NotizieCryptoIl fondatore di DFINITY Dominic Williams accusa NEAR Intents di utilizzare tecnologia crittografica proprietaria

Il fondatore di DFINITY Dominic Williams accusa NEAR Intents di utilizzare tecnologia crittografica proprietaria

Autore: CryptoMeter io·

Punti chiave

  • •Il fondatore di DFINITY Dominic Williams ha accusato NEAR Protocol il 22 ottobre 2026 di aver utilizzato tecnologia threshold ECDSA derivata dalla ricerca di DFINITY nella piatta NEAR Intents senza autorizzazione o attribuzione.
  • •Gli algoritmi contestati derivano da un articolo di ricerca DFINITY di aprile 2022 scritto dai crittografi Jens Groth e Victor Shoup, e Williams sostiene che l'implementazione di DFINITY possa accelerare determinate operazioni di firma di circa tre volte.
  • •Williams ha sostenuto che la tecnologia contestata sia stata distribuita su circa otto server, mentre le divulgazioni tecniche di NEAR descrivono una rete di calcolo multi-party con 17 operatori indipendenti.
  • •Le affermazioni secondo cui un ex dipendente di DFINITY avrebbe aiutato a trasferire la tecnologia nell'infrastruttura di NEAR restano non verificate, e i record di GitHub suggeriscono che NEAR stia modificando i propri algoritmi di firma.
  • •NEAR non aveva emesso una risposta pubblica formale alle accuse, e l'esito della controversia potrebbe influenzare il modo in cui i progetti di criptovalute affrontano la ricerca crittografica, le licenze software e l'attribuzione tecnica.
Il fondatore di DFINITY Dominic Williams accusa NEAR Intents di utilizzare tecnologia crittografica proprietaria

Dominic Williams, fondatore di DFINITY, ha accusato pubblicamente NEAR Protocol di aver impiegato tecnologia proprietaria senza autorizzazione nella sua piattaforma NEAR Intents. Le accuse, rese pubbliche il 22 ottobre 2026, riguardano algoritmi threshold ECDSA sviluppati in origine per la blockchain Internet Computer. Secondo Williams, NEAR avrebbe incorporato la ricerca di DFINITY nella propria infrastruttura cross-chain senza la dovuta autorizzazione o attribuzione, sollevando questioni che spaziano dai diritti di proprietà intellettuale alla sicurezza blockchain, fino alla concorrenza tra reti decentralizzate.

La ricerca crittografica di DFINITY al centro della controversia

La tecnologia contestata riguarda algoritmi di derivazione additiva delle chiavi ECDSA e di presigning documentati in un articolo di ricerca di DFINITY pubblicato ad aprile 2022. Scritto dai crittografi Jens Groth e Victor Shoup, l'articolo esamina tecniche per migliorare l'efficienza e la sicurezza delle firme digitali distribuite. DFINITY aveva originariamente sviluppato la tecnologia correlata per supportare l'interoperabilità tra Internet Computer ed Ethereum.

Il threshold ECDSA consente a più computer di generare congiuntamente firme crittografiche senza che alc singolo partecipante controlli la chiave privata completa. Questo design aiuta le applicazioni blockchain ad autorizzare transazioni su reti diverse, riducendo al contempo la dipendenza da custodi centralizzati. La firma distribuita di questo tipo è alla base di piattaforme cross-chain come NEAR Intents, che si affidano a firme congiunte per autorizzare transazioni tra reti, rendendo il presunto riutilizzo centrale nella controversia. Williams sostiene che l'implementazione di DFINITY possa accelerare determinate operazioni di firma di circa tre volte rispetto ad approcci alternativi, e sostiene che NEAR Intents abbia beneficiato di questi miglioramenti senza ottenere la dovuta autorizzazione.

Williams mette in dubbio le dichiarazioni di NEAR sulla decentralizzazione

Oltre alle questioni di proprietà intellettuale, Williams ha contestato la sicurezza e la decentralizzazione dell'implementazione di NEAR. Ha sostenuto che NEAR abbia distribuito la tecnologia contestata su circa otto server, sollevando preoccupazioni sulla distribuzione dell'autorità di firma. Le divulgazioni tecniche di NEAR, tuttavia, descrivono una più ampia rete di calcolo multi-party che coinvolge 17 operatori indipendenti. La distribuzione dell'autorità di firma tra operatori indipendenti è un parametro standard per la decentralizzazione nei sistemi cross-chain, il che colloca questa discrepanza al centro del disaccordo tecnico.

Williams ha inoltre affermato che un ex dipendente di DFINITY avrebbe contribuito al trasferimento della tecnologia nell'infrastruttura di NEAR. Queste affermazioni restano non verificate e non è emersa alcuna accertamento indipendente di condotta illecita. Ha inoltre indicato record di sviluppo su GitHub che suggeriscono come NEAR stia modificando i propri algoritmi di firma, interpretando tali modifiche come una possibile risposta alle preoccupazioni relative alla tecnologia di DFINITY.

Potenziali implicazioni legali per lo sviluppo blockchain

Williams ha avvertito che il presunto utilizzo non autorizzato potrebbe comportare conseguenze legali e influenzare negativamente le parti interessate di DFINITY e Internet Computer. L'esistenza di ricerca crittografica pubblicamente disponibile, tuttavia, non stabilisce automaticamente una proprietà esclusiva o una violazione. Qualsiasi disputa legale richiederebbe l'esame delle protezioni di proprietà intellettuale applicabili, degli accordi di licenza e dei dettagli implementativi.

NEAR non aveva emesso una risposta pubblica formale alle accuse specifiche nei resoconti esaminati. Le principali questioni aperte riguardano se NEAR affronterà direttamente le accuse, se la questione evolverà verso procedimenti legali formali e come verranno riconciliate le versioni divergenti sulla rete di firma di NEAR.

La controversia evidenzia le crescenti tensioni attorno all'innovazione blockchain mentre reti concorrenti sviluppano infrastrutture cross-chain. L'esito potrebbe influenzare il modo in cui i progetti di criptovalute affrontano la ricerca crittografica, le licenze software e l'attribuzione tecnica.

Fonte: CryptoMeter io