NotizieMacroL'Europa punta a chiudere nelle reti Starlink con nuove regole sullo spettro satellitare

L'Europa punta a chiudere nelle reti Starlink con nuove regole sullo spettro satellitare

Autore: CryptoBriefing·

Punti chiave

  • •La proposta della Commissione Europea, datata 27 maggio 2026, dividerebbe la banda MSS a 2 GHz in una sezione per l'uso governativo dell'UE tramite IRIS², una per i nuovi operatori commerciali UE e una aperta a tutti gli operatori, inclusi attori extra-UE come Starlink.
  • •Secondo il piano, due terzi della banda sarebbero riservati agli operatori europei e alluso governativo, lasciando a Starlink la competizione per il solo terzo restante.
  • •Le licenze attuali detenute dalle società statunitensi Viasat ed EchoStar scadranno a maggio 2027, offrendo ai regolatori un'occasione programmata per ridefinire l'accesso alla banda.
  • •Deutsche Telekom, Orange, Telefónica e Vodafone hanno dichiarato il 19 ottobre 2026 che potrebbero mettere in comune risorse per garantire congiuntamente lo spettro e vendere servizi satellitari direct-to-device all'ingrosso in tutta Europa.
  • •L'ambasciatore USA presso l'UE ha avvertito di possibili ritorsioni «devastanti» se il piano danneggia le aziende americane, e SpaceX ha avvisato che la proposta potrebbe degradare il servizio satellitare in Ucraina e creare rischi di interferenza a livello mondiale.
L'Europa punta a chiudere nelle reti Starlink con nuove regole sullo spettro satellitare

I regolatori europei hanno aperto un nuovo fronte contro Starlink — e l'arma non è una causa legale, ma un piano per lo spettro.

Una proposta della Commissione Europea dividerebbe una porzione preziosa di frequenze satellitari in modo che le aziende e i governi europei ricevano accesso prioritario. SpaceX, l'azienda di Elon Musk che gestisce Starlink, rimarrebbe ad attendere ciò che resta.

Lo spettro da dividere

Al centro della disputa c'è la banda dei servizi mobili satellitari a 2 GHz, nota nel settore come banda MSS. L'uso di queste frequenze è riservato agli operatori autorizzati, e attualmente solo due aziende ne detengono le chiavi: le società statunitensi Viasat ed EchoStar. Le loro licenze scadranno a maggio 2027. Tale scadenza offre ai regolatori un momento programmato per ridefinire chi avrà accesso in futuro, invece di rinnovare semplicemente i diritti esistenti.

La banda ha un peso particolare per la connettività direct-to-device, o D2D — la capacità di un satellite di comunicare direttamente con uno smartphone comune, senza torre di terra intermedia. La tecnologia è diventata una frontiera contesa tra le industrie satellitare e delle telecomunicazioni, e lo spettro adatto è la risorsa scarsa che decide chi può competervi — e, per gli utenti, quali reti i loro telefoni possono raggiungere via satellite.

Secondo la proposta della Commissione, datata 27 maggio 2026, la banda verrebbe divisa in tre parti:

  • Una riservata all'uso governativo, attraverso IRIS², la costellazione satellitare pianificata dall'UE.
  • Una destinata ai nuovi operatori commerciali stabiliti nell'UE.
  • Una aperta a tutti gli operatori, compresi gli attori extra-UE come Starlink.

Con questi calcoli, due terzi della banda rimarrebbero riservati agli operatori europei e all'uso governativo. Starlink potrebbe competere per il terzo restante — ma al fianco di tutti gli altri.

I giganti delle telecom si schierano, e Washington spinge contro

Gli operatori europei già iniziato a organizzarsi. Il 19 ottobre 2026, Deutsche Telekom, Orange, Telefónica e Vodafone hanno dichiarato che potrebbero mettere in comune risorse per puntare insieme ai diritti sullo spettro. Il piano in discussione è offrire servizi D2D all'ingrosso in tutta Europa: gli operatori garantirebbero congiuntamente le frequenze e poi venderebbero l'accesso satellitare-telefono, invece di costruire ciascuno un proprio sistema da zero.

Washington ha reagito con fermezza. L'ambasciatore USA presso l'UE ha messo in guardia da possibili ritorsioni «devastanti» qualora il piano finisse per danneggiare le aziende americane — con SpaceX l'azienda evidentemente in mente.

SpaceX, dal canto suo, ha avvertito che la proposta UE potrebbe degradare la qualità del servizio satellitare in luoghi come l'Ucraina. La società ha anche avvisato che le modifiche potrebbero creare rischi di interferenza in tutto il mondo. L'obiezione si basa sul funzionamento dello spettro satellitare: i segnali attraversano i confini, quindi le decisioni sulle frequenze prese in una regione si fanno sentire nelle altre.

Perché l'Europa vuole la propria corsia

L'obiettivo più ampio è l'indipendenza strategica. L'UE vuole un'alternativa autonoma a Starlink, e riservare spettro agli operatori locali è la leva più rapida di cui dispone. Costruire satelliti richiede anni e capitali enormi; scrivere regole sullo spettro richiede una proposta e un voto. Bruxelles sta usando lo strumento che controlla mentre IRIS² fa strada verso la realtà. La costellazione è intesa a dare al blocco una propria capacità di comunicazioni sovrana, e il piano sullo spettro estende quella logica al mercato commerciale D2D.

Cosa significa per i protagonisti coinvolti

Per SpaceX, il rischio è di essere esclusa da un mercato ampio e ricco per via di politiche, non di prodotto. Starlink può ancora competere per il terzo aperto della banda, ma partire con un terzo dell'accesso mentre i rivali godono di corsie protette è una posizione di partenza difficile.

Anche Viasat ed EchoStar si trovano in una posizione scomoda. Le loro licenze attuali scadono a maggio 2027, e il nuovo quadro favorisce chiaramente i nuovi arrivati basati nell'UE.

Tre sviluppi meritano attenzione da qui in poi. Primo, se la proposta della Commissione sopravvive intatta alle negoziazioni con gli Stati membri dell'UE o viene attenuata sotto la pressione statunitense. Secondo, se Deutsche Telekom, Orange, Telefónica e Vodafone trasformeranno i loro colloqui esplorativi in un'offerta congiunta formale. Terzo, se SpaceX escalerà i suoi avvertimenti su Ucraina e interferenze fino a una contestazione formale.