L’UE approva il 21° pacchetto di sanzioni contro la Russia, ampliando le restrizioni su crypto e finanza
Punti chiave
- •Il 21° pacchetto di sanzioni dell’UE aggiunge restrizioni su 94 istituzioni finanziarie russe e sulla Moscow Exchange.
- •Le misure prendono di mira ulteriori piattaforme di criptovalute e 20 società finanziarie e crypto non UE legate a operazioni russe.
- •Il tetto al prezzo del petrolio russo trasportato via mare resterà congelato a $44.10 al barile per i prossimi 12 mesi.
- •Per la prima volta, l’UE sanzionerà le navi coinvolte in servizi di trasporto e logistica collegati alle esportazioni di petrolio russo.
- •Le importazioni di LNG russo nell’UE saranno vietate a partire dal 1° gennaio.

L’Unione Europea ha approvato il suo 21° pacchetto di sanzioni contro la Russia, aumentando la pressione sul sistema finanziario russo e sull’industria degli asset digitali, ampliando al tempo stesso le restrizioni sugli exchange crypto collegati all’elusione delle sanzioni. Le misure sono l’ultimo intervento di una campagna sanzionatoria prolungata iniziata dopo l’invasione su vasta scala dell’Ucraina da parte della Russia, mentre il blocco continua a cercare di chiudere i canali di elusione emersi nei precedenti round. Secondo Reuters, gli inviati degli Stati membri dell’UE hanno raggiunto l’accordo dopo diversi round di discussioni.
Restrizioni ampliate su crypto e banche
Il nuovo pacchetto sanziona 94 istituzioni finanziarie russe ed estende le restrizioni alla Moscow Exchange. L’Unione Europea ha inoltre ampliato le sanzioni su ulteriori piattaforme di criptovalute che avevano consentito a entità sanzionate di continuare a svolgere operazioni finanziarie dopo le precedenti restrizioni.
Le misure si estendono a 20 società finanziarie e crypto non UE che sarebbero state coinvolte in servizi finanziari collegati a operazioni russe. Gli asset digitali sono stati un focus ricorrente nell’applicazione delle sanzioni occidentali, poiché autorità di regolamentazione, tra cui la Financial Action Task Force, hanno segnalato lacune nella conformità crypto transfrontaliera che possono indebolire le restrizioni bancarie tradizionali. L’UE ha dichiarato che questo passo contribuirà a limitare i canali di pagamento transfrontalieri che potrebbero compromettere le sanzioni esistenti.
Le nuove norme aumentano inoltre la pressione sui Virtual Asset Service Providers (VASPs) che operano al di fuori della Russia. Sono presi di mira in modo specifico i fornitori che offrono rotte di scambio per capitali russi, il che potrebbe comportare maggiori obblighi di conformità per le imprese che interagiscono con entità sanzionate.
Queste azioni si basano sul 20° pacchetto di sanzioni adottato nell’aprile 2026, che ha imposto restrizioni più ampie sui fornitori di servizi crypto con sede in Russia e ha vietato la stablecoin RUBx, il rublo digitale della Banca Centrale di Russia e il token A7A5. Il nuovo pacchetto rafforza le regole esistenti anziché sostituirle.
La responsabile della politica estera dell’UE, Kaja Kallas, ha descritto l’accordo come il “più grande pacchetto di sanzioni dell’UE in 4 anni”, contenente 218 nuove designazioni di banche, società, navi e altre entità legate alla Russia. Ha dato l’annuncio su X:
We have agreed on the 21st sanctions package against Russia. It delivers sweeping measures targeting Moscow's financial system, its military-industrial complex and energy sector, that keep Russia's war economy running. We are hitting Putin where it hurts most: cutting off the… — Kaja Kallas (@kajakallas) July 23, 2026
Tetto al prezzo del petrolio congelato, nel mirino la flotta ombra
Il pacchetto include sanzioni energetiche significative. Il tetto dell’UE al prezzo del petrolio russo trasportato via mare, parte di un meccanismo guidato dal G7 introdotto alla fine del 2022 per limitare i ricavi da esportazione della Russia mantenendo al contempo i flussi di approvvigionamento globali, resterà a $44.10 al barile per i prossimi 12 mesi. La presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen ha dichiarato che il congelamento è pensato per impedire alla Russia di approfittare di “improvvisi cambiamenti del mercato”.
Un’altra misura chiave prende di mira la cosiddetta flotta ombra della Russia, una rete di petroliere datate che operano al di fuori dei sistemi occidentali di assicurazione marittima e tracciamento, assemblata da Mosca per trasportare petrolio oltre la portata dell’applicazione delle regole del G7. Per la prima volta, l’Unione Europea imporrà sanzioni alle navi coinvolte in servizi di trasporto e logistica collegati alle esportazioni di petrolio russo, hanno dichiarato i funzionari.
Durante i negoziati è stato discusso anche il gas naturale liquefatto (LNG) russo. La Grecia ha sostenuto che vietare i servizi di trasferimento di LNG russo comporterebbe principalmente una perdita di affari, più che una perdita di reddito, per i russi. Tuttavia, l’UE ha annunciato che le importazioni di LNG russo saranno comunque vietate a partire dal 1° gennaio. La Grecia, uno dei maggiori operatori di metaniere LNG in Europa, compete con altri importanti mercati dello shipping, tra cui Giappone, Cina e Stati Uniti. Un funzionario dell’UE ha osservato che gli Stati membri erano stati uniti nel sostenere la Grecia durante i colloqui e ha espresso l’auspicio di ricevere lo stesso sostegno in futuro.
Il 21° pacchetto di sanzioni rappresenta l’ultimo tentativo dell’UE di rafforzare l’applicazione finanziaria contro la Russia. Il blocco sta lavorando per chiudere le lacune nel proprio regime sanzionatorio aggiungendo più banche alla lista delle sanzioni, prendendo di mira le navi e congelando il tetto al prezzo del petrolio per esercitare ulteriore pressione sull’economia russa. Con il divieto sul LNG destinato a entrare in vigore all’inizio del prossimo anno, i mercati energetici europei e gli operatori dello shipping osserveranno come le misure si tradurranno in applicazione concreta.