NotizieMacroLe azioni europee chiudono per lo più in calo mentre i titoli USA salgono grazie ai risultati di Nvidia e Salesforce; funzionari Fed ed ECB mantengono toni restrittivi

Le azioni europee chiudono per lo più in calo mentre i titoli USA salgono grazie ai risultati di Nvidia e Salesforce; funzionari Fed ed ECB mantengono toni restrittivi

Autore: ForexLive·

Punti chiave

  • •Il CAC francese è sceso dell’1,68%, mentre il DAX tedesco ha guadagnato lo 0,27% e anche Regno Unito, Spagna e Italia hanno chiuso in calo.
  • •I rendimenti benchmark a 10 anni sono saliti in Germania, Francia, Spagna e Italia, mentre il gilt britannico è sceso.
  • •Il dollaro USA si è indebolito contro la maggior parte delle principali valute, con il dollaro australiano a guidare i rialzi.
  • •Le azioni USA sono salite dopo che Nvidia è avanzata di circa l’8% e Salesforce è balzata di circa il 19% sui risultati trimestrali.
  • •I verbali BCE hanno mostrato sostegno unanime al mantenimento dei tassi, ma i responsabili hanno affermato che un altro rialzo potrebbe essere necessario se l’inflazione resta elevata.
Le azioni europee chiudono per lo più in calo mentre i titoli USA salgono grazie ai risultati di Nvidia e Salesforce; funzionari Fed ed ECB mantengono toni restrittivi

Con i trader di Londra ed europei che si avviavano verso la chiusura, le azioni europee hanno terminato per lo più in ribasso, con vendite osservate nella maggior parte dei principali mercati. Il CAC francese ha guidato i ribassi con una flessione dell’1,68%, mentre i titoli italiani, spagnoli e britannici hanno chiuso anch’essi sotto pressione. Il DAX tedesco è stato l’unico punto positivo, riuscendo a mettere a segno un modesto guadagno dello 0,27%.

Il movimento è arrivato in un contesto di rendimenti sovrani più solidi e di un orientamento di politica monetaria più restrittivo negli Stati Uniti, dove gli investitori reagivano a una nuova serie di utili, dati economici e commenti delle banche centrali. Questa combinazione ha mantenuto il tema della sensibilità ai tassi al centro dell’attenzione per gli asset europei, anche se la performance azionaria della regione è rimasta più mista a livello di indice.

Chiusure azionarie europee:

  • DAX tedesco: +0,27%
  • CAC francese: -1,68%
  • FTSE 100 britannico: -0,79%
  • Ibex spagnolo: -0,93%
  • FTSE MIB italiano: -1,17%

Nel mercato obbligazionario europeo, i rendimenti benchmark a 10 anni sono saliti per lo più nonostante la debolezza delle azioni. I rendimenti tedeschi e francesi hanno guidato il movimento, salendo rispettivamente di 1,4 e 1,3 punti base. Il Regno Unito ha rappresentato l’eccezione, con il rendimento del gilt decennale in calo di 1,3 punti base.

Rendimenti più alti sono rilevanti per il quadro azionario perché possono continuare a esercitare pressione sui settori sensibili alle valutazioni, soprattutto quando gli investitori stanno ancora valutando per quanto tempo le banche centrali manterranno una politica restrittiva. Per ora, il mercato dei tassi europeo sta riflettendo questa incertezza di politica monetaria più direttamente del mercato azionario.

Rendimenti europei a 10 anni:

  • Germania: 3,251%, +1,4 punti base
  • Francia: 4,101%, +1,3 punti base
  • Regno Unito: 5,029%, -1,3 punti base
  • Spagna: 3,704%, +1,0 punto base
  • Italia: 4,078%, +1,0 punto base

Nel mercato valutario, il dollaro USA ha scambiato per lo più in ribasso contro le principali valute. Il dollaro australiano ha guidato i rialzi, seguito dai dollari canadese e neozelandese. Anche euro, yen e franco svizzero sono risultati leggermente più forti, mentre la sterlina britannica è stata l’unica grande valuta a scambiare lievemente in calo contro il biglietto verde.

Dollaro USA rispetto alle principali valute:

  • Dollaro australiano: +0,39%
  • Dollaro canadese: +0,14%
  • Dollaro neozelandese: +0,12%
  • Franco svizzero: +0,24%
  • Euro: +0,02%
  • Yen giapponese: +0,02%
  • Sterlina britannica: -0,01%

Nel mercato azionario statunitense, i principali indici sono saliti, sostenuti dai forti guadagni post-utili di Nvidia e Salesforce. Nvidia è salita di circa l’8% dopo un altro trimestre forte con risultati superiori alle attese e guidance al rialzo, mentre Salesforce è balzata di circa il 19%. Questi guadagni hanno fornito un sostegno particolarmente forte agli indici Nasdaq, a forte componente tecnologica.

Indici azionari USA:

  • Dow Industrial Average: +167 punti, o +0,31%
  • S&P 500: +49,33 punti, o +0,64%
  • Nasdaq Composite: +336,79 punti, o +1,29%
  • Russell 2000: +11,67 punti, o +0,39%
  • Nasdaq 100: +310,43 punti, o +1,06%

Nel mercato del debito statunitense, i rendimenti dei Treasury sono scesi moderatamente lungo tutta la curva mentre i trader assimilavano gli ultimi dati economici e i commenti restrittivi dei funzionari Fed. Il petrolio greggio quota in rialzo di $0.35 a $82.57.

Dati USA: deficit commerciale più ampio, mercato del lavoro stabile

Sul fronte economico, il deficit commerciale USA di beni è salito a $118.80 miliardi, ben oltre la stima di $99.0 miliardi. Il deficit più ampio indica un possibile freno del commercio netto alla crescita del PIL nel terzo trimestre.

I dati sul mercato del lavoro sono rimasti stabili. Le richieste iniziali di sussidio di disoccupazione sono risultate pari a 203,000, al di sotto della stima di 208,000. Le richieste restano storicamente basse e mostrano pochi segnali di un aumento dei licenziamenti. Tuttavia, il mercato del lavoro più ampio continua a rientrare nella definizione di “no fire, no hire”: le aziende in generale trattengono i lavoratori, ma la domanda di assunzioni resta contenuta.

Interventi Fed con toni restrittivi

Beth Hammack, presidente della Cleveland Fed, votante FOMC nel 2026 e fautrice di un orientamento restrittivo, ha affermato che “now is the time to act”, aggiungendo di non considerare l’attuale politica della Fed restrittiva. Hammack ha detto che l’inflazione è rimasta persistentemente sopra il target e ha avvertito che il pubblico potrebbe perdere fiducia nel ritorno dell’inflazione al 2%. Ha inoltre osservato che la sua stima del tasso neutrale è più alta di quella di alcuni altri funzionari della Fed.

Austan Goolsbee, presidente della Chicago Fed, ha detto che la sua principale preoccupazione nel breve termine è che l’inflazione non sia stata riportata sotto controllo. Ha descritto l’attuale mercato del lavoro a basse assunzioni e bassi licenziamenti come insolito, ma ha affermato che l’economia, nel complesso, resta stabile. Goolsbee ha inoltre avvertito che la pressione politica sulla Fed lo mette “on edge”, osservando che l’ingerenza politica nelle banche centrali porta generalmente a un’inflazione più alta.

Verbali BCE: pausa unanime, bias verso ulteriori strette

I verbali della riunione BCE hanno mostrato un sostegno unanime al mantenimento invariato dei tassi di interesse. I responsabili delle politiche monetarie hanno ritenuto appropriata una pausa data l’incertezza sull’impatto inflazionistico dello shock energetico.

I membri hanno concordato che i rischi inflazionistici restano orientati al rialzo, sebbene l’inflazione di fondo resti contenuta e le aspettative di inflazione di lungo periodo siano ancorate. La BCE rivaluterà il quadro a settembre, dopo aver ricevuto proiezioni aggiornate e ulteriori informazioni su inflazione, salari e crescita.

Pur non avendo preimpegnato alcuna decisione, i membri hanno concordato in generale che un altro rialzo dei tassi sarebbe probabilmente necessario a meno che le prospettive sull’inflazione non migliorino in modo significativo. Anche l’economia dell’area euro è rimasta più resiliente del previsto nonostante il conflitto in Medio Oriente, i prezzi energetici più elevati e l’incertezza elevata, lasciando i prossimi dati su salari, crescita e inflazione al centro del prossimo dibattito di politica monetaria.

Dimitar Radev, membro del Consiglio direttivo BCE, ha parlato in precedenza e ha affermato che le riunioni di ottobre e dicembre restano “live” per ulteriori strette. Ha avvertito che attendere prove chiare di effetti di secondo round dell’inflazione potrebbe far rimanere la BCE indietro rispetto alla curva.

Radev ha descritto un tasso di riferimento del 2.5% come approssimativamente neutrale, ma ha sottolineato che le decisioni future dipenderanno dai dati economici in arrivo, dalle proiezioni aggiornate e dall’impatto di condizioni finanziarie più restrittive. I suoi commenti hanno un tono restrittivo, sebbene si sia fermato prima di impegnarsi per ulteriori aumenti oltre settembre. Ciononostante, ci sono state segnalazioni da "sources" secondo cui la BCE alzerà i tassi a settembre.

In calendario

Il Tesoro USA metterà all’asta $44B di note a 7 anni alle 1 PM. Le emissioni a cedola a 2 e 5 anni hanno incontrato una domanda superiore alla media (valutazione B+).

Si avvicina il discorso di Warsh della Fed a Jackson Hole domani alle 10 AM.