NotizieMacroI mercati si consolidano in attesa del rapporto NFP Usa mentre le vendite al dettaglio dell'Eurozona calano dell'0,7%

I mercati si consolidano in attesa del rapporto NFP Usa mentre le vendite al dettaglio dell'Eurozona calano dell'0,7%

Autore: Investinglive·

Punti chiave

  • •I mercati europei si sono consolidati in una seduta tranquilla il 6 novembre, con l'attenzione concentrata sul prossimo rapporto sulla occupazione non agricola Usa che orienta le aspettative sulla politica della Federal Reserve.
  • •Le vendite al dettaglio dell'Eurozona sono calate dello 0,7% su base mensile a settembre, ben sotto il calo previsto dello 0,1%, con la Germania che ha registrato la maggiore flessione al 2,0% e i dati che segnalano una domanda dei consumatori in indebolimento senza alterare le prospettive di politica della BCE.
  • •L'esponente della Fed Williams ha detto che l'economia Usa resta notevolmente resiliente con un mercato del lavoro stabile e non ha indicato urgenza nell'aggiustare i tassi, favorendo un atteggiamento di attesa mentre si raccolgono più dati.
  • •Il vice responsabile della sicurezza iraniana ha detto che Teheran richiede passi concreti da Washington anziché garanzie scritte prima di riprendere i negoziati, con la tensione che comporta il rischio di nuove operazioni militari Usa pur mantenendo contenuto il ribasso del petrolio.
  • •Nei mercati, il greggio WTI è salito dello 0,43% a 90,92 dollari, l'oro è sceso dello 0,54% a 4.064 dollari, lo S&P 500 ha guadagnato lo 0,29% a 7.405, il rendimento del Tesoro Usa a 10 anni è salito di 2 punti base al 4,86% e Bitcoin è avanzato dello 0,14% a 76.072 dollari.
I mercati si consolidano in attesa del rapporto NFP Usa mentre le vendite al dettaglio dell'Eurozona calano dell'0,7%

I mercati europei si sono consolidati in una seduta tranquilla venerdì (6 novembre), con un flusso di notizie limitato e poche pubblicazioni di dati mentre gli operatori attendevano il rapporto sulla occupazione non agricola (NFP) degli Stati Uniti. Il dato NFP, la rilevazione mensile sulle assunzioni e la disoccupazione americane, è tra i punti dati più seguiti del calendario economico perché orienta le aspettative sulla politica della Federal Reserve, ed è stato il fulcro di una seduta per il resto povera di contenuti.

Fotografia dei mercati

  • Petrolio greggio WTI: +0,43% a 90,92 dollari
  • Oro: -0,54% a 4.064 dollari
  • Valute: USD in testa, NZD in coda
  • S&P 500: +0,29% a 7.405
  • Rendimento del Tesoro americano a 10 anni: +2 punti base al 4,86%
  • Bitcoin: +0,14% a 76.072 dollari

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Le vendite al dettaglio dell'Eurozona deludono le previsioni

L'unico dato di rilievo della seduta è stato il rapporto sulle vendite al dettaglio dell'Eurozona. A settembre le vendite al dettaglio sono calate dello 0,7% su base mensile, sotto le previsioni di un calo dello 0,1%, mentre la crescita annua è rallentata allo 0,4% dall'0,8%. Il calo è stato trainato soprattutto dai prodotti non alimentari, anche se le vendite di alimenti, bevande e tabacco si sono indebolite. La Germania, la maggiore economia dell'eurozona, ha registrato il maggior calo mensile, con vendite in flessione del 2,0%.

Le vendite al dettaglio sono un indicatore diretto della spesa delle famiglie in beni, quindi il dato peggiore delle previsioni offre una lettura tempestiva dello stato dei consumi nell'area euro. I numeri indicano una domanda dei consumatori in indebolimento, in un contesto di prezzi dell'energia elevati e tassi di interesse più alti. Non modificano, tuttavia, le prospettive di politica monetaria della Banca Centrale Europea, poiché la banca centrale resta concentrata principalmente sull'inflazione. Le rilevazioni mensili a venire mostreranno se la debolezza di settembre sia un episodio isolato o parte di un indebolimento più ampio della spesa.

Williams della Fed: economia americana notevolmente resiliente

L'esponente della Federal Reserve Williams ha descritto l'economia americana come notevolmente resiliente, con una crescita più robusta e un mercato del lavoro stabile. Ha osservato che le pressioni inflazionistiche legate ai dazi si sono in gran parte esaurite, che i costi dell'energia si stanno evolvendo come previsto e che le aspettative inflazionistiche di lungo periodo restano ancorate, con una crescita dei salari coerente con l'obiettivo della Fed del 2%. Williams è apparso a proprio agio con l'attuale scenario economico, non ha visto urgenza nell'aggiustare i tassi di interesse e ha favorito un approccio di attesa mentre la Fed raccoglie ulteriori informazioni. Quella pazienza incornicia anche l'attenzione del mercato sul rapporto NFP: con la politica monetaria in pausa in attesa di dati aggiuntivi, il dato sull'occupazione Usa è il prossimo input programmato nella valutazione economica della Fed.

L'Iran mette in dubbio gli impegni diplomatici Usa

Il vice responsabile del massimo organo di sicurezza iraniano ha dichiarato alla televisione di Stato che Teheran resta scettica sugli impegni diplomatici americani, insistendo sul fatto che le garanzie scritte non bastano e che Washington deve compiere passi concreti prima che i negoziati possano riprendere. L'Iran chiede prove pratiche delle intenzioni Usa invece di affidarsi alle promesse.

La ricostruzione suggerisce che l'Iran stia cercando di sfruttare i risultati delle elezioni di metà mandato americane e voglia che gli Stati Uniti accettino tutte le sue condizioni. Ha anche segnalato il rischio che tale posizione possa spingere Trump a ordinare nuove operazioni militari. La tensione è osservata ben oltre il tavolo dei negoziati: come nota la copertura delle materie prime di investingLive, finora l'incertezza USA-Iran ha contenuto il ribasso del petrolio mentre i mercati attendono nuovi sviluppi.