L'euro digitale garantirà il «massimo livello di privacy», afferma un membro del Comitato esecutivo della BCE
Punti chiave
- •Piero Cipollone, membro del Comitato esecutivo della BCE, ha affermato che i pagamenti offline in euro digitale avverrebbero direttamente tra individui, con i dettagli delle transazioni visibili solo a chi paga e a chi riceve.
- •Per i pagamenti online, né la BCE né le banche centrali nazionali dell'area euro potrebbero identificare le parti coinvolte; potrebbero farlo solo le banche commerciali che gestiscono una transazione, anche per finalità di antiriciclaggio.
- •La BCE ha selezionato 36 fornitori di servizi di pagamento, tra cui Deutsche Bank, UniCredit e Revolut, per un pilota di 12 mesi a partire dal secondo semestre del 2027, con la prima emissione prevista per il 2029.
- •Il disegno dell'euro digitale prevede limiti di detenzione per persona, volti a mantenerlo uno strumento di pagamento anziché uno strumento di risparmio e a contenere i flussi in uscita dai depositi delle banche commerciali.
- •Una legge statunitense entrata in vigore l'11 luglio vieta alla Federal Reserve di emettere una moneta digitale di banca centrale fino alla fine del 2030, esentando però le valute denominate in dollari aperte, permissionless e private, come le stablecoin.

L'euro digitale offrirebbe agli utenti tutta la privacy che le tecnologie attuali consentono, ha affermato Piero Cipollone, membro del Comitato esecutivo della Banca centrale europea, nella risposta più netta finora dell'istituzione all'accusa secondo cui una moneta digitale di banca centrale permetterebbe a Francoforte di osservare come spendono gli europei.
Cipollone ha formulato questa affermazione in un'intervista alla testata italiana ilsussidiario.net, realizzata il 10 agosto e pubblicata dalla BCE lunedì, nella quale gli è stato chiesto direttamente se la banca possa monitorare le abitudini di pagamento e tracciare come ogni cittadino utilizza la moneta. I pagamenti offline, ha detto, avverrebbero direttamente tra individui, con i dettagli delle transazioni disponibili solo a chi paga e a chi riceve.
Per i pagamenti effettuati online, ha aggiunto, l'Eurosistema — la BCE insieme alle banche centrali nazionali dell'area euro — non sarebbe in grado di identificare le persone che effettuano o ricevono i pagamenti. Potrebbero farlo solo le banche coinvolte in una transazione, anche per finalità di antiriciclaggio.
«L'euro digitale garantisce il massimo livello di privacy che le tecnologie attuali possono offrire», ha dichiarato Cipollone.
I pagamenti resterebbero comunque visibili alle banche commerciali che distribuiscono la moneta, le quali manterrebbero gli obblighi di identificazione e segnalazione che già oggi hanno. Le funzioni di privacy sono integrate, ma non esentano la moneta dalle regole applicabili a tutto il denaro, ha spiegato a Decrypt a dicembre un portavoce della BCE.
La questione della privacy accompagna il progetto fin dalle origini: nella consultazione pubblica della BCE sull'euro digitale, i rispondenti hanno indicato la privacy dei pagamenti come la caratteristica più importante di una futura moneta digitale, ed è rimasta al centro del dibattito man mano che il progetto si avvicinava al lancio.
Iter legislativo
La BCE ha iniziato a studiare la moneta nel 2021 con una fase di indagine della durata di due anni, per poi passare a una fase preparatoria a novembre 2023, volta a redigere il regolamento del progetto e a selezionare le aziende che lo avrebbero testato. Il Parlamento europeo ha concordato la propria posizione di negoziazione sul regolamento a luglio, e i negoziati con gli Stati membri puntano a un accordo entro la fine del 2026. La BCE ha individuato 36 fornitori di servizi di pagamento, tra cui Deutsche Bank, UniCredit e Revolut, per un pilota della durata di 12 mesi a partire dal secondo semestre del 2027, con la prima emissione prevista per il 2029.
Il progetto prevede inoltre limiti di detenzione per persona, pensati per mantenere l'euro digitale uno strumento di pagamento anziché un conto di risparmio e per contenere quanto denaro può uscire dai depositi delle banche commerciali; il livello è tra i dettagli ancora da definire prima del lancio.
L'UE, gli Stati Uniti e le CBDC
Washington è giunta alla conclusione opposta sulla stessa questione della privacy e a luglio l'ha scritta nella legge. Lo 21st Century ROAD to Housing Act vieta alla Federal Reserve di emettere una moneta digitale di banca centrale fino alla fine del 2030, dopodiché sarebbe necessaria un'autorizzazione esplicita del Congresso. Il Senato ha approvato il disegno di legge con 85 voti favorevoli e 5 contrari a giugno, ed è divenuto legge l'11 luglio senza la firma del presidente Donald Trump.
Il divieto esenta le valute denominate in dollari che siano aperte, permissionless e private, lasciando intatti gli emittenti di stablecoin regolamentati dallo GENIUS Act dell'anno scorso.
Cipollone ha sostenuto che la strada americana comporta un costo per l'Europa. A luglio ha avvertito che la crescente diffusione delle stablecoin priverebbe le banche europee dei depositi al dettaglio, oltre alle commissioni e ai dati sulle transazioni che già cedono alle piattaforme di pagamento mobili. La BCE ha promosso l'euro digitale su basi analoghe: un'opzione di pagamento pubblica europea, mentre cresce la dipendenza dalle reti di carte statunitensi e dai wallet gestiti da piattaforme tecnologiche straniere.