La Fed di Dallas avverte che i depositi tokenizzati potrebbero pesare sul credito bancario
Punti chiave
- •La Fed di Dallas ha affermato che i depositi tokenizzati potrebbero ridurre la capacità delle banche di sostenere il credito indebolendo la stabilità dei depositi.
- •La banca ha stimato che un calo del 10% della vita media ponderata dei depositi potrebbe ridurre la capacità di trasformazione delle scadenze di circa 580 miliardi di dollari in equivalenti a 10 anni.
- •Ha inoltre indicato che un aumento del 10% del deposit rate beta potrebbe ridurre la propensione delle banche al rischio di duration di 700 miliardi di dollari in equivalenti a 10 anni, assumendo una WAL dei depositi di quattro anni.
- •Gli economisti della Fed di Dallas hanno sostenuto che i depositi tokenizzati potrebbero rendere più facile per i clienti spostare fondi istantaneamente tra banche, soprattutto se gli agenti AI automatizzano i trasferimenti.
- •Le principali banche statunitensi e i gruppi del settore stanno già costruendo reti di depositi tokenizzati, incluso un sistema guidato da The Clearing House con lancio previsto nel 2027.

La Federal Reserve Bank di Dallas ha affermato che il crescente utilizzo dei depositi tokenizzati potrebbe ridurre la capacità delle banche di finanziare prestiti a famiglie e imprese, intervenendo nel dibattito tra stablecoin e depositi tokenizzati.
In un paper pubblicato dalla Fed di Dallas, la banca ha individuato tre modi principali in cui i depositi tokenizzati potrebbero incidere sulle banche e, in ultima analisi, sull’economia più ampia:
- L’80% del rischio di duration assunto dalle banche — 5,8 trilioni di dollari in equivalenti a 10 anni su un totale di 7 trilioni di dollari — è sostenuto dalle caratteristiche di duration dei depositi.
- Una riduzione del 10% della vita media ponderata, o WAL, dei depositi ridurrebbe la capacità di trasformazione delle scadenze dell’intero sistema bancario di circa 580 miliardi di dollari in equivalenti a 10 anni.
- Un aumento del 10% della sensibilità dei depositi ai prezzi, o deposit rate beta, ridurrebbe la propensione delle banche al rischio di duration di 700 miliardi di dollari in equivalenti a 10 anni, assumendo una WAL dei depositi di quattro anni.
Perché la Fed di Dallas è cauta sui depositi tokenizzati
Gli economisti della Fed di Dallas Rosie Levy e Srini Ramaswamy si sono concentrati sulla trasformazione delle scadenze, una funzione bancaria fondamentale in base alla quale le banche finanziano prestiti a lungo termine con depositi che i clienti possono prelevare in qualsiasi momento.
L’attuale sistema si basa in parte sull’attrito che esiste tra l’avvio di un prelievo e il suo completamento. I depositi tokenizzati, al contrario, sposterebbero i fondi dei clienti su binari blockchain, consentendo di accedere ai depositi istantaneamente e 24 ore su 24.
Questa struttura senza attriti potrebbe consentire ai clienti di spostare denaro da una banca a un’altra che offre tassi più alti in pochi secondi anziché in giorni. Gli economisti hanno affermato che la preoccupazione diventa ancora maggiore in uno scenario in cui agenti AI possono reindirizzare automaticamente il denaro da token di deposito programmabili per conto dei clienti.
Secondo la Fed di Dallas, le banche non possono permettersi che depositi stabili diventino riserve instabili, soprattutto se funzioni di trasferimento più rapide rendono quei saldi più sensibili alle variazioni dei tassi.
Le banche scelgono i depositi tokenizzati invece delle stablecoin
Le banche stanno lottando per il proprio ruolo nel panorama del denaro digitale da quando l’amministrazione Trump ha dato priorità alla legislazione sulle stablecoin. In quel contesto, anche gruppi bancari hanno bloccato per mesi il CLARITY Act per il timore che gli emittenti di stablecoin potessero ottenere un vantaggio pagando rendimenti ai clienti.
Su questo sfondo, le banche hanno presentato i depositi tokenizzati come alternativa pienamente regolamentata alle stablecoin, che non dispongono ancora di un quadro normativo completo. I depositi tokenizzati consentono alle banche di rimanere all’interno dell’attuale normativa bancaria e possono anche corrispondere interessi ai detentori.
Le implicazioni vanno oltre le banche stesse. Se un sistema di pagamento alternativo ottenesse un vantaggio competitivo, l’impatto potrebbe estendersi alle famiglie e alle imprese che dipendono dalle banche per il credito e i pagamenti, motivo per cui la stabilità dei finanziamenti è centrale nel dibattito.
A giugno, S&P Global aveva avvertito che le banche potrebbero affrontare costi di raccolta più elevati e perdere una quota consistente dei ricavi da pagamenti se le società di stablecoin crescessero significativamente a loro spese. McKinsey ha stimato che, per ogni 1.000 dollari che un cliente converte in una stablecoin di terze parti, solo circa il 15% ritorna al sistema bancario sotto forma di riserve all’ingrosso.
Anche così, i depositi tokenizzati offrono alle banche un’alternativa che mantiene il 100% dei fondi dei clienti nei loro bilanci.
Il settore sta già costruendo l’infrastruttura
L’avvertimento della Fed di Dallas arriva mentre le banche statunitensi corrono a costruire l’infrastruttura necessaria.
JPMorgan Chase, Citigroup, Bank of America e Wells Fargo sostengono una rete condivisa di depositi tokenizzati gestita tramite The Clearing House, con un lancio previsto nel 2027, come riportato in precedenza da Cryptopolitan.
Swift ha dichiarato a luglio che il suo registro blockchain era pronto per un utilizzo iniziale, con 17 banche in sei continenti che si preparavano a pilotaggi. Inoltre, una coalizione di 39 associazioni bancarie statali ha formato la BankChain Alliance per offrire ai piccoli istituti una propria via on-chain.
La Fed di Dallas ha osservato che, perché i token di deposito abbiano un impatto, devono circolare al di fuori della banca che li ha emessi, ed è esattamente ciò che questi consorzi e associazioni sono progettati per consentire.
I banchieri stanno già valutando le implicazioni. Matt McAfee, responsabile enterprise innovation and digital assets di M&T Bank, ha dichiarato ad American Banker che i rischi sembrano “familiar” ma sono “heightened in a world where customers can move money 24/7.”
Gli economisti della Fed di Dallas non hanno previsto quanto ampiamente verranno adottati i depositi tokenizzati. Hanno affermato di aver delineato le possibili conseguenze “without passing judgment on the likelihood of such adoption occurring.”