NotizieMacroRiepilogo sessione europea: il dollaro indebolisce mentre le azioni si stabilizzano e i rendimenti salgono leggermente

Riepilogo sessione europea: il dollaro indebolisce mentre le azioni si stabilizzano e i rendimenti salgono leggermente

Autore: ForexLive·

Punti chiave

  • •Il rendimento del Treasury a 10 anni è salito di 2,5 punti base al 5,11% ma resta avviato verso calo settimanali consecutivi per la prima volta da giugno, mantenendo in ripresa un parametro chiave dei costi di finanziamento.
  • •Il dollaro USA si è indebolito in modo generalizzato, con EUR/USD in rialzo dello 0,3% a un massimo di una settimana di 1,1256, AUD/USD in crescita dello 0,6% e il dollaro neozelandese in testa mentre dollaro e yen restavano indietro.
  • •L'IPC finale di settembre dell'Eurozona è stato confermato al 3,8% su base annua, in linea con la stima preliminare e con l'inflazione dell'area euro ben al di sopra del target del 2% della BCE.
  • •Il DAX tedesco è salito dello 0,9% e il CAC 40 francese ha aggiunto lo 0,3%, con entrambi gli indici avviati al quinto rialzo settimanale in sei settimane nonostante le preoccupazioni fiscali in Francia.
  • •I future Nasdaq hanno perso lo 0,2% mentre i future S&P 500 sono saliti dello 0,1%, segno che il ribasso tecnologico è proseguito anche dopo la ripresa a fine seduta precedente, con l'oro in rialzo dello 0,2% a 4.176 dollari e il WTI in freno dello 0,3% a 96,20 dollari.
Riepilogo sessione europea: il dollaro indebolisce mentre le azioni si stabilizzano e i rendimenti salgono leggermente

È stata una sessione più tranquilla sui mercati, con gli investitori che hanno continuato a digerire il mood più calmo in vista della fase finale della settimana, come riportato nel riepilogo della sessione europea di investingLive. Con i principali dati della settimana alle spalle, la seduta è servita da verifica di quanto solidale sia davvero il tono più sereno.

Il ribasso del mercato obbligazionario si era fermato nei giorni scorsi nonostante dati sull'inflazione USA superiori alle attese, concedendo agli investitori una pausa, e quel sollievo si è in gran parte protratto anche in questa seduta. Il rendimento del Treasury a 10 anni è risalito di 2,5 punti base al 5,11%, ma finora la reazione complessiva dei mercati continua a propendere per lo scenario più tranquillo. Nonostante il moderato rialzo, i rendimenti a 10 anni sono ancora avviati verso un secondo calo settimanale consecutivo per la prima volta da giugno. Una dinamica che conta ben oltre i trading floor: il rendimento a 10 anni rappresenta un parametro di riferimento per i costi di finanziamento dell'intera economia, dai mutui al debito societario, ed è per questo che il suo andamento è tra gli indicatori più osservati delle condizioni finanziarie.

Il dollaro ha di nuovo faticato nell'ultima parte della settimana. EUR/USD è salito dello 0,3% a 1,1256, toccando un massimo di una settimana, mentre USD/JPY è rimasto poco stabile vicino a 158,00. Il biglietto verde ha vacillato altrove, AUD/USD in rialzo dello 0,6% a 0,6960 e USD/CAD in calo dello 0,3% a 1,4147 nella giornata. Tra le principali valute, il dollaro neozelandese ha guidato il gruppo, mentre il dollaro USA e lo yen giapponese sono rimasti indietro. L'ampiezza dei movimenti — contro valute europee, legate alle materie prime e dell'Asia-Pacifico — ha indicato un tono generalmente più debole del dollaro piuttosto che una dinamica legata a un singolo cross.

Sul fronte dei dati, l'IPC finale di settembre dell'Eurozona è stato confermato al +3,8% su base annua, in linea con la stima preliminare. La conferma ha eliminato ogni elemento di sorpresa dal dato e ha lasciato l'inflazione dell'area euro ben al di sopra del target del 2% della Banca Centrale Europea, un divario che tiene il outlook sui tassi della regione sotto osservazione per gli investitori.

Per quanto riguarda le azioni, i listini europei hanno consolidato il mood migliore, con gli indici regionali in moderati guadagni. Il DAX tedesco ha guadagnato lo 0,9%, mentre il CAC 40 francese ha aggiunto appena lo 0,3%, con i titoli francesi meno entusiasti per i rischi fiscali interni. Ciononostante, entrambi gli indici sono avviati a concludere il quinto rialzo settimanale in sei settimane — una serie che sottolinea quanto sia duraturo il trend azionario europeo anche attraverso la recente turbolenza del mercato obbligazionario.

I future USA hanno dipinto un quadro più misto, con il tono che rimane piuttosto cupo per i titoli tecnologici. I future S&P 500 sono saliti dello 0,1%, mentre i future Nasdaq hanno perso lo 0,2%, con il ribasso della tecnologia che sembra reggere nonostante la ripresa a fine seduta di ieri. La divergenza mantiene l'attenzione sulla capacità dei titoli tecnologici di stabilizzarsi entro la fine della settimana o di restare la principale fonte di tensione.

Negli altri mercati, l'oro è salito dello 0,2% a 4.176 dollari, con il metallo prezioso che prosegue il rimbalzo post-CPI ma non riesce ancora a superare la chiave resistenza vicino a 4.200 dollari. L'oro ha ignorato i dati sull'inflazione più caldi mentre l'attenzione del mercato potrebbe spostarsi verso le preoccupazioni sulla crescita. Il greggio WTI è sceso dello 0,3% a 96,20 dollari, mentre Bitcoin è salito dello 0,7% a 82.577ari. Nel complesso, la resistenza dell'oro, la discesa dolce del petrolio e la negotiazione più stabile di Bitcoin offrono un'istantanea di dove si collochi l'appetito al rischio alla chiusura della settimana.

Guardando avanti, non ci sarà molto in agenda nella prossima seduta da poter cambiare le carte in tavola. I mercati continueranno a digerire gli sviluppi sull'inflazione di questa settimana e a confrontarli con la narrativa del "higher for longer", man mano che le decisioni delle banche centrali tornano lentamente al centro dell'attenzione nelle prossime settimane. Quelle riunioni forniranno la prossima verifica chiara sulla capacità del tono più calmo di questa settimana su obbligazioni, valute e azioni di reggere.

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