Attivista di Atlanta accusato a livello federale per un codice di coercizione del telefono durante una perquisizione alla frontiera
Punti chiave
- •I procuratori sostengono che Samuel Tunick abbia usato un codice di coercizione durante una perquisizione della Customs and Border Protection il 24 gennaio 2025 all’aeroporto di Atlanta.
- •L’accusa si basa sul 18 U.S.C. § 2232, una legge usata raramente che riguarda la distruzione di beni per impedire un sequestro da parte del governo.
- •Il telefono di Tunick utilizzava GrapheneOS, che nel giugno 2024 ha aggiunto una funzione di PIN di coercizione per cancellare le chiavi di crittografia quando un utente è costretto a sbloccare un dispositivo.
- •Gli avvocati di Tunick affermano che gli agenti hanno perquisito il suo telefono senza mandato, gli hanno negato un legale e non gli hanno letto i diritti Miranda.
- •Un giudice federale dovrebbe pronunciarsi sull’istanza pendente di Tunick per l’esclusione delle prove non prima della fine di ottobre.

Samuel Tunick, un attivista di Atlanta, è il primo americano noto a dover affrontare un’accusa penale federale per aver presumibilmente usato una "password di coercizione" durante una perquisizione senza mandato alla frontiera presso l’aeroporto internazionale Hartsfield-Jackson di Atlanta nel gennaio 2025.
L’accusa è stata formulata ai sensi del 18 U.S.C. § 2232, una norma federale invocata raramente che rende illegale distruggere consapevolmente beni per impedire alle autorità di sequestrarli. I procuratori sostengono che Tunick abbia attivato un codice di coercizione sul suo telefono durante una perquisizione della Customs and Border Protection il 24 gennaio 2025, prima che gli agenti sequestrassero il dispositivo.
Secondo The Guardian, il caso è il primo procedimento penale noto negli Stati Uniti riguardante questa funzione a causa dell’uso di una password. Tunick si è dichiarato non colpevole. Un giudice federale dovrebbe pronunciarsi sulla sua istanza di esclusione delle prove non prima della fine di ottobre.
Una password di coercizione è un codice di sblocco secondario configurato insieme al normale codice dell’utente. Inserendo il PIN normale, il telefono si apre come di consueto. Inserendo il codice di coercizione, il dispositivo esegue una cancellazione immediata e irreversibile eliminando le chiavi di crittografia che rendono i dati archiviati leggibili solo con il codice corretto, riportando di fatto il telefono a uno stato vuoto.
La funzione è integrata in GrapheneOS, una versione di Android rafforzata per la privacy, realizzata esclusivamente per i telefoni Google Pixel e utilizzata da giornalisti, attivisti e ricercatori di sicurezza. Il sistema operativo ha aggiunto la funzione del PIN di coercizione nel giugno 2024 per situazioni in cui qualcuno è fisicamente costretto a consegnare un dispositivo.
Edward Snowden aveva già richiamato l’attenzione su GrapheneOS quando disse di usarlo quotidianamente.
I use GrapheneOS every day. — Edward Snowden (@Snowden) November 4, 2022
I use GrapheneOS every day.
— Edward Snowden (@Snowden) November 4, 2022
GrapheneOS e altri sistemi mobili orientati alla privacy sono già comparsi in controversie legali. Nel 2023, come riportato da Decrypt, i tribunali si sono confrontati con i limiti del monitoraggio degli smartphone quando dispositivi con sistemi operativi focalizzati sulla privacy, incluso GrapheneOS, hanno resistito a software di sorveglianza installati su ordine di un giudice.
Gli avvocati di Tunick affermano che l’incidente aeroportuale del gennaio 2025 rientra nel tipo di scenario coercitivo per cui la funzione di coercizione è stata progettata. Secondo i suoi legali, gli agenti della Customs and Border Protection hanno portato Tunick in una sala di ispezione secondaria quando è rientrato dalla Repubblica Dominicana e hanno richiesto l’accesso al suo telefono senza mandato. In base alla cosiddetta eccezione di perquisizione alla frontiera al Quarto Emendamento, la CBP rivendica l’autorità di ispezionare dispositivi prima che un viaggiatore entri formalmente negli Stati Uniti.
Le perquisizioni dei dispositivi alla frontiera sono diventate un punto di scontro ricorrente per le libertà civili, perché i telefoni possono contenere anni di messaggi, foto, dati di navigazione, cronologia delle posizioni e documenti di lavoro. I gruppi per i diritti hanno sostenuto che il volume e la sensibilità dei dati contenuti nei telefoni moderni rendono le perquisizioni dei dispositivi sostanzialmente diverse dai controlli sui bagagli, mentre le agenzie di frontiera continuano a fare affidamento su poteri speciali di perquisizione nei punti di ingresso.
I suoi avvocati affermano inoltre che a Tunick è stato negato un legale e che non gli sono stati letti i suoi diritti Miranda. Gli atti giudiziari affermano che dopo che Tunick ha fornito un codice, "the screen went blank, flashed several times, and the phone appeared to restart." Gli agenti hanno comunque sequestrato il telefono e lo hanno lasciato entrare nel Paese poco dopo.
L’atto d’accusa del governo accusa Tunick di aver fornito "a passcode to border agents that caused the phone to delete the digital contents" prima che il dispositivo fosse sequestrato.
La Electronic Frontier Foundation mantiene una guida pubblica sui diritti relativi ai dispositivi alla frontiera degli Stati Uniti, parte di un movimento più ampio verso strumenti che privilegiano la privacy. L’istanza di Tunick per l’esclusione delle prove resta pendente, con una decisione attesa non prima della fine di ottobre.