Kazāks della BCE: la decisione sui tassi di settembre si baserà sui dati, con pro e contro su ulteriori rialzi
Punti chiave
- •Kazāks ha affermato che la decisione della BCE sui tassi di settembre sarà dipendente dai dati, con vantaggi e svantaggi legati a un ulteriore rialzo.
- •Le aspettative di inflazione rimangono ancorate in prossimità dell'obiettivo del 2% della BCE e la crescita dei salari sta gradualmente rallentando.
- •Ha sostenuto che la forward guidance sia diventata controproducente e che i responsabili delle politiche monetarie debbano mantenere la massima flessibilità di fronte all'incertezza geopolitica, energetica e sulla crescita globale.
- •I mercati stanno prezzando una probabilità del 94% di un aumento dei tassi alla riunione di settembre della BCE.
- •Le sue dichiarazioni riflettono un tono più cauto rispetto alla precedente posizione falchista, citando un compromesso tra garantire il ritorno dell'inflazione all'obiettivo e pesare sulla crescita economica.

Mārtiņš Kazāks, esponente della Banca centrale europea, che ricopre anche il ruolo di governatore della banca centrale della Lettonia e siede nel Consiglio direttivo della BCE, l'organo deputato alle decisioni sui tassi, ha affermato che la prossima decisione della BCE a settembre sarà basata sui dati economici in arrivo, rilevando al contempo che un ulteriore aumento dei tassi di interesse presenta sia pro sia contro. Le dichiarazioni giungono dopo più di un anno di rialzi consecutivi dei tassi — la campagna di restrizione più rapida della BCE dalla nascita dell'euro — avviata per contenere un'inflazione salita ai massimi pluridecennali in tutta l'area euro.
Kazāks ha detto che le aspettative di inflazione rimangono ancorate in prossimità dell'obiettivo della BCE del 2%, un segnale che famiglie, imprese e mercati finanziari continuano a riporre fiducia nell'impegno della banca centrale verso la stabilità dei prezzi. Questo ancoraggio è importante: una volta che un'inflazione più elevata si radica nei comportamenti di fissazione di salari e prezzi, riportarla all'obiettivo richiede in genere azioni di politica monetaria più costose.
Ha inoltre sottolineato che la crescita dei salari sta gradualmente rallentando, il che suggerisce che uno dei principali fattori interni di pressione inflazionistica potrebbe continuare ad attenuarsi nei prossimi trimestri. La BCE ha più volte indicato la dinamica salariale come un elemento chiave per valutare se l'inflazione possa assestarsi in modo sostenibile al proprio obiettivo, con i vertici dell'istituto vigili sul rischio che contratti salariali di recupero, volti a riguadagnare il potere d'acquisto perso con l'ondata inflazionistica, possano mantenere elevati i prezzi dei servizi anche al diminuire degli effetti energetici.
Allo stesso tempo, ha riconosciuto l'incertezza che circonda le prospettive economiche, sostenendo che la forward guidance sia diventata controproducente nell'ambiente attuale. Con i rischi geopolitici, i mercati energetici e le prospettive di crescita globale tutti soggetti a rapidi mutamenti, ha suggerito che i responsabili delle politiche monetarie dovrebbero conservare la massima flessibilità piuttosto che impegnarsi in anticipo su un percorso specifico.
Mentre Kazāks ha sottolineato un approccio dipendente dai dati, i mercati hanno già preso la propria decisione, prezzando una probabilità del 94% di un aumento dei tassi alla riunione di settembre.
Sul fronte del bilanciamento dei rischi, Kazāks ha indicato che, sebbene un'ulteriore restrizione potrebbe contribuire a garantire il pieno ritorno dell'inflazione all'obiettivo, essa potrebbe anche pesare sulla crescita economica — un compromesso che suggerisce scarso appetito per nuovi rialzi dei tassi.
Nel complesso, le sue dichiarazioni hanno assunto un tono più cauto rispetto ai commenti più falchisti espressi nei mesi precedenti. Ciò che accadrà in seguito dipenderà dal flusso di dati da lui indicato: le nuove rilevazioni sull'inflazione e i dati salariali attesi prima della riunione, insieme alle proiezioni economiche aggiornate del personale che la BCE pubblica ogni settembre, delineranno il modo in cui il Consiglio direttivo valuterà quel compromesso finale.