NotizieAzioniI mercati europei chiudono per lo più in rialzo nonostante l'aumento dei rendimenti obbligazionari; le azioni USA scendono sui dati positivi del mercato del lavoro

I mercati europei chiudono per lo più in rialzo nonostante l'aumento dei rendimenti obbligazionari; le azioni USA scendono sui dati positivi del mercato del lavoro

Autore: ForexLive·

Punti chiave

  • Le azioni europee sono avanzate in modo diffuso nonostante i rendimenti obbligazionari più alti, con solo il FTSE 100 britannico in calo tra i principali indici regionali.
  • Le azioni USA sono scese con il Dow in calo di 377 punti, sotto pressione per i rendimenti dei Treasury in rialzo e l'aumento dei prezzi del petrolio in seguito a dati solidi sul mercato del lavoro.
  • L'Iran sta esaminando una proposta per limitare il transito attraverso lo Stretto di Hormuz per le navi legate a USA, Israele e altre nazioni considerate ostili, sebbene il piano non sia stato formalmente approvato.
  • Le domande iniziali di sussidio di disoccupazione sono rimaste a un livello storicamente basso di 199.000, segnalando una continua resilienza del mercato del lavoro che potrebbe mantenere la Federal Reserve cauta sui tagli aggressivi dei tassi.
  • Il greggio WTI ha registrato un rialzo del 3,86% a 77,97 dollari al barile mentre le crescenti tensioni in Medio Oriente hanno aggiunto un premio per il rischio geopolitico ai mercati energetici.
I mercati europei chiudono per lo più in rialzo nonostante l'aumento dei rendimenti obbligazionari; le azioni USA scendono sui dati positivi del mercato del lavoro

I mercati azionari europei hanno chiuso la seduta per lo più in territorio positivo, scrollandosi di dosso un nuovo rialzo dei rendimenti obbligazionari sovrani. Italia e Spagna hanno guidato l'avanzata, mentre il FTSE 100 britannico è stato l'unico grande indice a chiudere in calo. La divergenza tra la resilienza azionaria e l'aumento dei rendimenti sottolinea la misura in cui le aspettative di crescita regionale e le prospettive sugli utili aziendali stanno attualmente compensando condizioni finanziarie più restrittive per le azioni europee.

Mentre i trader europei concludevano la giornata, le azioni USA sono finite sotto pressione. I rendimenti dei Treasury sono saliti bruscamente in seguito a dati sul mercato del lavoro più forti del previsto, e i prezzi del greggio sono saliti tra le crescenti tensioni in Medio Oriente. La combinazione ha presentato agli investitori una duplice preoccupazione: l'evidenza che un mercato del lavoro statunitense robusto potrebbe mantenere la Federal Reserve cauta su tagli dei tassi aggressivi, insieme a un nuovo premio per il rischio geopolitico nei mercati energetici.

L'Iran sta valutando un piano strategico che rafforzerebbe significativamente il controllo sul transito attraverso lo Stretto di Hormuz. La proposta vieterebbe il passaggio alle navi associate a Stati Uniti, Israele e altri paesi considerati ostili, imponendo anche restrizioni alle navi che trasportano merci legate ad azioni contro l'Iran o i suoi alleati. Il piano prevede inoltre potenziali sanzioni finanziarie e confische di carichi per i trasgressori, con le autorità iraniane e i militari che assumerebbero un ruolo più ampio nella gestione della navigazione e della sicurezza. È importante notare che il piano è ancora in fase di revisione da parte di esperti e non è ancora stato formalmente approvato o implementato, il che significa che la sua portata finale e le tempistiche rimangono incerte. Lo Stretto di Hormuz è uno dei punti di transito petrolifero più critici al mondo, con circa un quinto del consumo globale di petrolio che lo attraversa regolarmente, motivo per cui qualsiasi potenziale interruzione della navigazione in quell'area ha ripercussioni sui mercati energetici globali.

Chiusure dei Mercati Azionari Europei

  • DAX tedesco: +0,06%
  • CAC 40 francese: +0,35%
  • FTSE 100 britannico: -0,19%
  • IBEX 35 spagnolo: +0,62%
  • FTSE MIB italiano: +0,44%

Rendimenti di Riferimento Europei a 10 Anni

I rendimenti di riferimento europei a 10 anni sono saliti su tutta la linea, riflettendo un rialzo globale dei tassi che persiste mentre gli investitori rivalutano il ritmo del previsto allentamento della politica monetaria su entrambe le sponde dell'Atlantico.

  • Germania: 3,148%, +4,3 bps
  • Francia: 3,942%, +4,6 bps
  • Regno Unito: 4,953%, +5,8 bps
  • Spagna: 3,593%, +4,2 bps
  • Italia: 3,956%, +7,7 bps

Azioni USA

Le azioni USA hanno chiuso in calo, con il Dow a guidare i ribassi mentre gli investitori digerivano dati più forti sul mercato del lavoro, prezzi del petrolio più alti per le crescenti tensioni in Medio Oriente e un netto rialzo dei rendimenti dei Treasury.

  • Dow Jones Industrial Average: -377 punti (-0,69%)
  • S&P 500: -20 punti (-0,26%)
  • Nasdaq Composite: -53,5 punti (-0,20%)
  • Russell 2000: -0,28%
  • Nasdaq 100: -127,8 punti (-0,43%)

Rendimenti dei Treasury USA

I rendimenti dei Treasury sono saliti lungo tutta la curva, con le scadenze a breve e medio termine che hanno registrato i maggiori guadagni dopo che i dati economici della giornata hanno rafforzato le aspettative di una persistente resilienza del mercato del lavoro. I movimenti riflettono una continua ricalibrazione delle aspettative riguardo alle tempistiche e all'entità dei potenziali tagli dei tassi della Federal Reserve, con dati più solidi su crescita e mercato del lavoro che spingono i mercati a prezzare un percorso di allentamento meno aggressivo.

  • 2 anni: 4,243%, +6,4 bps
  • 3 anni: 4,304%, +7,0 bps
  • 5 anni: 4,391%, +6,7 bps
  • 7 anni: 4,528%, +6,5 bps
  • 10 anni: 4,674%, +5,7 bps
  • 20 anni: 5,222%, +4,8 bps
  • 30 anni: 5,211%, +3,8 bps

Materie Prime e Criptovalute

Il greggio ha esteso il suo rally, mentre i metalli preziosi sono finiti sotto pressione a causa dei rendimenti più alti che pesano sulle attività privi di interessi.

  • Greggio WTI: 77,97 dollari, +3,86%
  • Oro: -0,55%
  • Argento: -1,80%
  • Bitcoin: -0,06%

Dati Economici

Sul fronte economico, le domande iniziali di sussidio di disoccupazione sono aumentate di soli 1.000 a 199.000 nell'ultima settimana, mantenendo i richieste al di sotto della soglia chiave dei 200.000 e rafforzando l'idea che i licenziamenti rimangano limitati. Domande a questi livelli sono storicamente basse e indicano un mercato del lavoro che è rimasto più stretto rispetto ai tipici periodi post-recessione. Le domande continue sono aumentate a 1,801 milioni, ma nel complesso il mercato del lavoro continua a mostrare resilienza nonostante i segnali di un rallentamento delle assunzioni altrove.

La produttività non agricola del secondo trimestre è aumentata dell'1,4% su base annualizzata, sostenuta da una produzione più forte e una crescita modesta delle ore lavorate. Allo stesso tempo, i costi del lavoro unitari sono aumentati solo dell'1,3%, suggerendo che le pressioni salariali rimangono relativamente contenute. La combinazione di una produttività in miglioramento e una crescita moderata dei costi del lavoro è uno sviluppo positivo per le prospettive dell'inflazione, poiché una maggiore produttività consente alle aziende di assorbire gli aumenti salariali senza dover aumentare i prezzi in modo così aggressivo.

Infine, le scorte all'ingrosso di giugno sono aumentate dello 0,2%, indicando che le aziende hanno continuato a ricostruire le riserve. Tuttavia, le vendite all'ingrosso sono scese del 3,0% durante il mese, spingendo il rapporto scorte-vendite a 1,19. La combinazione di scorte in aumento e vendite più deboli indica una domanda più debole e potrebbe pesare moderatamente sulla produzione futura se la tendenza dovesse persistere.