violazione intenzionale. L'artista ha detto ad Ars Technica che il suo obiettivo principale è ottenere la discovery e sollevare "broader questions about how AI-powered platforms use creators' work".

Lo studioso di diritto di Internet Eric Goldman ha detto alla testata tecnologica che una decisione contro Memes Apps potrebbe avere effetti su ogni generatore di meme. Ha citato una sentenza della corte federale d'appello del 2024 secondo cui la campagna di Steve King aveva violato il meme "Success Kid" usandolo in post di raccolta fondi; Goldman ha interpretato quella decisione come un'indicazione che l'uso dei meme nelle inserzioni pubblicitarie non è protetto. Nella causa di Saflor, tuttavia, il bersaglio è il fornitore e non l'inserzionista, un aspetto che, secondo Goldman, potrebbe creare "a whole host of other legal dilemmas".