Wood Mackenzie avverte che le scorte di gas europeo potrebbero scendere sotto il 70% prima dell'inverno 2026/27
Punti chiave
- •Le scorte di gas europeo si attestano a circa il 54% a fine luglio, ben al di sotto dell'obiettivo normativo UE del 90% per il 1° novembre e della media stagionale quinquennale.
- •I prezzi spot del GNL sono aumentati di oltre il 50% da metà giugno a oltre €60/MWh, con il gas che si dimostra più sensibile del petrolio all'interruzione dello Stretto di Hormuz.
- •Non sono previsti nuovi approvvigionamenti significativi di GNL per 9-12 mesi, poiché non si prevede che la capacità qatarota torni prima del secondo semestre del 2027.
- •Le economie asiatiche emergenti affrontano una distruzione della domanda a causa degli elevati costi del GNL, mentre le nazioni più ricche possono assorbire meglio i prezzi più alti.
- •Il mercato globale del GNL potrebbe non riequilibrarsi prima del 2028, e interruzioni geopolitiche prolungate potrebbero ridurre sia la durata sia la portata del previsto eccesso di offerta.

L'ultima analisi di Wood Mackenzie avverte che i livelli storicamente bassi delle scorte di gas europeo, aggravati dalle rinnovate interruzioni nello Stretto di Hormuz — attraverso cui transita circa un quinto dell'offerta globale di GNL — hanno spinto i prezzi spot oltre il 50% sopra i minimi di giugno e messo a rischio la sicurezza degli approvvigionamenti per l'inverno 2026/27.
Tre pressioni stanno convergendo simultaneamente. Le scorte in tutta Europa si attestano a poco sopra il 50%, un livello storicamente basso per fine luglio e ben al di sotto della traiettoria necessaria per raggiungere l'obiettivo normativo UE del 90% di riempimento entro il 1° novembre. La domanda asiatica di GNL è tornata ai livelli del 2025 nonostante il calo dei volumi qatarioti — essendo il Qatar uno dei tre maggiori esportatori di GNL al mondo — intensificando la competizione con l'Europa per i carichi disponibili. Nel contempo, ci si aspetta una crescita limitata dei nuovi approvvigionamenti di GNL nei prossimi 12 mesi, poiché non si prevede che gli sviluppi qatarioti tornino a piena capacità prima del secondo semestre del 2027.
In uno scenario ipotetico ottimistico — che assuma il raggiungimento della piena capacità operativa da parte del Qatar entro fine settembre, esclusi i treni danneggiati — l'analisi di Wood Mackenzie suggerisce che le scorte europee raggiungerebbero al massimo il 75% entro il 1° novembre. La media quinquennale per quella data è del 90%. Qualora lo Stretto rimanesse chiuso per altri due mesi, le scorte scenderebbero sotto il 70%, i prezzi aumenterebbero ulteriormente e alcune economie asiatiche emergenti già messe a dura prova dagli elevati costi del GNL subirebbero una distruzione della domanda.
"Gli scarsi inventari europei, la forte domanda asiatica e la limitata crescita dei nuovi approvvigionamenti di GNL garantiscono quasi prezzi elevati per tutto questo inverno e fino al 2027," ha dichiarato Massimo Di Odoardo, Vice President, Gas and LNG Research presso Wood Mackenzie.
I principali risultati dell'analisi includono:
- L'Europa affronta un deficit strutturale delle scorte in vista dell'inverno 2026/27. Le scorte a poco sopra il 54% sono storicamente basse per fine luglio. Anche nello scenario migliore, l'Europa entra nella stagione di riscaldamento al 75% della capacità contro una media quinquennale del 90%.
- I prezzi spot sono aumentati di oltre il 50% dal 12 giugno e sono scambiati sopra i €60/MWh (US$20/mmbtu). Il gas si sta dimostrando più sensibile del petrolio all'interruzione.
- Il divario di offerta non si colmerà rapidamente. Non sono previsti nuovi approvvigionamenti significativi di GNL nei prossimi 9-12 mesi, con la nuova capacità qatarota non operativa prima del secondo semestre del 2027.
- Alcune economie asiatiche emergenti affrontano una distruzione della domanda, non solo pressioni sui prezzi. Le nazioni più ricche possono assorbire i costi; i mercati a basso reddito no.
- Il mercato del GNL potrebbe riequilibrarsi solo a partire dal 2028. Interruzioni prolungate o nuovi rischi geopolitici potrebbero ridurre sia la durata sia la portata del previsto eccesso di offerta globale di GNL.
Implicazioni per l'Europa
La situazione attuale non è analoga a quella del 2022. I prezzi non sono tornati ai record registrati dopo che l'invasione russa dell'Ucraina ha eliminato gli principali approvvigionamenti via gasdotto, e i continui investimenti nella capacità rinnovabile europea da allora hanno ridotto l'esposizione del mercato elettrico. Tuttavia, l'Europa si sta avvicinando al territorio della crisi energetica. Le alternative a breve termine al gas sono limitate, e l'UE affronta un calcolo difficile: procedere contemporaneamente con la proposta di divieto di tutte le importazioni di GNL russo da gennaio 2027 e con normative più stringenti sulle emissioni di metano potrebbe vincolare la flessibilità delle importazioni proprio nel momento in cui l'Europa ne ha più bisogno. Con circa due mesi rimanenti nella tradizionale stagione di accumulo, la finestra per colmare il divario delle scorte prima del picco della domanda di riscaldamento si sta restringendo.
L'industria globale del gas è pronta a riunirsi a Gastech 2026 a Bangkok a settembre, dove la resilienza degli approvvigionamenti dovrebbe definire l'agenda.
Fonte: Wood Mackenzie