Il dollaro si indebolisce: il piano di riacquisti del Tesoro non placa le preoccupazioni fiscali
Punti chiave
- •Il segretario al Tesoro Scott Bessent ha dichiarato che il governo potrebbe ampliare ulteriormente i riacquisti di Treasury dopo aver annunciato un programma più ampio di riacquisti di titoli a scadenza più lunga.
- •Gli investitori non si sono detti convinti che i riacquisti possano risolvere il problema fiscale sottostante, e il dollaro si è indebolito comunque.
- •Il rendimento dei Treasury a 30 anni è salito a circa il 5,2508%, mentre quello a 10 anni è rimasto vicino al 4,7041% dopo un aumento della scorsa notte.
- •Con il dollaro in calo, l'euro ha negoziato vicino al massimo di tre mesi e la sterlina si è avvicinata al picco di sei mesi, mentre lo yen è rimasto sotto pressione.
- •Il bitcoin ha raggiunto un massimo di oltre due mesi e l'oro è avanzato, mentre gli investitori cercavano attivi considerati meno esposti alle preoccupazioni fiscali statunitensi.

Il dollaro si è indebolito venerdì, mentre gli investitori concludevano che il piano ampliato di riacquisti di titoli del Tesoro rappresentasse una soluzione temporanea più che una risposta duratura alle preoccupazioni sulla traiettoria fiscale degli Stati Uniti. La valuta ha perso terreno persino dopo che i responsabili politici hanno segnalato la possibilità di ulteriori interventi, una mossa che invece è parsa sollevare nuovi interrogativi sulla credibilità dell'approccio adottato.
Il segretario al Tesoro Scott Bessent ha dichiarato nella nottata di poter ampliare ulteriormente i riacquisti di Treasury, un giorno dopo che il dipartimento aveva confermato di voler raddoppiare, nel corso del prossimo trimestre, l'entità dei riacquisti di titoli a scadenza più lunga nel tentativo di contenere un forte rialzo dei rendimenti. Bessent ha inoltre affermato che lui e il direttore del bilancio della Casa Bianca Russell Vought avvieranno una nuova iniziativa di consolidamento fiscale su indicazione del presidente Trump. Nessuno dei due annunci è stato sufficiente a fermare il ribasso dei Treasury o a sostenere il dollaro, con gli investitori concentrati soprattutto sul deterioramento del quadro fiscale e sui rinnovati dubbi sulla credibilità della politica statunitense.
A fronte del dollaro più debole, l'euro ha negoziato vicino al massimo di tre mesi e la sterlina si è avvicinata al picco di sei mesi. Il dollaro neozelandese era in corsa per un guadagno settimanale superiore all'1%, il suo livello più alto dal 1° giugno, mentre anche il dollaro australiano è avanzato. Lo yen ha rappresentato una notevole eccezione, scivolando leggermente e rimanendo sotto pressione a causa dell'ampio differenziale dei tassi d'interesse tra Stati Uniti e Giappone.
Anche i mercati obbligazionari hanno offerto una risposta scettica. Il rendimento dei Treasury a 30 anni è salito a circa il 5,2508%, mentre quello a 10 anni si è stabilizzato vicino al 4,7041% dopo il rialzo della scorsa notte, man mano che svaniva il sollievo iniziale generato dall'annuncio dei riacquisti.
Gli analisti hanno osservato che l'operazione di riacquisto di titoli a lunga scadenza voluta da Bessent rappresenta un ulteriore esempio del ricorso del governo statunitense a strumenti non convenzionali per gestire i costi di finanziamento, in un contesto di debito elevato, deficit in aumento e incertezza di politica economica. Secondo gli analisti, gli investitori sembrano considerare la mossa un ulteriore freno per il sentimento verso gli attivi in dollari statunitensi e un possibile fattore scatenante di coperture aggiuntive e di una maggiore diversificazione dalla valuta.
Goldman Sachs ha affermato che i responsabili politici dispongono effettivamente degli strumenti per influenzare temporaneamente i rendimenti della parte lunga della curva e che la storia dei mercati sviluppati mostra che tali misure possono funzionare nel breve periodo. La banca ha però sostenuto che il problema attuale appare sempre più di natura fiscale anziché tecnica, avvertendo che la compressione dei rendimenti diventa meno efficace una volta che i mercati concentrano la propria attenzione sulle dinamiche di finanziamento sovrano anziché sul posizionamento di mercato.
Il crescente debito statunitense, che ha ormai superato i 40.000 miliardi di dollari, sta spingendo alcuni investitori verso riserve di valore alternative che storicamente hanno beneficiato delle operazioni di diversificazione dal dollaro. Il bitcoin venerdì ha superato il massimo di oltre due mesi ed era in corsa per un guadagno settimanale del 17%, che rappresenterebbe il suo più ampio rialzo settimanale in due anni e mezzo. Anche l'oro è rimasto solido, in direzione di un guadagno settimanale superiore al 3%, mentre gli investitori cercavano attivi considerati più isolati dalle preoccupazioni sulla credibilità fiscale statunitense e sul debito pubblico.
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