NotizieMacroLa Fed di Paulson afferma che il voto sui tassi 'non è stato una decisione combattuta', cita un'inflazione ancora elevata

La Fed di Paulson afferma che il voto sui tassi 'non è stato una decisione combattuta', cita un'inflazione ancora elevata

Autore: ForexLive·

Punti chiave

  • •Paulson ha affermato che il recente voto di politica monetaria del FOMC non è stato una decisione combattuta e ha espresso un fermo sostegno al mantenimento dell'attuale orientamento sui tassi.
  • •Ha stimato l'inflazione di fondo tra il 2,4 e il 2,8 percento, che rimane significativamente al di sopra dell'obiettivo del 2 percento della Federal Reserve.
  • •Le imprese non riescono apparentemente a trasferire gli aumenti di costo ai consumatori, segnalando un indebolimento del potere di determinazione dei prezzi e un potenziale segnale disinflazionistico.
  • •Paulson ha individuato il boom degli investimenti nell'intelligenza artificiale e i guadagni dei mercati azionari come fattori contrapposti che potrebbero sostenere la domanda e complicare il percorso verso un'inflazione più bassa.
  • •Ha descritto l'attuale mercato del lavoro come un ambiente con basse assunzioni e bassi licenziamenti, in cui sia le assunzioni che i licenziamenti sono rallentati rispetto ai cicli precedenti.
La Fed di Paulson afferma che il voto sui tassi 'non è stato una decisione combattuta', cita un'inflazione ancora elevata

Il funzionario della Federal Reserve Paulson ha dichiarato in un'intervista a CNBC che il recente voto di politica monetaria è stato inequivocabile, sottolineando che l'inflazione rimane troppo alta e che la banca centrale deve intervenire se i progressi si arrestano. Le dichiarazioni arrivano in un momento in cui il Federal Open Market Committee ha mantenuto invariato il tasso di riferimento dei fondi federali a seguito del ciclo di stretta aggressiva iniziato nel 2022, quando l'inflazione ha raggiunto un picco superiore al 9 percento.

Dichiarazioni chiave di Paulson su CNBC:

  • L'inflazione è troppo alta e la Fed intende farla scendere.
  • Questo è un periodo complesso per la politica monetaria.
  • L'ambiente attuale è un'economia con "basse assunzioni e bassi licenziamenti".
  • Gli operatori economici che fissano i prezzi hanno indicato di non sentirsi in grado di trasferire gli aumenti di costo ai consumatori.
  • Paulson sta valutando questo segnale disinflazionistico rispetto al boom dell'intelligenza artificiale e alla solidità dei mercati azionari.
  • Mantiene una mentalità aperta sulla direzione futura della politica dei tassi.
  • Sul recente voto: "Per me, il voto non è stato una decisione combattuta."
  • Prevede un'inflazione di fondo nella fascia 2,4–2,8%.
  • Se l'inflazione non mostrerà ulteriori progressi, la Fed dovrà intervenire.

Le dichiarazioni di Paulson evidenziano la tensione tra i segnali di raffreddamento delle pressioni sui prezzi a livello dei consumatori e le condizioni finanziarie più ampie che rimangono favorevoli alla crescita. La sua osservazione che le imprese faticano a trasferire gli aumenti di costo suggerisce un indebolimento del potere di determinazione dei prezzi, una dinamica che la Fed monitora attentamente per individuare prove che l'inflazione stia convergendo verso l'obiettivo del 2%. Con un'inflazione di fondo stimata al 2,4–2,8%, le pressioni sui prezzi rimangono significativamente al di sopra di tale obiettivo, anche se l'inflazione generale è diminuita in modo sostanziale rispetto al picco.

Allo stesso tempo, Paulson ha osservato che i guadagni nei mercati azionari e l'impennata degli investimenti in corso nell'intelligenza artificiale rappresentano fattori contrapposti che potrebbero sostenere la domanda e complicare il percorso disinflazionistico. La descrizione dell'economia come caratterizzata da "basse assunzioni e bassi licenziamenti" indica un mercato del lavoro con un ricambio ridotto, in cui sia le assunzioni che i licenziamenti sono rallentati rispetto ai cicli precedenti, una dinamica che può moderare le pressioni salariali senza produrre l'aumento della disoccupazione tipico delle fasi recessive più profonde.

La valutazione di Paulson secondo cui il voto non è stato una decisione combattuta segnala un impegno fermo verso l'attuale orientamento di politica monetaria e suggerisce una propensione limitata, almeno tra alcuni partecipanti al FOMC, per tagli dei tassi nel breve termine in assenza di ulteriori progressi sull'inflazione. La sua disponibilità a intervenire se le pressioni sui prezzi dovessero arrestarsi sottolinea che il percorso della politica dipenderà dai dati in arrivo, in particolare sull'inflazione e sulle condizioni del mercato del lavoro, nei prossimi mesi.