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L'Europa vuole la finanza sulla blockchain, ma con l'euro al centro

Autore: ForexLive·

Punti chiave

  • •La BCE sta sviluppando il progetto Pontes per collegare blockchain, tokenizzazione e finanza tradizionale, consentendo ai titoli di Stato europei tokenizzati di essere negoziati on-chain con regolamenti più rapidi e meno intermediari.
  • •La BCE stima che gli stablecoin denominati in dollari costituiscano circa il 99% dell'offerta globale di stablecoin, il che significa che il sistema finanziario on-chain europeo potrebbe altrimenti funzionare per lo più con dollari digitali.
  • •Pontes consente alle banche di regolare transazioni tokenizzate in euro di banca centrale e si affianca al lavoro di lunga data della BCE su un potenziale euro digitale.
  • •Titoli, fondi e garanzie europei potrebbero spostarsi sulle blockchain senza richiedere Bitcoin, Ether o USDC per il regolamento, dimostrando che l'adozione della blockchain e l'adozione delle cripto non sono necessariamente la stessa cosa.
  • •L'Europa ha implementato il regolamento Markets in Crypto-Assets (MiCA), che impone obblighi agli emittenti di stablecoin, sebbene il dominio del dollaro nel regolamento on-chain rimanga il punto di partenza attuale.
L'Europa vuole la finanza sulla blockchain, ma con l'euro al centro

L'Europa spinge per portare la finanza on-chain, ma è altrettanto determinata a mantenere l'euro al centro del sistema. La Banca Centrale Europea (BCE) lavora per costruire un ponte tra blockchain, tokenizzazione e finanza tradizionale attraverso progetti come Pontes — e l'iniziativa solleva una domanda semplice ma dalle grandi conseguenze: quale denaro verrà effettivamente utilizzato una volta che l'attività finanziaria si sposterà on-chain?

La tokenizzazione sta diventando progressivamente una parte più ampia della finanza tradizionale, e le banche centrali insieme alle principali istituzioni finanziarie sperimentano da diversi anni titoli tokenizzati e regolamenti on-chain. Con il consolidarsi di questa transizione, l'Europa si concentra sempre più su una questione pratica riguardante la forma di denaro che la sottende.

L'idea alla base di Pontes non è complicata in superficie. Un titolo di Stato europeo, ad esempio, potrebbe essere negoziato su una blockchain invece di passare attraverso l'attuale infrastruttura finanziaria tradizionale. Una volta tokenizzato, l'operazione potrebbe regolarsi più rapidamente, con potenzialmente meno burocrazia e meno intermediari coinvolti.

Alla fine, tuttavia, qualcuno dovrà comunque pagare quel titolo — ed è qui che la questione diventa più interessante.

Nel mercato crypto di oggi, gli stablecoin spesso svolgono il ruolo di denaro digitale. Chi acquista un'attività on-chain regolerà molto probabilmente l'operazione in USDT o USDC. Questo rappresenta un problema per le ambizioni europee: quasi tutti i principali stablecoin sono ancorati al dollaro. La BCE stima che gli stablecoin denominati in dollari rappresentino circa il 99% dell'offerta globale di stablecoin. L'Europa ha già messo in atto il proprio quadro normativo per le cripto-attività, il regolamento Markets in Crypto-Assets (MiCA), che include obblighi per gli emittenti di stablecoin — ma il dominio del dollaro nel regolamento on-chain resta il punto di partenza di oggi.

Ciò significa che l'Europa potrebbe passare anni a costruire un sistema finanziario moderno basato tecnologia blockchain, per poi scoprire che il denaro che vi circola è ancora costituito per lo più da dollari digitali — un esito che, dal punto di vista europeo, è tutt'altro che ideale, toccando questioni di sovranità monetaria oltre che di quota di mercato.

Ecco perché un progetto come Pontes non riguarda solo l'accelerazione del regolamento su blockchain. Consente inoltre alle banche di regolare transazioni tokenizzate utilizzando euro di banca centrale. L'iniziativa si affianca al lavoro di lunga data della BCE su un potenziale euro digitale, parte di uno sforzo più ampio per mantenere il denaro di banca centrale in euro utilizzabile man mano che evolvono le abitudini di pagamento e le infrastrutture di mercato. In sintesi, l'Europa vuole garantire che, se la finanza tradizionale si sposterà sulle blockchain, l'euro non verrà lasciato indietro.

Questo non significa che gli stablecoin spariranno. Possono comunque avere un ruolo da svolgere. La domanda aperta è cosa stia sotto a tutto come forma finale di denaro di cui le persone si fidano.

Titoli, fondi e garanzie europei potrebbero tutti spostarsi sulle blockchain senza richiedere Bitcoin, Ether o perfino USDC per il regolamento delle operazioni. Questa distinzione evidenzia un punto importante: l'adozione della blockchain e l'adozione delle cripto non sono necessariamente la stessa cosa.

Il modo in cui iniziative come Pontes passeranno dalla progettazione al regolamento operativo sarà un indicatore pratico della rapidità con cui si svilupperanno i mercati tokenizzati europei, restando ancorati all'euro di banca centrale. Se la finanza tradizionale abbraccerà la tecnologia alla base delle cripto mantenendo familiare il sistema monetario sottostante, la prossima domanda chiave non sarà se la finanza si sposti effettivamente on-chain. Sarà quale denaro finirà per circolarvi.

Fonte: ForexLive