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EUR/USD riconquista le medie mobili chiave mentre il rimbalzo prende forza, ma il mercato obbligazionario ha l'ultima parola

Autore: ForexLive·

Punti chiave

  • •EUR/USD è salito a 1,1260, il massimo in poco più di una settimana, dopo essere sceso a 1,1114 nella reazione immediata al report CPI statunitense più caldo del previsto di mercoledì.
  • •La coppia è tornata sopra entrambe le medie mobili a 100 e 200 ore per la prima volta in cinque settimane, segnando uno spostamento nello slancio di breve termine.
  • •Gli acquirenti stanno confrontandosi con la resistenza al retracciamento di Fibonacci del 23,6% del ribasso da agosto a ottobre vicino a 1,1254, con obiettivi successivi intorno a 1,1275-80 e nella zona 1,1340-50 presso il retracciamento del 38,2%.
  • •Un brusco rientro dei rendimenti del Tesoro USA ha sostenuto la coppia insieme a un dollaro più debole, ma con i rendimenti decennali ancora sopra il 5% e l'inflazione rigida, l'analisi interpreta il rimbalzo come una pausa piuttosto che un'inversione di tendenza decisiva.
  • •Lo spread tra rendimenti franco-tedeschi si collocava intorno a 138 punti base, non lontano dal massimo di 150 punti base raggiunto due settimane fa, mantenendo le preoccupazioni fiscali francesi come potenziale fonte di rinnovata pressione sull'euro.
EUR/USD riconquista le medie mobili chiave mentre il rimbalzo prende forza, ma il mercato obbligazionario ha l'ultima parola

Le ultime settimane sono state piuttosto dolorose per gli acquirenti di EUR/USD, ma la coppia sembra finalmente stia virando — ironia della sorte, proprio dopo i dati sull'inflazione statunitense più caldi del previsti emersi dai report CPI e PPI di questa settimana. EUR/USD è salito a 1,1260 nel corso della giornata, il massimo in poco più di una settimana. In quanto coppia valutaria più scambiata sul mercato dei cambi, EUR/USD è seguita da vicino come barometro delle fortune economiche relative di Stati Uniti ed eurozona.

La reazione immediata al report CPI statunitense di mercoledì ha visto la coppia scendere a un minimo di 1,1114 prima di orchestrare un rimbalzo significativo nelle ultime sedute. Con questa ripresa in corso, anche il quadro tecnico ha iniziato a risultare più incoraggiante per gli acquirenti, un cambiamento notevole dopo il recente periodo di pressione al ribasso. I dati sull'inflazione come CPI e PPI contano per le valute perché alimentano le aspettative sulla politica dei tassi di interesse della Federal Reserve, uno dei principali motori della direzione del dollaro.

In modo significativo, EUR/USD è tornata sopra entrambe le medie mobili a 100 ore (linea rossa) e 200 ore (linea blu) per la prima volta in cinque settimane. Questo segna uno spostamento importante nello slancio di breve termine, particolarmente considerando come i due livelli chiave abbiano ripetutamente limitato i tentativi di rialzo durante il recente declino.

Prima di esultare troppo per un'ulteriore corsa al rialzo, tuttavia, c'è ancora del lavoro da fare. Gli acquirenti stanno attualmente confrontandosi con la resistenza offerta dal retracciamento di Fibonacci del 23,6% del ribasso da agosto a ottobre, collocato intorno a 1,1254. I livelli di retracciamento di Fibonacci, calcolati come frazioni dell'oscillazione precedente, sono ampiamente seguiti dai trader tecnici come potenziali zone in cui un trend può arrestarsi o invertirsi. Una rottura decisa sopra quel livello richiamerebbe quindi i massimi di inizio mese, intorno a 1,1275-80. Oltre si estende la zona intorno a 1,1340-50, dove nelle vicinanze si colloca il retracciamento di Fibonacci del 38,2% a 1,1341.

La coppia ha decisamente l'aria di voler prendere fiato, ma restano numerosi ostacoli tecnici da superare prima di confermare uno spostamento più marcato del sentiment di trading. Alla luce della situazione, [l'analisi](https://investinglive.com/forex/is-eur-usd-finally-turning-the-corner-or-is-this-just-another-false-dawn sostiene che ciò che sta accadendo assomiglia più a una pausa per l'euro che a un'inversione di tendenza decisiva — e la motivazione, secondo il report, sta nel mercato obbligazionario.

Il brusco rientro dei rendimenti del Tesoro USA dai massimi recenti — un movimento esaminato in un'analisi grafica correlata — ha contribuito ad alleggerire la pressione sulla coppia mentre anche il dollaro torna un po' indietro. Il rendimento decennale del Tesoro, che funge da riferimento per i costi di finanziamento statunitensi e punto di riferimento chiave per i mercati globali, è al centro di questa dinamica. Ma con i rendimenti decennali ancora sopra il 5%, come nota l'analisi, il contesto macro di fondo non è esattamente cambiato. L'inflazione resta per lo più rigida, e un nuovo aumento dei rendimenti potrebbe facilmente compromettere la ripresa di EUR/USD.

Anche l'Europa non è esente dai propri problemi. Le preoccupazioni fiscali in Francia restano una minaccia persistente, in particolare se lo spread tra rendimenti franco-tedeschi dovesse allargarsi nuovamente. Il divario tra i costi di finanziamento sovrani francesi e tedeschi è un indicatore standard dello stress fiscale all'interno dell'eurozona, ed è per questo che i trader lo tengono sotto stretta osservazione. Lo spread si mantenava intorno a 138 punti base nella giornata, non troppo lontano dal massimo di 150 punti base raggiunto due settimane fa. Se le tensioni dovessero ravvivarsi, ciò potrebbe rapidamente esercitare una nuova pressione sulla moneta unica.

Tenendo conto di tutto ciò, i grafici sembrano dare all'euro un po' di respiro su cui lavorare per il momento. Alla fine, però, è il mercato obbligazionario ad avere l'ultima parola sul fatto che il rimbalzo possa trasformarsi in qualcosa di più costruttivo.