NotizieCryptoANALISI | La stretta dell’Etiopia sulle criptovalute risale a un’indagine più ampia sull’evasione fiscale nelle scommesse sportive

ANALISI | La stretta dell’Etiopia sulle criptovalute risale a un’indagine più ampia sull’evasione fiscale nelle scommesse sportive

Autore: BitcoinKE·

Punti chiave

  • Le autorità hanno inizialmente collegato l’indagine a un caso da 100 miliardi di Birr che coinvolgeva società di pagamento, reti hawala e scommesse online.
  • I conti bancari di ArifPay, Chapa, SantimPay e Kacha sono stati congelati, mentre dirigenti sono stati detenuti e documenti aziendali sequestrati.
  • Gli avvocati delle società hanno affermato che la richiesta fiscale era poi risultata basata in larga parte su un errore di calcolo della National Bank of Ethiopia, ma le restrizioni sui conti sono continuate.
  • Entro il 2025, le scommesse sportive online rappresentavano oltre il 99% del volume delle transazioni dei payment gateway in Etiopia.
  • La National Bank of Ethiopia ha ribadito di recente che criptovalute e altri asset virtuali restano vietati salvo esplicita autorizzazione.
ANALISI | La stretta dell’Etiopia sulle criptovalute risale a un’indagine più ampia sull’evasione fiscale nelle scommesse sportive

La stretta dell’Etiopia sui fornitori di servizi finanziari digitali è iniziata con un’indagine della fine del 2025 su quello che le autorità avevano inizialmente descritto come uno schema di evasione fiscale e riciclaggio di denaro da 100 miliardi di Birr ($1.8 billion), collegato a società di pagamento, reti informali di cambio valuta (hawala) e operazioni di scommesse online.

L’indagine ha portato a raid coordinati del Ministry of Revenues, del Ministry of Justice, della Federal Police e di altre agenzie. Nell’ambito dell’operazione, le autorità hanno congelato i conti bancari di alcune delle maggiori società fintech del Paese, tra cui ArifPay, Chapa, SantimPay e Kacha. I dirigenti delle società sono stati detenuti, mentre server e documenti aziendali sono stati sequestrati.

Durante l’operazione coordinata:

  • i conti bancari sono stati congelati;
  • i server aziendali sono stati sequestrati; e
  • dirigenti di alto profilo, inclusi CEO, sono stati posti in arresto o trattenuti in custodia cautelare.

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Tuttavia, una revisione successiva ha rilevato che la presunta imposta dovuta derivava in larga parte da quello che gli avvocati delle società hanno descritto come un errore di calcolo della National Bank of Ethiopia. Nonostante le aziende fossero state informate che dovevano importi significativamente inferiori rispetto a quelli inizialmente richiesti, secondo quanto riportato le autorità hanno continuato a congelare e prelevare fondi dai loro conti, spingendo diverse startup in difficoltà finanziaria.

Le società coinvolte hanno presentato ricorso ai tribunali, alla banca centrale e all’ufficio del Primo Ministro, senza successo.

Secondo la World Bank, il South Sudanese Pound e l’Ethiopian Birr sono risultati le valute con le peggiori performance del 2025, entrambe in calo di oltre il 10%. Questi ribassi non erano anomalie isolate o tecniche, ma riflettevano debolezze strutturali profonde che aiutano anche a spiegare l’entità della stretta regolamentare etiope.

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La stretta attuale dell’Etiopia sui payment gateway può essere ricondotta alle riforme regolamentari introdotte dalla National Bank of Ethiopia (NBE) nel 2020 per contribuire a digitalizzare l’economia basata sul contante del Paese.

Quelle riforme hanno istituito il quadro dei Payment Instrument Issuers (PIA), che ha consentito servizi di mobile money come Telebirr e M-PESA, e il quadro dei Payment Systems Operators (PSO), che ha creato quattro categorie di licenze:

  • Payment Switch Operators;
  • Point of Sale (POS) Operators;
  • Automated Teller Machine (ATM) Operators; e
  • Payment Gateway Operators (PGOs), tra cui Chapa, Arifpay, Santimpay e Kacha.

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A differenza degli operatori ATM e POS, che richiedevano investimenti sostanziali in infrastrutture fisiche, i PGO operavano piattaforme software che collegavano i portafogli digitali con gli esercenti. Tuttavia, il mercato e-commerce etiope rimaneva poco sviluppato e i gateway di pagamento faticavano a trovare casi d’uso commerciali rilevanti durante i loro primi due anni di attività.

La situazione è cambiata dopo che l’Addis Ababa Peace and Security Bureau ha chiuso i punti fisici di scommesse sportive nel tentativo di ridurre gli assembramenti, spostando online l’industria delle scommesse sportive del Paese, dal valore di miliardi di Birr.

I gateway di pagamento si sono rapidamente integrati con le piattaforme di scommesse online, elaborando milioni di depositi e prelievi ogni giorno.

Entro il 2025, le scommesse sportive online rappresentavano oltre il 99% di tutto il volume di transazioni dei payment gateway in Etiopia, con i gateway che gestivano pagamenti per miliardi di Birr. I PGO applicavano in genere una commissione di transazione del 2.5%, di cui il 60% veniva pagato a Ethio telecom per i servizi infrastrutturali, mentre i gateway trattenevano il restante 40%.

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La disputa ha scosso la fiducia nel settore fintech etiope, un tempo in rapida crescita, che il governo aveva promosso come pilastro fondamentale delle riforme della propria economia digitale prima che diventasse oggetto di indagini per evasione fiscale, riciclaggio di denaro e cambio valuta. La stretta finanziaria si è inoltre accompagnata a un irrigidimento più ampio della supervisione etiope sugli asset digitali.

In base alle testimonianze degli utenti online, è emerso che il trading Binance P2P è stato ampiamente utilizzato da:

  • freelance
  • piccoli imprenditori
  • lavoratori da remoto
  • trader, e
  • innumerevoli etiopi

come strumento finanziario.

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La scorsa settimana, la National Bank of Ethiopia ha ribadito che le criptovalute e tutti gli altri asset virtuali restano vietati salvo esplicita autorizzazione, ampliando l’avvertimento oltre il trading di crypto per includere custodia, trasferimenti, servizi di exchange e altre attività su asset virtuali. La banca centrale ha citato preoccupazioni relative a stabilità finanziaria, frodi, riciclaggio di denaro e flussi di capitale illeciti.

Il rinnovato avvertimento segue mesi di maggiore controllo sui pagamenti digitali e sulle transazioni in valuta estera, mentre le autorità etiopi cercano un controllo più stretto sui movimenti di capitale nell’ambito delle riforme macroeconomiche in corso, pur continuando a sostenere operazioni di mining di Bitcoin su larga scala finalizzate a generare valuta estera.

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