NotizieCryptoLa Commissione Europea avvia una consultazione mirata in vista della revisione MiCA prevista per il 2027

La Commissione Europea avvia una consultazione mirata in vista della revisione MiCA prevista per il 2027

Autore: CoinLineup·

Punti chiave

  • La Commissione Europea ha lanciato una consultazione mirata su MiCA per informare una revisione prevista per il 2027, affrontando lacune regolamentari specifiche anziché perseguire una revisione completa del quadro esistente.
  • Gli emittenti cripto non europei sono sottoposti a un controllo particolare, poiché la revisione esamina quali entità possono accedere al mercato dell'UE e quali condizioni regolamentari si applicano alle aziende con sede fuori dal blocco.
  • Le stablecoin sono trattate come un filone di lavoro dedicato nella consultazione perché le loro funzioni di pagamento e regolamento presentano rischi di stabilità finanziaria distinti rispetto ad altre cripto-attività.
  • I pagamenti tokenizzati ampliano l'ambito della revisione oltre il controllo sull'emissione di token per includere il modo in cui gli strumenti basati su blockchain vengono utilizzati per trasferire valore e interagire con le regole esistenti sui servizi di pagamento.
  • La revisione MiCA si svolge parallelamente a iniziative regolamentari cripto comparabili nel Regno Unito, a Hong Kong, a Singapore e in Corea del Sud, creando un mosaico complesso di requisiti di conformità per le aziende che operano a livello internazionale.
La Commissione Europea avvia una consultazione mirata in vista della revisione MiCA prevista per il 2027

La Commissione Europea ha lanciato una consultazione mirata sulla revisione del Regolamento sui Mercati delle Cripto-Attività (MiCA), un passo che alimenta la prevista revisione del 2027 del quadro normativo cripto di riferimento dell'Unione. La consultazione segnala che l'UE ha individuato lacune specifiche nelle norme esistenti piuttosto che perseguire una riscrittura completa.

MiCA è già in vigore come quadro normativo complessivo dell'UE che disciplina il funzionamento dei fornitori di servizi di cripto-attività, degli emittenti di token e degli operatori di stablecoin all'interno del blocco. Le disposizioni sulle stablecoin sono entrate in vigore a giugno 2024, seguite dalle regole sui fornitori di servizi di cripto-attività a dicembre 2024, rendendo l'UE la prima giurisdizione importante a implementare un regime di licenze cripto unificato. Poiché il regolamento è già attivo, l'attuale sforzo si concentra sulla revisione e l'adattamento delle norme esistenti, non sull'istituzione di un nuovo quadro. Per le aziende già conformi a MiCA, la revisione si baserebbe sul regime attuale ne modificherebbe l'ambito di applicazione anziché ripartire da zero.

Il documento di consultazione definisce le aree specifiche in cui i responsabili politici cercano feedback prima di redigere le modifiche legislative.

Emittenti non europei e stablecoin sotto la lente d'ingrandimento

Gli emittenti cripto non europei — aziende con sede fuori dal blocco che offrono token o servizi agli utenti dell'UE — sono un focus dichiarato della revisione. La domanda centrale che la Commissione sta esplorando è chi può accedere al mercato dell'UE e a quali condizioni.

Le stablecoin sono segnalate come priorità separata. Poiché sono progettate per mantenere un valore stabile e sono ampiamente utilizzate per pagamenti e regolamento, presentano rischi distinti rispetto alle cripto-attività più volatile. Il documento di consultazione tratta le stablecoin come un filone di lavoro dedicato anziché raggrupparle con altre attività digitali. Gli enti internazionali di standardizzazione, tra cui il Financial Stability Board e la Bank for International Settlements, hanno dato priorità in modo simile alla supervisione delle stablecoin, riflettendo preoccupazioni transfrontaliere sui rischi sistemici e di stabilità finanziaria.

Il collegamento tra il controllo degli emittenti e delle stablecoin indica un'esposizione in termini di conformità per le aziende estere che servono clienti dell'UE. La preoccupazione pratica si concentra sulla struttura del mercato: quali entità possono offrire prodotti nell'UE e quali obblighi regolamentari ne derivano.

Il più ampio irrigidimento normativo non è un fenomeno esclusivamente europeo. Anche altre giurisdizioni si stanno muovendo su tempi paragonabili, tra cui il piano della Corea del Sud di tassare le plusvalenze cripto a partire dal 2027. Il Regno Unito, Hong Kong e Singapore stanno ciascuno sviluppando i propri quadri di licenze cripto, il che significa che le aziende che operano a livello internazionale si trovano davanti a un mosaico di requisiti di conformità divergenti che la revisione MiCA potrebbe contribuire a chiarire per la dimensione dell'UE.

I pagamenti tokenizzati ampliano l'ambito della revisione

I pagamenti tokenizzati — in cui il valore viene trasferito utilizzando token basati su blockchain anziché infrastrutture di pagamento tradizionali — sono elencati accanto a emittenti e stablecoin come priorità della revisione. La loro inclusione amplia il focus della consultazione oltre il controllo sull'emissione, verso l'effettivo utilizzo della cripto per trasferire denaro.

La sovrapposizione con la politica sulle stablecoin è diretta, poiché le stablecoin costituiscono lo strumento principale nei flussi di pagamento tokenizzato. L'interazione tra le regole sui servizi di pagamento e la regolamentazione cripto ha già attirato l'attenzione dei regolatori, tra cui una lettera di non-azione dell'EBA sull'interazione tra la Direttiva sui Servizi di Pagamento (PSD2) e MiCA.

Gli analisti legali hanno inquadrato la revisione come uno sforzo per mantenere MiCA adeguato al suo scopo mentre il mercato si evolve, un tema esplorato in un'analisi di Skadden sulla revisione MiCA.

Per le aziende che valutano l'esposizione all'UE, i punti chiave da osservare prima del 2027 saranno il modo in cui l'ambito finale definirà gli emittenti non europei e il grado di rigidità con cui verranno delineati gli obblighi in materia di stablecoin e pagamenti. Il risultato potrebbe ridefinire le condizioni di accesso al mercato per un'ampia gamma di imprese cripto che operano o servono clienti europei.