I PMI definitive dell'Eurozona confermano la crescita più forte in oltre tre anni mentre le pressioni sui prezzi si intensificano
Punti chiave
- •I dati definitivi dei PMI dell'Eurozona hanno confermato che il settore privato è cresciuto a settembre al ritmo più rapido in circa 41 mesi, con l'indice dei servizi a 53,0 e l'indice composito a 53,1.
- •La ripresa è stata generalizzata, con la produzione in accelerazione sia nella manifattura sia nei servizi, e con tutti e cinque i paesi che riportano dati compositi che registrano un'espansione per la prima volta da novembre dell'anno scorso.
- •L'inflazione dei costi di input e dei prezzi di output è accelarata bruscamente a settembre, sebbene entrambe siano rimaste al di sotto dei massimi raggiunti a maggio.
- •I prezzi al consumo nell'Eurozona sono saliti lo scorso mese a quasi il 4%, ben al di sopra dell'obiettivo del 2% della Banca Centrale Europea, mantenendo la pressione sui responsabili politici riguardo a ulteriori aumenti dei tassi.
- •Le stime del sondaggio implicavano una crescita del PIL trimestrale di circa lo 0,4%, e una pressione inflazionistica sostenuta insieme a una crescita resiliente potrebbe essere a sostegno dell'euro e dei rendimenti obbligazionari europei.

Il settore privato dell'Eurozona ha chiuso il terzo trimestre con la sua espansione più forte in oltre tre anni, secondo i dati definitivi degli indici dei responsabili degli acquisti (PMI) di settembre, anche se le pressioni su costi e prezzi hanno continuato ad accelerare.
Il PMI definitivo dei servizi dell'Eurozona si è attestato a 53,0 a settembre, invariato rispetto alla stima preliminare e in aumento rispetto a 51,6 di agosto. Il PMI composito definitivo, che comprende manifattura e servizi, è stato confermato a 53,1, in linea con la lettura flash e rispetto al precedente 52,0.
Espansione Generalizzata
I dati definitivi hanno riconfermato le stime preliminari, che mostravano un'attività del settore privato in aumento al ritmo più rapido in quasi tre anni e mezzo. Le condizioni della domanda hanno continuato a migliorare durante settembre, completando un intero trimestre di crescita e portando il ritmo di aumento a un massimo di 41 mesi.
La ripresa è stata generalizzata: la produzione è cresciuta a ritmi più sostenuti sia nell'industria manifatturiera sia nei servizi alla fine del terzo trimestre. Lo stesso schema si è riflettero a livello nazionale, con tutti e cinque i paesi per i quali erano disponibili dati compositi dei PMI che hanno registrato un'espansione — la prima volta da novembre dell'anno scorso.
I Segnali Inflazionistici Complicano il Quadro
Le pressioni sui prezzi, tuttavia, hanno continuato a intensificarsi a settembre. L'inflazione dei costi di input e dei prezzi addebitati è accelarata bruscamente durante il mese, sebbene entrambe siano rimaste al di sotto dei massimi recenti raggi a maggio.
L'accelerazione continuerà a destare preoccupazioni per la Banca Centrale Europea (BCE) sul fronte dell'inflazione, dopo che i prezzi al consumo sono già saliti lo scorso mese a quasi il 4% — ben al di sopra dell'obiettivo inflazionistico del 2% della BCE. I mercati stanno ora valutando se anche l'inflazione core, che esclude i volatili prezzi di energia e alimentari, inizierà a sua volta ad accelerare. In tal caso, sarebbe più difficile per la BCE trattare l'attuale episodio come principalmente uno shock energetico.
Cosa Misurano i Dati
Il PMI dei servizi traccia l'attività economica nel settore dei servizi dell'area euro, mentre il PMI composito combina servizi e manifattura per offrire un indicatore più ampio dell'attività economica del settore privato. Una lettura superiore a 50 indica espansione, mentre qualsiasi valore inferiore a 50 segnala una contrazione.
I dati arrivano in due fasi ogni mese: una stima preliminare ("flash") basata sulle prime risposte ai sondaggi, seguita da una lettura definitiva che incorpora l'intero set di risposte. A settembre, i dati definitivi hanno confermato le stime flash, lasciando intatti sia i segnali di crescita sia quelli sui prezzi.
Perché È Importante per i Mercati
I sondaggi PMI sono tra i primi indicatori mensili delle performance dell'economia dell'Eurozona — in contrapposizione al PIL, che viene riportato solo trimestralmente. I dati flash di settembre sono stati particolarmente rilevanti perché suggerivano una crescita in accelerazione anziché in rallentamento, con il sondaggio che stimava risultati coerenti con una crescita del PIL trimestrale di circa lo 0,4%.
Come si Inserisce nel Quadro Economico Più Ampio
Il quadro che emerge è sempre più quello di una crescita più forte accompagnata da una pressione inflazionistica più intensa. L'attività economica è migliorata sia nella manifattura sia nei servizi a settembre, i nuovi ordini si sono rafforzati e l'occupazione è lievemente aumentata. Allo stesso tempo, le imprese hanno segnalato aumenti più rapidi di costi e prezzi di vendita.
Quindi, invece di una crescita più debole che aiuta la BCE a contenere l'inflazione, gli ultimi dati suggeriscono che l'economia sta rettendo relativamente bene anche mentre le pressioni sui prezzi si accumulano.
Potenziale Impatto sui Mercati
Una lettura definitiva più forte, in particolare se accompagnata da ulteriori prove di prezzi in aumento, rafforzerebbe le attese che la BCE possa dover inaspirire ulteriormente la politica monetaria. Ciò sarebbe generalmente a sostegno dell'euro e potrebbe esercitare una pressione al rialzo sui rendimenti obbligazionari europei. Trattandosi però di stime definitive, servirebbe una sorpresa di notevole entità per muovere materialmente i mercati; altrimenti, l'impatto immediato essere in larga parte trascurabile.
La rilevanza attuale per i mercati rimane elevata: la BCE è stretta tra una crescita economica resiliente e un rinnovato accelarsi dell'inflazione, il che significa che i dati PMI alimentano direttamente il dibattito su ulteriori aumenti dei tassi. Il prossimo round di dati sull'inflazione dell'Eurozona sarà osservato per verificare se i segnali sui prezzi del sondaggio saranno confermati dalle letture ufficiali.